Da Cofferati un altolà alla destra

24/05/2001

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Da Cofferati un altolà alla destra
"Sui diritti sarà scontro". Berlusconi, niente Confindustria

RICCARDO DE GENNARO


Roma – Scuola pubblica, sistema sanitario e diritti dei lavoratori non si toccano: se il prossimo governo dovesse intervenire per stravolgere l’attuale assetto del welfare o modificare lo Statuto dei lavoratori «troverà la Cgil sulla sua strada». Lo ha assicurato ieri a Modena il leader della Cgil, Sergio Cofferati, le cui parole suonano in un certo senso come una «dichiarazione di guerra» nei confronti del futuro esecutivo, se si pensa che nel programma elettorale di Silvio Berlusconi quei tre punti non erano certo tra quelli marginali. È lo stesso Cofferati, d’altronde, a parlare esplicitamente di «occasioni di scontro».
Nel frattempo, il segretario generale della Cgil taglia corto con le «dietrologie» che sono state fatte sulla sua assenza all’assemblea annuale della Confindustria in programma oggi a viale dell’Astronomia, appuntamento al quale non parteciperà neppure Silvio Berlusconi, impegnato a Olbia per sostenere il suo candidato al ballottaggio. «Sarò a Reggio Emilia – spiega Cofferati – perché la locale Camera del lavoro compie cent’anni: non c’è dunque nessun problema specifico particolare, tant’è che qualche giorno dopo andrò all’assemblea degli industriali di Milano, dove sono stato invitato e ho accettato l’invito». Sì, dunque, all’invito del presidente dell’Assolombarda, Benito Benedini, no a quello della Confindustria, Antonio D’Amato, con il quale la Cgil ha avuto, in verità, rapporti turbolenti fin dal momento del suo insediamento al vertice: Cofferati non ha infatti dimenticato che, l’anno scorso, proprio nel suo discorso di investitura, D’Amato prese le distanze dalla Cgil, sottolineando che se ne sarebbe anche potuto fare a meno. In occasione della trattativa sui contratti a termine, poi, la Cgil ha più volte denunciato un atteggiamento di «disinteresse» della Confindustria nei confronti delle sue rivendicazioni, che costrinse la delegazione ad abbandonare il tavolo.
A Modena, ieri, Cofferati ha affrontato anche un altro punto che sta particolarmente a cuore agli industriali e al centrodestra: il rinvio dell’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dell’Est. «Peregrina, sbagliata, pericolosissima», ha definito l’idea il numero uno della Cgil, in aperto contrasto ancora con D’Amato che – temendo la perdita delle quote dei fondi strutturali europei – tempo fa sollecitò il governo Amato a fare pressione in quel senso su Bruxelles se l’Unione europea non avesse detto sì alla sua proposta di riduzione dell’Irpeg per le imprese del Mezzogiorno. La Cgil crede, viceversa, a «un’Europa larga, che deve avere, oltre alla moneta unica, una sua costituzione e una carta integrata dei diritti». Cofferati pensa anche a «un sindacato sovranazionale, che non può essere semplicemente la somma dei sindacati nazionali, ma deve essere investito di poteri, autorità, capacità di negoziare».
A questo proposito, Cofferati ha qualcosa da dire a coloro che oggi parlano dei sindacati come di organizzazioni obsolete: «È singolare che gli stessi che ci descrivono come soggetti inutili – sostiene Cofferati – si lamentino della funzione che i sindacati esercitano quotidianamente, spiegando che la passione della loro attività futura sarà quella di ridimensionarci. Bisognerebbe consigliarli, se sono convinti della prima ipotesi, di lasciarci perdere. Se invece pensano che sia vera la seconda, di non mettere tra le cose possibili quella del ridimensionamento o dell’annullamento del sindacato, perchè sarebbe un pessimo servizio al Paese».