Da Tanzi Calisto a Parmatour il libro nero delle “distrazioni”

23/02/2004


LUNEDÌ 23 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 10 – Economia
 
 
IL DOCUMENTO
In un file ricostruito da Bocchi oltre 10 anni di "prelievi": il totale (provvisorio) è di 907 milioni

Da Tanzi Calisto a Parmatour il libro nero delle "distrazioni"
          Al patron 31,7 milioni, ma risultano beneficiari anche i fratelli e la moglie
          La capofila del turismo divora 270 milioni direttamente e 146 attraverso Web holding

          DAL NOSTRO INVIATO
    PARMA – Conto 2337. Titolare Tanzi Calisto. Nove milioni di entrate fino al 92, altri 3 nel ´93, 15mila euro nel ´94 (un anno difficile). E via distraendo, fino a un totale di 31,7 milioni in poco più di dieci anni. Conto 83493, intestato a Giovanni Tanzi. Stesso discorso. Per un totale di quasi 1,3 milioni. Ecco il libro mastro dell´allegra gestione di Parmalat nell´era della dinastia collecchiese. Ricostruito nei dettagli dall´ex-direttore finanziario Fausto Tonna e dall´ex-contabile Gianfranco Bocchi che da buoni responsabili dell´area amministrativa hanno tenuto per oltre un decennio non solo la contabilità (truccata) della Parmalat ma anche un dettagliato resoconto dei soldi passati direttamente dalle casse della società a quelle della famiglia. In tutto 908 milioni di euro. Pochi, a dire il vero, passati direttamente nelle tasche dei singoli. Molti dirottati verso le cassaforti familiari (56 alla Coloniale, 261 alla Sata, 18 alla Finaliment, 36 alla Horus, 7 alla Agis). Una valanga versati in quel pozzo senza fondo di perdite che si è rivelato il business del turismo.
    Il libro nero delle distrazioni dei Tanzi è riemerso dagli archivi informatici della Parmalat a metà gennaio. Quando Gianfranco Bocchi, impegnato nel lavoro di collaborazione con la Procura per la ricostruzione dei bilanci del gruppo, è riuscito a ritrovare i "codici segreti" che davano accesso a questa parte della memoria dei computer. Password sotto forma di codici numerici che hanno permesso di capire quanti soldi sono usciti da Parmalat e soprattutto chi li ha intascati. La lista dettagliata comprende 50 nomi tra persone e aziende. Qualcuno di questi conti è vuoto, come se fosse stato utilizzato in passato o fosse pronto per un ruolo futuro, come quelli intestati alla Bonatti alla Pathé communications. Il resto è una sorta di stato di famiglia di casa Tanzi, anche se molto parziale, unito a tutte le sigle che hanno certificato negli anni il fallimento di quella che oggi è stata ribattezzata Parmatour. Per rimanere in casa di Calisto, largamente il maggior singolo beneficiario delle distrazioni con 6,9 milioni incassati anche nel solo 2003, c´è in lista la moglie Anita Chiesi che, in base a questi file, avrebbe ricevuto un assegno di 15.494 euro nel ´99. Poco meglio è andata al figlio Stefano (conto 729020), peraltro premiato successivamente con altri bonus che i magistrati ritengono figli di distrazioni non contabilizzate: lui si è dovuto accontentare di 154mila euro nel ´95, quando ancora 28enne muoveva i primi passi in azienda.
    In elenco compaiono anche gli altri fratelli della prima generazione dei Tanzi. Detto di Giovanni, Anna Maria Tanzi ha incassato 527mila euro nel lontano ´93 mentre Walter Visconti avrebbe ricevuto una sua personale mancetta dal ´98 al 2003 per un totale di 30 mila euro.
    Francesca Tanzi non appare in prima persona. Ma è iscritta ad honorem visto che una larghissima fetta delle distrazioni è finita a tappare i buchi del business di cui lei si occupava. L´elenco è impressionante e parte da lontano, con 4 milioni di euro trasferiti nel ´93 alla Donzelli Viaggi, primo socio dei Tanzi nel settore. Poi è un crescendo rossiniano. Vacanze divora 15 milioni dal ´93 al ´96, nello stesso periodo vanno in fumo 8 milioni con la Itc&p e la World Vision Travel. Poi il testimone passa alla Hit che in 6 anni brucia 269 milioni (22 nel 2003). Ma non basta: 146 milioni arrivano al turismo anche attraverso la Web Holding, società del Delaware costruita ad hoc dal consulente legale Gianfranco Zini.
    Proprio l´assenza dell´avvocato Zini da questo elenco dimostra che il file di Bocchi è relativo solo agli "affari di famiglia". Nei conti del superlegale, infatti, secondo i conti della Price Waterhouse, sono finiti circa 30 milioni negli ultimi due anni. E lo stesso lavoro dell´ex-contabile e di Tonna fa riemergere altri piccoli tesoretti scomparsi. Nei conti della Bonlat sono spuntati diversi accrediti per Zini. Oltre 350mila euro come parcella per l´invenzione del fondo Epicurum. Escrow Zini sono ribattezzate anche altri piccoli prelievi. Quasi 3 milioni definiti bonus nell´ottobre 2002, 1,4 milioni "in deposito" a luglio 2003, altri 2 milioni per stock option a settembre 2003. Spiccioli distratti in extremis, quando già la Parmalat, utilizzata come una sorta di Bancomat dalla famiglia Tanzi, stava iniziando a scricchiolare.
    (e.l.)