Dai commercianti coro di no alle consegne notturne

28/02/2002





Dai commercianti coro di no alle consegne notturne
MILANO – Il settore commerciale guarda con un certo disappunto ai provvedimenti di regolamentazione del movimento merci nelle città, soprattutto perché c’è il rischio che vengano vissuti in maniera eccessivamente unilaterale. «Credo che un approccio rigido non sia sicuramente condivisibile – commenta Marco Venturi, presidente di Confesercenti -. Non è possibile far ricadere sui dettaglianti, l’ossatura del commercio nei centri delle città, il peso di interventi che peraltro si inseriscono in un momento molto difficile per il settore». E le valutazioni dal fronte della grande distribuzione sono sostanzialmente in linea con le riserve avanzate dai negozianti. «Non ci si sta muovendo nella direzione giusta – sottolinea Tito Lombardini, presidente di Faid-Confcommercio -. Occorre procedere con scelte chiare, non prendere provvedimenti che crocifiggono le aziende, lasciando inalterati i veri nodi da sciogliere. Tutte le grandi città hanno gravi problemi di carattere ambientale, ad esempio, ma si mettono in campo soluzioni articolate facendo delle scelte chiare sulla direzione da prendere». E proprio sul fronte dei rimedi il confronto si va animando. «Innanzitutto vanno evitate le soluzioni rigide mentre serve molta flessibilità sugli orari – aggiunge Venturi -. In secondo luogo sarebbe opportuno che tra gli operatori economici dei centri città, gli esercenti e le amministrazioni locali, Comuni e Regioni, ci fosse un confronto ampio e mirato al miglioramento dei servizi logistici. Sarebbe l’occasione per studiare forme di sinergie per ottimizzare i servizi. Sotto questo profilo occorrerebbero risorse e investimenti per realizzare anche strutture di tipo consortile, delle piattaforme di consegna, destinate a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare l’efficienza dei servizi logistici, senza creare vincoli inopportuni per le piccole imprese». «Introducendo solo rigidità e proibizioni non si va da nessuna parte – conclude Lombardini -. Occorre invece che si prefigurino anche altre soluzioni di tipo tecnico per ridurre l’impatto ambientale della logistica di prodotti che peraltro servono ai bisogni di base delle famiglie. Vanno dunque promosse le tecnologie che aiutano a salvaguardare l’ambiente nelle città senza eccessivamente penalizzare nessuno dei protagonisti dello scenario».
Vincenzo Chierchia

Giovedí 28 Febbraio 2002