“Dal mondo” Sciopero, i sindacati attaccano Blair

18/07/2002

18 luglio 2002



Fermi i dipendenti comunali. Spaccatura col governo laburista

Sciopero, i sindacati attaccano Blair

      DAL NOSTRO INVIATO
      LONDRA – Lo sciopero delle donne, l’ha chiamato il
      Guardian , perché non si era mai vista prima in Gran Bretagna una protesta che coinvolgesse così tante lavoratrici. Novecentomila a fare i conti: tre quarti di quel milione e duecentomila dipendenti delle amministrazioni locali che ieri in Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles hanno costretto alla chiusura scuole, biblioteche, musei e bagni pubblici.
      E’ il primo sciopero nazionale degli impiegati comunali dall’«inverno del malcontento» del 1978, le proteste che portarono alla caduta del governo laburista di Callaghan. Allora come oggi la questione tocca gli stipendi: i tre principali sindacati (Unison, Tgwu e Gmb) chiedono per i dipendenti comunali un aumento del 6%. L’organizzazione dei datori di lavoro delle amministrazioni locali non è disposta a superare il 3: le casse dei comuni – dicono – non sarebbero in grado di affrontare la spesa. Un problema per il governo laburista di Tony Blair. Innanzitutto perché la stagione di proteste minaccia di bloccare l’attuazione del piano di miglioramento dei servizi pubblici annunciato lunedì dal cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown. E poi perché questo sciopero e quelli che verranno marcano una frattura sempre più profonda tra governo e sindacato. Il portavoce del premier ripete che «sono questioni che riguardano gli amministratori locali». Ma è la prima volta che i laburisti rifiutano di prendere le parti dei lavoratori, denunciano i sindacati.
A. Cop