Da oggi ripartono le proteste

08/07/2002




08.07.2002
Da oggi ripartono le proteste

di 
ro.ro.


 «Un accordo mediocre, con protagonisti mediocri. Riconfermo il mio totale dissenso». Così recitava un comunicato della camera sindacale zonale della “Uil Milano Sud” a firma Riccardo Caminiti . Poche parole per riaffermare la distanza fra la base della Uil e i vertici. Poche parole che fanno pensare come gli scioperi programmati in settimana, per protestare contro il “Patto per l’Italia”, avranno un’adesione ben maggiore rispetto a quella preventivata.

E si parte proprio dalla Lombardia dove oggi la Cgil ha programmato due ore di sciopero generale (le due ore superstiti del “pacchetto” nazionale). A Brescia la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici Cgil, ha indetto quattro ore di sciopero in tutte le fabbriche da distribuirsi lungo l’arco della settimana «con l’obiettivo di bloccare la produzione».

Oltre alla Lombardia sono attese anche altre menifestazioni regionali, fino all’11 luglio. Per quella data la Cgil si avvia ad organizzare in Emilia-Romagna uno sciopero generale di quattro ore. L’Emilia-Romagna è l’ultima delle regioni italiane a scioperare.

Ma una nuova raffica di scioperi, quelli di settore, si incroceranno con quelli di 4 ore proclamati dalla Cgil a sostegno della vertenza contro le modifiche all’articolo 18.
Lunedì 8
sono state proclamate quattro ore di astensione dal lavoro del personale del trasporto marittimo e dei rimorchiatori; modalità varie.
Martedì 9
saranno invece i ferrovieri aderenti alla Filt Cgil a fermarsi dalle 9 alle 13 a sostegno della mobilitazione sull’articolo 18.
Giovedì 11
sarà la volta del trasporto pubblico locale, i cui addetti incroceranno le braccia per 4 ore. Le modalità cambieranno da regione a regione. Sempre l’11 luglio, 24 ore di chiusura per gli impianti di distribuzione dei carburanti della rete autostradale. La protesta nazionale dei gestori coinvolgerà tutti gli impianti della rete dalle 6 di mattina dell’11 fino alle 6 di mattina del giorno dopo.
Venerdì 12
scenderanno in agitazione il personale del trasporto aereo, dalle 12,30 alle 16,30, sempre nell’ambito della vertenza a difesa dell’articolo 18.
Venerdì 19
si fermeranno lavoratori del volo dell’Enav del Crav di Roma, per 8 ore, dalle 10 alle 18. Mercoledì 24 nuovi disagi in vista per il traffico dei traghetti verso le isole maggiori e minori per 24 ore.

Per i romani questo è stato un fine settimana di quiete prima della tempesta: quella che comincia oggi, infatti, sarà una settimana di passione soprattutto per chi usa i mezzi pubblici per muoversi. Sono in arrivo scioperi nel trasporto ferroviario: niente treni martedì e quattro ore di fermo, fra le 9 e le 13, per la metropolitana (linee A e B) e per le ferrovie Roma-Lido, Roma-Pantano e Roma-Viterbo. Venerdì e sabato toccherà ai lavoratori dell’Ama (nettezza urbana) incrociare le braccia.
Gli scioperi annunciati vanno ad aumentare i numeri sulla conflittualità, in special modo nel settore dei trasporti. Si combinano gli effetti del rinnovo del contratto nazionale e quelli delle agitazioni proclamate dalla Cgil a sostegno della vertenza per impedire modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il risultato è che, stando al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le ore di sciopero nei primi sei mesi dell’anno hanno già superato quelle del 2001.

Il totale degli scioperi proclamati nei settori del trasporto aereo, di quello ferroviario, di quello marittimo e del trasporto pubblico locale è di 4.074 ore contro le 3.969 dello scorso anno. Quanto a monte-ore di sciopero effettivamente fatto, il totale è di 2.521 ontro le 2.255 dell’anno scorso. Il monte ore di scioperi proclamati ma non effettuati, infine, è arrivato a 1.553 ore contro le 1.714 del 2001.

Più nel dettaglio, i comparti ferroviario e del trasporto pubblico locale sono quelli che hanno proclamato più agitazioni. Anzi, sono i due settori, su quattro, che hanno già ampiamente superato nei primi sei mesi del 2002 l’intero monte ore di scioperi del 2001: 1.587 ore di sciopero proclamate dai ferrovieri contro le 1.196 dello scorso anno e 1.332 ore proclamate nel trasporto pubblico locale contro le 1.166 del 2001.
Questi due settori, però sono anche quelli in cui è stata più alta la quota di ore di sciopero annunciate ma poi non fatte: 712 ore di rinuncià allo sciopero per i ferrovieri (su 1.587 proclamate) e 417 due 1.332 per il trasporto pubblico locale. Spesso, comunque, gli effetti di uno sciopero annunciato e poi annullato si sono fatti sentire ugualmente soprattutto per quanto riguarda il traffico nelle grandi città.
Anche nel trasporto aereo quasi la metà delle ore di sciopero annunciate non sono poi state effettuate: 360 ore di rinuncia su 831 di agitazioni proclamate. Nel settore, però, l’effetto annuncio è stato probabilmente meno pesante, anche perché le sospensioni degli scioperi sono state fatte in tempi utili all’informazione della clientela. Chi invece ha fatto praticamente tutte le ore di sciopero annunciate sono i marittimi. Su 418 ore proclamate, 330 sono state fatte e solo 88 annullate.