Da finti «soci» a lavoratori veri

01/10/2012

C`è qualcuno che si salva nel labirinto costruito per i precari dalla ministra fornero. e riesce a rompere quell`incantesimo per il quale ti facevano lavorare vesten-doti da imprenditore ma con tutte le stimmate del precario. Sono coloro che godono del contratto chiamato «associato in partecipazione», partner e socio del padrone insomma. Ma senza la possibilità d`intervenire sulla organizzazione del lavoro o sugli investimenti, ma con la possibilità, invece, di partecipare alle perdite. La Fornero non ha voluto abolire questa mistificazione contrattuale ma ha introdotto qualche limitazione. Ed ora i siti del Nidil Cgil e della Filcams-Cgil ma anche dei giovani «non più disposti a tutto» (www.nonpiu.it) e dei «dissociati» (www.dissociati.it.) hanno dato notizia di alcune vertenze giunte a buon fine. Un ruolo importante lo ha svolto e lo sta svolgendo la campagna (Filcams-Nidil) all`insegna del «dissociamoci». Un esperienza che ha già visto il sindacato «invadere» centri commerciali di diverse città, dove regna il mancato rispetto di diritti e tutele. Ecco ad esempio che i «corrieri», ovverosia i portatori di pacchi della Sda Express Courier dell`Umbria, tutti con quella forma contrattuale fintamente partecipa… tiva, hanno conquistato una prospettiva di stabilizzazione. Passeranno da finti imprenditori a subordinati con contratti a tempo indeterminato. Un altro importante successo ha coinvolto i precari presenti nei 130 precari punti vendita di un`importante società, la «Isola Verde Erboristerie». Qui si é affermato l`impegno alla stabilizzazione un contratto e il diritto dei sindacati a tenere assemblee. Un principio importante visto che in queste frammentate unità produttive difficilmente il sindacato riesce ad entrare. L`Isola Verde ha un organico di circa 500 lavoratori, così ripartiti: 50 lavoratori dipendenti presenti nella sede centrale (a Vicopisano) fra amministrativi e magazzinieri; 130 dipendenti nei negozi; 300 associati in partecipazione sempre nei negozi. Mentre altri 70 negozi sono in franchising, ovverosia sono affiliati alla Isola Verde. Non é finita per gli esempi positivi. Occorre aggiungere, infatti, l`esperienza della Valtur, il noto tour operator. Qui oltre 300 contratti a chiamata sono stati trasformati in contratti stagionali per l`estate 2012, con la possibilità
di ulteriori proroghe. Mentre a Torino, alla Tracks Retail é stato siglato un accordo di stabilizzazione per gli associati in partecipazione. Trattasi di un`azienda con punti vendita in Lombardia, Piemonte, Val d`Aosta e Liguria. L`accordo raggiunto registra il riconoscimento del periodo prestato come associato in partecipazione ai fini della riduzione o dell`eliminazione totale del periodo di prova per i lavoratori che operavano in azienda da più di sei mesi. Insomma faticosi ma importanti compromessi capaci di far uscire tanti giovani precari dal limbo della precarietà. «Good news» hanno scritto i protagonisti di «Non più disposti a tutto». Speriamo che sia solo l`inizio. E la testimonianza concreta che si possono conquistare spazi, prospettive, senza affidarsi solo alla speranza di una buona politica capace di abolire diseguaglianze enormi. Anche per questo tale movimento non più disposto a tutto era presente alla manifestazione del 28 settembre a Roma, in occasione dello sciopero del pubblico impiego. Per denunciare come nel 2011 siano stati lasciati a casa circa 45 mila lavoratori a termine proprio in questo settore. Così hanno scritto: «Per questo siamo in piazza. Perché non siamo noi lo spreco. Caso mai siamo la generazione sprecata. Siamo la vera risorsa, con le nostre intelligenze, le nostre competenze, il nostro coraggio». Sono gli stessi giovani protagonisti del nuovo «piano del lavoro» rilanciato l`altro giorno in casa Cgil. Per offrire una via d`uscita a un Italia ferita e coperta di cerotti, per usare le parole di Susanna Camusso.