Da oggi gli scioperi per l´articolo 18

05/12/2001
La Stampa web

  








(Del 5/12/2001 Sezione: Economia Pag. 19)
Da oggi gli scioperi per l´articolo 18
Sui licenziamenti anche il Sindacato Padano contro Maroni

ROMA Padani di lotta contro padani di governo sui licenziamenti. Se Alleanza Nazionale è divisa tra Gianfranco Fini e la «destra sociale» che soffre nel vedere il governo appoggiare una misura fortemente voluta dal mondo delle imprese, anche nella Lega la questione dei licenziamenti comincia a «mordere». Il Sin.Pa., il Sindacato Padano guidato da Rosi Mauro, ha proclamato due ore di sciopero contro la modifica dell´articolo 18 proposta dal ministro leghista del Welfare Roberto Maroni. Uno sciopero «informativo», separato da quello proclamato da Cgil-Cisl-Uil; ma sempre sciopero è. E Umberto Bossi, che per adesso ufficialmente «regge» sulle posizioni concordate dal governo nel vertice di venerdì con Silvio Berlusconi, ai suoi confida l´imbarazzo per una situazione che potrebbe diventare esplosiva. Il Sin.Pa. dichiara 350 mila iscritti, e una presenza significativa in 1.200 tra aziende e fabbriche importanti del Nord, tra cui la Michelin di Cuneo e l´Amsa di Milano. Un peso non indifferente all´interno della galassia leghista, con un popolo operaio che fa politicamente riferimento alla Lega «popolare» di Bossi, anche se antropologicamente e culturalmente non differisce dalle truppe di fabbrica della «Triplice». Il «mugugno» della base operaia leghista riguarda due problemi: le pensioni di anzianità e l´articolo 18. Dei licenziamenti, si sa che la riforma varata da Maroni piace molto poco, al punto da spingere il Sin.Pa. allo sciopero. Delle pensioni di anzianità, la «fase due» prospettata dal governo – con un riesame dei conti previdenziali per l´anno venturo e il possibile reinserimento di disincentivi per chi sceglierà di abbandonare il lavoro – non tranquillizza. Alle agenzie di stampa, Mauro dichiara che «è sbagliato andare a toccare l’articolo 18 da solo, solo perché dall’altra parte Confindustria insiste. Bisogna rivedere tutto lo Statuto dei lavoratori; togliere solo il 18 squilibra tutta la normativa». Intervistata dalla «Padania», Mauro si guarda bene dall´attaccare Maroni, ma intanto ribadisce che «se dopo un nuovo confronto il governo resterà fermo sulle posizioni annunciate useremo tutti gli strumenti sindacali a nostra disposizione per contrastare una riforma che non ci convince». Toni e parole uguali a quelli del leader Cisl Pezzotta.

r. gi.




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