Dal panino all’hostess senza giacca: i simboli della micro conflittualità

13/07/2005
    mercoledì 13 luglio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 17

      SCIOPERI ALTERNATIVI

        Dal panino all’hostess senza giacca:
        i simboli della micro conflittualità

          SERENA UCCELLO

            Per quindici minuti si fermavano i lavoratori con il mumero di scarpe pari, per altri quindici quelli con le scarpe dispari. Era la fine degli anni 60 e, racconta Giorgio Santini della Cisl, erano «gli anni ruggenti delle mobilitazioni in fabbrica» . A quasi quarant’anni di distanza, il clima di contrapposizione si è in parte stemperato, ma il ricorso a singolari forme di protesta non è scomparso. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è la scelta degli assistenti di volo di non indossare a bordo degli aerei le giacche verdi di servizio, le divise, e le targhette nominative. Un esempio di « creatività sindacale » a cui il personale dell’Alitalia ha già abituato i propri utenti. Furono sempre loro lo scorso gennaio a scegliere di manifestare contro l’azienda rifiutandosi di servire gli snack durante i voli. La singolare forma di sciopero finì allora sulle prime pagine dei giornali come lo « sciopero del panino» .

              Dai trasporti agli altri settori, è il comparto dei servizi quello che sembra aver fatto più spesso ricorso a proteste dal carattere più simbolico che sostanziale.

              Durante l’ultimo rinnovo contrattuale del turismo nei locali della riviera romagnola i visitatori si sono visti presentare un menù solo con piatti freddi. Più articolata la mobilitazione del personale dei ristoranti presenti lungo la rete autostradale. « Più volte — spiega Gabriele Guglielmi della Filcams Cgil— in occasione dello sciopero del personale di sala, le aziende hanno fatto ricorso a lavoratori part time per tenere comunque aperte le strutture. In queste circostanze i dipendenti hanno rinunciato alla protesta, costringendo così di fatto le aziende a erogare una doppia paga».

              Protesta della bandiera rossa invece per i bagnini: il segnale solitamente usato per indicare condizioni pericolose in mare è diventato infatti un modo per segnalare ai turisti, insieme a un cartello, il loro sciopero. Manifestazioni fuori dagli schemi, dunque, che fanno da cornice a confronti spesso articolati come quello degli alimentaristi. I dipendenti degli industrie alimentari hanno infatti deciso di rompere le trattative per il rinnovo del contratto. Protesta " tradizionale", tanto che i sindacati hanno proclamato otto ore di sciopero per venerdì 22 luglio.

              A spaccare il confronto, la differenza tra la richiesta dei sindacati di un aumento mensile pari a 106 euro e la controproposta di 63 euro di Federalimentare. E così come nella migliore tradizione sindacale il sindacato, spiega una nota delle imprese, «ha ritenuto la proposta datoriale insufficiente a soddisfare le aspettative dei lavoratori ed a tutelare il loro reale potere di acquisto» , mentre « la delegazione industriale» ha comunque manifestato «la disponibilità a proseguire il negoziato su tutte le tematiche in discussione, nel tentativo di trovare una soluzione». Trattative interrotte nell’alimentare: i lavoratori proclamano uno stop di otto ore