«Dal confronto un patto per l’Italia»

19/06/2002





Berlusconi incontra a Palazzo Chigi le parti sociali su riforme e Dpef – Domani la nuova proposta del Governo sull’articolo 18
«Dal confronto un patto per l’Italia»
remonti: in Finanziaria un monitoraggio dinamico della spesa, non tagli – D’Amato: mantenere la rotta sulla politica dei redditi
ROMA – Un patto per l’Italia, per la competitività e l’inclusione sociale, è quello che ha rilanciato ieri il premier Silvio Berlusconi nell’incontro con le parti sociali sulla prima illustrazione del Documento di programmazione economica e finanziaria. Il 2 luglio diventa la data chiave per approdare al nuovo accordo con sindacati e imprese, una data che chiuderà i quattro tavoli di trattativa aperti su Mezzogiorno, sommerso, fisco e lavoro. «Tavoli – ha detto ieri il presidente del Consiglio – che costituiscono tutti un unico quadro di crescita economica e sociale che mi auguro si potrà concludere con un solido patto per l’Italia».
No a tagli alla spesa sociale, slitta il Dpef. Quello di ieri è stato un primo incontro interlocutorio in cui non sono stati forniti gli indicatori macro-economici, mentre invece il Governo ha escluso tagli alla spesa sociale e si è impegnato a fissare nuove risorse per gli ammortizzatori. «I dati del Dpef non sono ancora pronti – ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti – perché stiamo facendo ancora la base programmatica per il 2003. I dati non sono ancora stati acquisiti perché mancano ancora alcuni aggregati e alcuni elementi politici, per esempio dobbiamo ancora cifrare gli ammortizzatori sociali». Si va, dunque, verso uno slittamento della presentazione del Dpef alla prima settimana di luglio, dopo l’incontro del 2 luglio con le parti sociali che dovrebbe portare alla firma di quello che il premier ha chiamato nuovo patto per l’Italia. Dal sommerso risorse per il welfare. Nessun accenno è stato fatto su una possibile nuova riforma delle pensioni, mentre Tremonti ha annunciato che la prossima legge Finanziaria prevederà un «monitoraggio dinamico» delle spese, «non tagli e nemmeno provvedimenti che potrebbero avere un impatto sociale negativo». Il Governo punta invece a recuperare risorse per finanziare la spesa sociale dall’emersione del sommerso. A dirlo a sindacati e imprese è stato proprio il premier: «Il desiderio espresso dalle parti sociali di concorrere all’emersione del lavoro sommerso è favorevolmente considerato dal Governo, perché può generare effetti importanti anche dal punto di vista dell’afflusso di risorse allo stato sociale». Mezzogiorno: nuovi investimenti. E un impegno preciso il Governo si è assunto anche sul Sud: la riforma del lavoro, la lotta al sommerso, il fisco: «Tutte queste politiche – ha detto il premier – dovranno produrre i loro migliori effetti nel Mezzogiorno, dove confermiamo la destinazione di importanti risorse pubbliche e dove vogliamo stimolare l’attrazione di investimenti privati e insediamenti produttivi». Lavoro: domani stretta sui licenziamenti. Intanto domani si arriverà a un primo show down al tavolo del lavoro. Il Governo presenterà infatti la sua proposta di mediazione alle parti sociali (al tavolo è assente la Cgil) che prevederà il mantenimento di una sola delle tre fattispecie di modifica sperimentale dell’articolo 18: quella per le imprese che superano la soglia dei 15 addetti. La deroga per i lavoratori emersi potrebbe essere invece recuperata in un diverso progetto di legge. Il Governo presenterà anche le linee di riforma degli ammortizzatori: rafforzamento del l’indennità di disoccupazione ed estensione della cassa alle piccole e medie imprese. Il 24 e il 25 giugno sono previsti nuovi incontri sul fisco e sul Mezzogiorno mentre domani ci sarà il primo via libera del Senato alla delega-lavoro. Commenti. «Mantenere ferma la rotta su una politica dei redditi rigorosa», fissando «un tasso di inflazione basso» e garantendo «il contenimento dei salari. Sono state queste le condizioni poste dal presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, nel corso dell’incontro sul Dpef. «Chiediamo – ha aggiunto il leader degli industriali – una Finanziaria di rigore e sviluppo, che recuperi risorse per gli investimenti e implementi gli strumenti sul fronte degli ammortizzatori sociali compatibilmente con le risorse disponibili». Stringato il commento del leader della Cgil, Sergio Cofferati: «Non si commenta il nulla. Nell’incontro, infatti, ci sono state solo indicazioni molto generiche sulle intenzioni del Governo». Interlocutorio il giudizio di Cisl e Uil. «Spero che ci sia un confronto vero con il Governo prima del consiglio dei ministri che varerà il Dpef», ha detto Luigi Angeletti, leader della Uil.

Lina Palmerini

Mercoledí 19 Giugno 2002