“Dal mondo” La rivincita del maggiordomo

05/03/2002

Sono venticinquemila nelle case inglesi, superato anche il record degli Anni Trenta
La rivincita del maggiordomo
RICCARDO ORIZIO


LONDRA – L´avevano dato per morto, il vecchio Jeeves. Ridotto a sopravvivere mettendosi a servizio presso qualche eccentrico lord con casa-museo a Mayfair, o presso uno sceicco anglofilo o addirittura ricreato artificialmente su set di film nostalgici, come il pluricandidato all´Oscar "Gosford Park" di Robert Altman o "Quel che resta del giorno" con Anthony Hopkins. Jeeves – il maggiordomo reso celebre dai romanzi di Woodehouse – invece è vivo e vegeto.

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Pagina 21 – Esteri
 
 
Mai così alta, dal 1930, la presenza di camerieri full-time nelle case d´Inghilterra. Ora sono 25 mila e c´è una nuova scuola per soddisfare le richieste
Londra, classe e comodità è boom dei maggiordomi
          "Il cliente di oggi guadagna molto, ha una grande casa, ma poco tempo per darle un tono adeguato al suo livello sociale"
          (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
          RICCARDO ORIZIO

          Il numero di maggiordomi non è mai stato così alto nella storia britannica, avendo superato il precedente record (apparteneva agli Anni ’30). E secondo gli esperti il motivo è uno solo: l´alta borghesia inglese, ma anche quella europea e americana, è disperatamente alla ricerca di aiuto nella gestione di casa e famiglia. Perché non ha mai avuto così tanti soldi e così poco tempo. Così, nella Gran Bretagna di Tony Blair, in certe case di Londra dove entrambi i genitori lavorano molto e guadagnano stipendi altissimi, il maggiordomo non è più vissuto come un lusso: è necessario alla sopravvivenza domestica. Naturalmente insieme a una bambinaia e, se la casa lo richiede, anche il giardiniere.
          Erano 18mila i maggiordomi nella classica giacchetta nera con pantaloni a righe che lavoravano nelle case padronali dell´Inghilterra ancora imperiale e imperialista degli Anni ’30. Ossequienti, precisi, spesso di piglio militare, perfettamente a conoscenza di tutte le necessità e di tutti tic del proprio padrone. Capaci di stirare perfettamente la copia del Times di mattina, ma anche di prenotare una cabina di prima classe su una nave nel pomeriggio. Di rispondere come si deve al telefono di casa ma anche di tenere a bada e addestrare il personale di rango inferiore: camerieri, sguatteri, autisti. Dopo la Seconda guerra mondiale erano scesi a poche centinaia, ridotti al lumicino dal cambiamento di stili e generazioni. Poi la lenta risalita. Fino ai giorni scorsi, quando una ricerca ha stabilito che in Gran Bretagna esistono 4 milioni di lavoratori domestici – anche questo un record – di cui 25mila maggiordomi in senso tradizionale. Le bambinaie specializzate invece sarebbero diverse centinaia di migliaia. Anche i giardinieri reggono bene, almeno nei numeri.
          «Il maggiordomo non è più un servitore. Ormai è un manager che gestisce case, bollette, agenda degli appuntamenti. Che sa preparare perfettamente una splendida colazione da portare a letto alle 7 del mattino, ma che va anche a prendere i figli a scuola se i genitori sono impegnati», spiega Ivo Spencer, ex maggiordomo in residenze aristocratiche e oggi fondatore e proprietario della principale scuola per maggiordomi. Fondata 20 anni fa, è una sorta di accademia delle belle maniere e dell´efficienza. Secondo Spencer i suoi clienti non sono più i Bertie Wooster del vecchio Jeeves, cioè nobili sfaccendati che ammazzano il tempo cacciando alla volpe. «Sono banchieri, uomini d´affari internazionali. E alberghi esclusivi che devono soddisfare una clientela molto, molto esigente», dice Spencer.
          I 25mila maggiordomi del terzo millennio devono, naturalmente, anche saper lavorare al computer e usare l´e-mail, per sgravare il datore di lavoro anche da queste incombenze. La richiesta di maggiordomi è tale che, meno di due anni fa, a Londra è nata una seconda scuola di addestramento. Si chiama "Ordine dei maggiordomi professionisti inglesi" ed è gestita da un personaggio di gran calibro nell´ambiente: un ex maggiordomo che ha lavorato presso alcuni esclusivi alberghi del mondo. Oggi un professionista della felicità domestica guadagna tra 25mila e le 70mila sterline lorde l´anno, ma è in grado di strappare anche alcuni benefits che avrebbero fatto l´invidia dei suoi colleghi degli Anni ’30: un bonus natalizio da 500 sterline in voucher da spendere ai grandi magazzini Harrods, per esempio. O i biglietti aerei per tornare a casa – nella vecchia Inghilterra – se il datore di lavoro è residente all´estero.

          Dicono che quando un padrone di casa trova un maggiordomo bravo, fa di tutto per non farselo scappare. «Non potrei farne a meno», ha detto un´avvocatessa alla Bbc, con marito sempre all´estero e tre figli. Quasi un sosia di Cherie Blair, che i butler ce li ha, ma pagati dallo Stato. Così, nella Londra degli stipendi miliardari, il vecchio, polveroso maggiordomo torna di moda. E come Anthony Hopkins ripete: «Al suo servizio».