Da Cisl e Uil un richiamo al Patto

25/07/2002

25 luglio 2002



Da Cisl e Uil un richiamo al Patto
ROMA – Sul credito d’imposta Cisl e Uil chiedono al Governo di rispettare gli impegni assunti con il Patto per l’Italia. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, critica la decisione assunta dal Parlamento con il decreto omnibus di estendere nuovamente alle aree del Centro-Nord il beneficio del credito d’imposta sui nuovi investimenti. Analoga posizione è stata espressa dalla Uil, che, nel documento approvato dal Comitato centrale per il via libera alla formale sottoscrizione del Patto, chiede espressamente al Governo di assumere le necessarie iniziative perchè siano rispettati gli impegni assunti. La richiesta di ripristinare il testo originario è stata ribadita ieri anche da Francesco Rosario Averna, consigliere per il Mezzogiorno di Confindustria, che intervenendo alla presentazione del libro del sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati («Un anno di Governo tra realtà e speranze»), ha detto di essere pienamente favorevole alla richiesta dei sindacati poichè non è plausibile che Sud e Centro-Nord possano beneficiare allo stesso modo del credito e del cumulo con la Tremonti bis. Un’opinione condivisa anche Galati secondo cui la necessità di incrementare le misure tese a favorire gli investimenti al Sud rappresentano un obiettivo del Governo. E in effetti con il Patto l’Esecutivo ha assicurato che: «Nell’ambito di una generale semplificazione degli strumenti di incentivazione il Governo sta procedendo a concentrare nel Mezzogiorno, dare certezza finanziaria e rendere cumulabile con la Tremonti bis, lo strumento del credito d’imposta». Un’affermazione che era stata pienamente confermata a distanza di pochi giorni dal testo decreto "omnibus" presentato in Parlamento. Tuttavia, altrettanto rapidamente, il Governo ha provveduto ad esprimere parere favorevole all’emendamento che ha consentito di riestendere alle aree del Centro-Nord i benefici del credito. Per i sindacati un vero voltafaccia che, secondo Pezzotta, «pregiudica» uno degli strumenti più importanti per l’attrazione di nuovi investimenti al Sud. Non solo. la nuova disciplina impone ora al Governo di dover nuovamente notificare alla Commissione europea la norma approvata dal Parlamento. A fine giugno il commissario per l’Antitrust, Mario Monti, aveva infatti formalmente autorizzato la concentrazione del credito d’imposta al Sud. La Ue nella lettera inviata al Presidente del Consiglio sottolineava che le modifiche proposte «non comportavano alcun cambiamento di natura sostanziale». Monti riassume in tre punti le richieste di modifica avanzate a maggio dal Governo italiano: 1)le zone di applicazione sono esclusivamente le aree del Mezzogiorno più Abruzzo e Molise; 2) il campo di applicazione non comprende il settore dei trasporti (su cui la Ue precedentemente si era espressa favorevolmente) né quello siderurgico; 3)la creazione di un meccanismo di controllo della spesa pubblica mediante la presentazione da parte del beneficiario di una istanza di prenotazione delle risorse. Nessun accenno si trova invece relativamente al cumulo con la Tremonti bis, che essendo una legge a carattere nazionale non è soggetta alle restrizioni di Bruxelles. Se il Parlamento non tornerà al testo iniziale, a questo punto dovrà essere necessario un nuovo passaggio a Bruxelles. Si tratterebbe del terzo intervento della Commissione su questa misura.
Barbara Fiammeri