Dai sindacati arriva un mezzo sì

27/09/2007
    giovedì 27 settembre 2007

    Pagina 5 – Economia

    Ma dai sindacati
    arriva un mezzo sì

      Epifani: «Un segnale a favore della gente»

        ROBERTO GIOVANNINI

        ROMA
        Sindacati e Confindustria hanno trovato più pieno che vuoto il «piatto» della Finanziaria 2008 illustrata loro ieri da Prodi e Padoa-Schioppa. O meglio: come spiegano i collaboratori del leader Cgil Guglielmo Epifani, «le risorse non sono molte, il governo non può inventarsi un granché, ma almeno vuole dare il segnale che qualcosa per la gente si fa». E a 48 ore dalla riunione del Consiglio dei ministri che licenzierà la manovra, il premier ha provato a illustrare una manovra di «restituzione sociale e di crescita», condita da qualche sgravio fiscale spalmato su imprese, famiglie e casa.

        Una manovra che – con le dovute cautele, in attesa di vedere le carte – trova la «condivisione in linea di principio» del presidente di Confindustria Luca Montezemolo. I sindacalisti, invece, parlano ufficialmente di «giudizio sospeso», ma tutto sommato qualche sorpresa positiva l’hanno avuta. A cominciare dalla promessa di investire qualche centinaio di milioni per avviare un abbozzo di assistenza agli anziani non autosufficienti.

        Non è moltissimo, ma abbastanza per far tirare un sospiro di sollievo al premier, che dopo il vertice con tutte le organizzazioni ha dedicato a Cgil-Cisl-Uil una lunga riunione riservata in «ristretta». Al termine della «ristretta», Prodi fa sapere che il vertice con le parti sociali «è andato molto bene». A dire il vero, la valutazione più positiva delle linee-guida della Finanziaria è giunta dagli industriali.

        «È un giudizio assolutamente prematuro», ha chiarito Luca Montezemolo, ma lo schema di fondo «è condivisibile in linea di principio». A Confindustria non dispiace la conferma delle anticipazioni sul taglio dell’Ires (l’imposta sui profitti delle imprese) e dell’Irap (quella sul valore aggiunto prodotto sempre dalle imprese). Per stimolare la crescita «di cui le imprese sono il motore – spiega il presidente – bisogna ridurre Ires ed Irap, provvedimenti che sarebbero fondamentali anche per attrarre più investimenti». Bene anche la difesa – promessa dal governo – dell’integrità dell’accordo di luglio sul welfare.

        Più riservati, almeno nei toni, i leader dei sindacati. Epifani, Bonanni e Angeletti hanno chiesto a Prodi di non abbandonare (ma hanno poche speranza) l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie, e hanno sollecitato misure di «giustizia sociale». Decodificato, i leader di Cgil-Cisl-Uil non vogliono che le non grandissime risorse disponibili finiscano tutte in tasca agli imprenditori. «Le priorità – ha spiegato Epifani – sono la non autosufficienza, la politica per la casa e un intervento sul fisco che si concentri sul lavoro dipendente piuttosto che sulle imprese. Una parte delle risorse si può trovare con un intervento sulle rendite finanziarie. È una misura equa in sè».

        Altra richiesta, lo stanziamento per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego (affossata, invece, una volta per sempre, la proposta di esodi «tre per uno» del ministro Nicolais).

        Come detto, qualche passo in questa direzione l’Esecutivo ieri lo ha promesso. Per assicurare un’assistenza ai tre milioni di anziani non autosufficienti (un problema che tenderà ad aggravarsi in futuro) arriverà un primo intervento, con qualche centinaio di milioni di euro. Ma non mancano la novità: tra queste una nuova rottamazione per cambiare la vecchia tv e acquistare una televisione digitale. Ad annunciare questa misura è stato il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni. «La norma favorirà un turn over accentuato – ha detto il ministro – Nel giro di 5-6 anni le tv delle case degli italiani saranno digitali. Il meccanismo, che si rifà all’esempio francese, sarà graduale e partirà dai punti vendita della grande distribuzione». La manovra conterrebbe poi un altro capitolo misure di sostegno per le famiglie interessate dalla fine del blocco degli sfratti, ma ancora non è indicata una cifra.