Dal Lavoro l’addio alle vecchie sanzioni

13/03/2003




Giovedí 13 Marzo 2003
NORME E TRIBUTI


Dal Lavoro l’addio alle vecchie sanzioni

Occupazione & previdenza – Il Welfare: «La comunicazione al collocamento è sostanziale»

FRANCESCO NATALINI


L’omessa o ritardata comunicazione al centro per l’impiego non costituisce violazione formale e quindi continua a essere sanzionata. Inoltre, le ordinanze-ingiunzioni relative alle sanzioni abolite dalla legge 388/2000 non potranno essere più emesse a decorrere dal 1° gennaio 2001 e qualora siano già state predisposte devono essere revocate d’ufficio. Sono le principali precisazioni inserite nella circolare 299 del 5 marzo 2003, nella quale il ministero del Lavoro, facendo seguito alla circolare 12 del 22 gennaio 2001, interviene nuovamente in tema di regime sanzionatorio in particolare su due tematiche: la possibile retroattività della disciplina più favorevole in materia di sanzioni amministrative e il concetto di violazione formale in tema di norme sul collocamento Retroattività. Il ministero, allineandosi all’orientamento adottato dall’Inps (circolare 191 del 31 dicembre 2002) e dall’Inail (circolare 6 del 28 gennaio 2003), dispone che non si dovrà più procedere – a far data dal 1° gennaio 2001 – alla redazione e alla notifica di processi verbali riferiti a violazioni previste dall’articolo 35, comma 2 e 3 della legge 689/81 (oltre quelle formali in materia di collocamento), né all’emissione di ordinanze-ingiunzioni, anche se riferiti a illeciti commessi nel periodo antecedente l’entrata in vigore della legge finanziaria 388/2000. Anche il ministero del Lavoro, insomma, si adegua al contenuto della sentenza della Cassazione 7524 del 22 maggio 2002. In quella decisione la Cassazione non ha inteso derogare al principio della irretroattività della sanzione amministrativa (tempus regit actum), spesso disatteso invece da una parte della giurisprudenza di merito, ma considerato che la legge 388 disciplina testualmente l’abolizione delle sole sanzioni, la Corte ha spostato l’attenzione non già sul fatto illecito in sé (e quindi sulla data di commissione del medesimo), bensì sulla manifestazione della potestas puniendi della pubblica amministrazione, che si manifesta per l’appunto attraverso l’emanazione del provvedimento di ordinanza-ingiunzione. È quindi dalla data di redazione di tale atto amministrativo che si deve giudicare la sopravvenuta abolizione o meno della sanzione, a nulla rilevando che la stessa ordinanza riguardi illeciti compiuti fino a tutto il 2000, periodo precedente l’entrata in vigore della legge 388/00 (la Finanziaria per il 2001). A questo punto è evidente che non potranno più essere predisposti processi verbali di contestazione di illecito amministrativo relativi a fattispecie interessate dall’abolizione e anche le ordinanze già emesse dal 1° gennaio 2001 dovranno essere revocate d’ufficio purché non siano già passate in giudicato, cioè non siano decorsi i termini di opposizione. Violazioni formali. Il ministero ribadisce – anzi rafforza – le proprie convinzioni espresse nella circolare 12/2001, confermando che le comunicazioni di assunzione/cessazione hanno natura sostanziale, attenendo le medesime a una funzione ritenuta fondamentale, svolta dai Centri per l’impiego, ovvero quella di monitorare i flussi di manodopera in entrata e in uscita. In particolare viene citata, eccependone la decisione, una recente (quanto inedita) sentenza del Tribunale di Bassano del Grappa (sentenza del 21 maggio 2002) che, sostenendo viceversa la tesi della natura formale (e quindi rientrante nell’abolizione) delle violazioni relative alla omessa comunicazione di assunzione (articolo 9-bis della legge 608/96), aveva focalizzato il giudizio sulla circostanza che la riforma del regime sanzionatorio è inserita in un articolo recante la rubrica «Misure per favorire l’emersione del lavoro irregolare». Da ciò, secondo il giudice veneto si dovrebbe evincere che la ratio della riforma debba essere incentrata alla massima elasticità, proprio per favorire e incentivare l’emersione. In conclusione il ministero trae un ulteriore rafforzamento delle proprie convinzioni sulla natura sostanziale della violazione in questione, anche dalla recente riforma del collocamento (Dlgs 297/02) nella quale è previsto, a regime, l’obbligo di procedere addirittura alla comunicazione contestuale.