Da Rutelli e Amato paletti alla corsa del Cinese

15/07/2002






(Del 14/7/2002 Sezione: interni Pag. 6)
AL CONVEGNO DI CAMALDOLI, PROVE DI LEADERSHIP PER IL RIENTRO IN ITALIA DI PRODI. LA BATTUTA SU CIPOLLINI: «UNO FA BENE A LASCIARE PRIMA DI ESSERE CONSUNTO»
Da Rutelli e Amato paletti alla corsa del Cinese
Critiche sul metodo: «Si tratta di capire chi fa il sindacato e chi la politica»
retroscena
Fabio Martini
inviato a CAMALDOLI

NEL severo salone del Monastero di Camaldoli entra Pat Cox e, appena seduto, il presidente del Parlamento europeo rompe l’atmosfera seriosa: «Saluto il Cardinale Amato e Papa Prodi…». Ridono tutti, anche i teologi e i cardinali seduti in sala in mezzo ai tanti politici e professori che da 5 anni si ritrovano ogni anno a Camaldoli, in quello che ormai è diventato il più importante appuntamento del cattolicesimo democratico italiano. Ride Romano Prodi e sorride anche Giuliano Amato, che in precedenza non era mai stato invitato a Camaldoli e invece quest’anno è uno degli ospiti d’onore. Prodi e Amato, si sa, non si sono mai amati, restano vecchie ruggini di Prima Repubblica, eppure la presenza nel "Santuario prodiano" del Dottor Sottile «è la conferma che attorno a Prodi sta crescendo il consenso in vista di una futura leadership», nota il senatore Giorgio Tonini, leader dei cristiano-sociali confluiti nei Ds. In queste ore di polemica rovente tra Cofferati e i Ds, i prodiani fanno il tifo per il leader della Cgil e infatti Tiziano Treu dice che le ultime dichiarazioni di Cofferati sull’Ulivo «sono una bella notizia». Certo, la speranza incoffessabile dei prodiani è che Cofferati possa creare più grattacapi possibili al nemico di sempre Massimo D’Alema e così è proprio Giuliano Amato a pronunciare su Cofferati un giudizio un po’ più critico, in chiaroscuro. Prima il chiaro: «Dietro tutte le questioni che la Cgil pone in Italia, a cominciare dall’articolo 18, esiste una grossa questione: l’Europa vuole affermare nel mondo il suo modello sociale o vuole allinearsi al dumping sociale per essere competitiva sul mercato? Una questione del genere non riguarda soltanto una piccola minoranza… ». E qui arriva lo "scuro", la critica a Cofferati: «E’ una questione della quale ci si deve far carico, cercando di convincere la maggioranza degli italiani. Il punto è questo: la strada che ha seguito la Cgil è la migliore per portare questo tema al centro dell’attenzione degli italiani? O serve a dare a una minoranza l’orgoglio di affermare questi principii?». Ultima stoccatina di Amato: «Certo, a questo punto si tratta di capire chi fa il sindacato e chi fa la politica. E ciò non sempre è chiaro». Con la proverbiale sottigliezza, Giuliano Amato "modera" Cofferati, ne apprezza la battaglia e ne critica il metodo. E la stessa prudenza dialettica la sciorina Francesco Rutelli: «La prospettiva indicata da Cofferati di un grande Ulivo è giusta e obbligata», ma il nuovo Ulivo «sarà riformista e dovrà fare un compromesso con le forze più radicali». Dubbio legittimo: Rutelli iscrive Cofferati tra i massimalisti? Rutelli si riprende: «Tutta la sua storia è quella di un leader moderato più che massimalista. Però la sua linea la sceglie lui… ». E poi, a scanso di equivoci: «Io mi sento più che mai in sintonia con Prodi e con la sua visione dell’Ulivo avuta sin dall’inizio». E Prodi? Il Professore se ne sta chiuso dentro il Monastero, inaccessibile ai giornalisti, ma ogni tanto esce, prende "aria", fa qualche battutina. Come quando, un cronista gli chiede: «Presidente che ne pensa del ritiro dal ciclismo di Mario Cipollini nel pieno delle forze?». E Prodi: «Una scelta intelligente. Quando uno esce così, senza aspettare di essere consunto, sta a significare che farà cose intelligenti nella vita». Una battuta innocente, ma che nella penuria di parole prodiane ha aperto un dibattito surreale tra i cronisti: a chi allude Prodi? Forse a Cofferati che sta per lasciare la Cgil? Ma nel pomeriggio le chiose su SuperMario Cipollini hanno lasciato il campo al dibattito che ha visto impegnati lo stesso Prodi, Giuliano Amato, monsignor Attilio Nicora e Pat Cox sull’Europa. E in questo ambito il presidente della Commissione Europea ha pronunciato parole importanti sulla questione dell’inserimento nella Costituzione europea di riferimenti ai valori cristiani: «Al rapporto tra religioni e politica – ha detto Prodi – si dovrà dare contenuto organico e sistematico ed è importante che ciò avvenga nella Convenzione». D´accordo anche Amato: «Per me si devono esplicitamente menzionare le religioni e si devono chiamarle a condividere alcune responsabilità per il futuro dell’Europa». Ancora il presidente della Commissione Ue: «La grandezza del passato, che nessuno mette in discussione, è anche nel fatto che per la prima volta in Europa si pensa così intensamente al futuro e questo, forse, non lo ha capito neppure una parte del mondo ecclesiastico».