Da operaio a cameriere: la fabbrica diventa un albergo

03/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Da operaio a cameriere: la fabbrica diventa un albergo
    Paola Bottelli
    VARESE – Da operai ai telai della tessitura cotoniera a camerieri ai piani o in sala, receptionist e addetti alle cucine. Accadrà a Ferno, in provincia di Varese, a un chilometro e mezzo dal terminal 1 della Grande Malpensa. Dove la Mfb, industria tessile d’alta gamma creata nel 1862 con il marchio Borgomaneri a cui si è aggiunto nel 1913 il marchio Ferno, ha cessato la produzione lo scorso luglio. Al posto della fabbrica, il cui layout vecchio stampo non consentiva neppure il ricambio dei macchinari obsoleti, c’è il progetto di realizzare un albergo quattro stelle di 400 camere con un organico diretto di 160-170 addetti. E nei piani è prevista la riqualificazione degli 80 lavoratori tessili verso il terziario, se saranno interessati all’iniziativa. Spiega Carlo Schapira, ex amministratore delegato della Mfb e consigliere di amministrazione della Immobiliare Ferno (capitale di 5 miliardi, soci italiani e stranieri): «Mfb non era fuori mercato per la concorrenza dei Paesi tessili emergenti, visto che presidiava una fascia di mercato di qualità, ma solo per l’impossibilità di procedere alla ristrutturazione. Così, abbiamo creato una joint venture, dove lavorano una quindicina degli 80 dipendenti di Mfb, con la Manifattura di Val Brembana del gruppo Polli, che vanta a Zogno uno degli stabilimenti tessili all’avanguardia nel mondo e proseguiamo lì la produzione con potenzialità accresciute in modo significativo. A Ferno manteniamo lo stile, la creazione e le attività commerciali della joint venture, battezzata Manifattura di Ferno e Borgomaneri. E, nel contempo, prepariamo la ristrutturazione della fabbrica in albergo. Gli altri 65 addetti hanno trovato collocazione in altre aziende cotoniere della zona ma, se vorranno, potranno imparare un nuovo lavoro nel terziario». Ma il progetto per Ferno, che sarà presentato oggi pomeriggio nella sala consiliare del Comune, prevede pure l’attuazione di importanti opere pubbliche per il paese, che ha 6mila abitanti, a scomputo degli oneri di urbanizzazione: una nuova piazza verso la chiesa, un parcheggio pubblico sotterraneo di 100 posti, un sottopasso pedonale, una nuova area per ospitare il mercato con relativo parcheggio vicino al municipio, parcheggi per i campi da calcio, sistemazione di fogne, restyling della piazza Dante, cuore di Ferno, e una rotonda. Inoltre l’albergo ospiterà delle sale conferenze a uso pubblico. «Per realizzare il progetto – aggiunge Schapira – servono almeno 41 milioni di euro: siamo in trattativa con diversi interlocutori di primaria importanza, da investitori istituzionali a catene alberghiere e a fondi immobiliari. È chiaro che un simile progetto cambierà il volto di Ferno, la cui economia era da sempre appoggiata sulla manifattura industriale. Ora c’è l’occasione di rilanciare l’area e sviluppare l’indotto: tra l’altro Malpensa ha espropriato a Ferno il 60% dell’area senza dare nulla in cambio».
    Sabato 01 Dicembre 2001
 
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