D.P.G.R. 23 aprile 2001, n. 18/R “Regolamento di attuazione del Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo (L.R. 23 marzo 2000, n. 42)”

D.P.G.R. 23-4-2001 n. 18/R
Regolamento di attuazione del Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo (L.R. 23 marzo 2000, n. 42).
Pubblicata nel B.U. Toscana 3 maggio 2001, n. 14, parte prima.

Epigrafe
Premessa
Regolamento- Art. 1
Art. 2 – Dati contenuti in albi ed elenchi.
Art. 3 – Caratteristiche degli uffici di informazione e standard dei servizi.
Art. 4 – Uso dei segni distintivi.
Art. 5 – Affidamento dei servizi a soggetti terzi.
Art. 6 – Comitato tecnico di coordinamento per i servizi.
Art. 7 – Attività delle Pro-loco.
Art. 8 – Iscrizione agli albi provinciali.
Art. 9 – Effetti dell’iscrizione agli albi provinciali.
Art. 10 – Aggiornamento degli albi provinciali.
Art. 11 – Disposizioni generali.
Art. 12 – Requisiti minimi.
Art. 13 – Denominazione.
Art. 14 – Soggiorno, ricevimento e servizio di portineria.
Art. 15 – Camere.
Art. 16 – Unità abitative.
Art. 17 – Dipendenze.
Art. 18 – Informazioni relative alla struttura.
Art. 19 – Accesso di animali.
Art. 20 – Autorizzazione all’esercizio
Art. 21 – Disposizioni generali.
Art. 22 – Area di pertinenza della struttura.
Art. 23 – Accesso, viabilità e parcheggio.
Art. 24 – Servizio di sorveglianza e di ricevimento.
Art. 25 – Piazzole.
Art. 26 – Strutture allestite nei villaggi turistici e nei campeggi.
Art. 27 – Capacità ricettiva.
Art. 28 – Pronto soccorso.
Art. 29 – Impianto di approvvigionamento idrico e servizi idrosanitari.
Art. 30 – Impianto di illuminazione e distribuzione di energia elettrica.
Art. 31 – Smaltimento dei rifiuti.
Art. 32 – Impianto telefonico.
Art. 33 – Accesso di animali.
Art. 34 – Autorizzazione all’esercizio.
Art. 35 – Case per ferie.
Art. 36 – Ostelli per la gioventù.
Art. 37 – Rifugi Alpini.
Art. 38 – Rifugi escursionistici.
Art. 39 – Affittacamere.
Art. 40 – Case e appartamenti per vacanze.
Art. 41 – Residenze d’epoca.
Art. 42 – Residence.
Art. 43 – Disposizioni generali.
Art. 44 – Requisiti minimi.
Art. 45 – Informazioni relative alla struttura.
Art. 46 – Autorizzazione all’esercizio.
Art. 47 – Classificazione.
Art. 48 – Disposizioni transitorie per gli stabilimenti in attività.
Art. 49 – Norma di salvaguardia.
Art. 50 – Abrogazioni.

D.P.G.R. 23 aprile 2001, n. 18/R (1).
Regolamento di attuazione del Testo unico delle leggi regionali in materia di
turismo (L.R. 23 marzo 2000, n. 42) (2).
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(1) Pubblicata nel B.U. Toscana 3 maggio 2001, n. 14, parte prima.
(2) Vedi, anche, il D.Dirig. 22 marzo 2002, n. 1360, con il quale sono state
individuate le caratteristiche delle simbologie delle stelle marine per la
classificazione degli stabilimenti balneari.

Il Presidente della Giunta regionale
Visto l’art. 121 della Costituzione, quarto comma, così come modificato
dall’art. 1 della L.Cost. 22 novembre 1999, n. 1;
Visto l’art. 158 della L.R. 23 marzo 2000, n. 42 (Testo unico delle leggi
regionali in materia di turismo) che demanda ad apposito regolamento regionale
l’attuazione della legge stessa;
Vista la Delib.G.R. 9 aprile 2001, n. 359 concernente "Regolamento di attuazione
del testo unico delle leggi regionali in materia di turismo (L.R. 23 marzo 2000,
n. 42)" con la quale è approvato il regolamento in oggetto, acquisiti i pareri
del Comitato Tecnico della Programmazione di cui all’art. 26, comma 3, della
L.R. 17 marzo 2000, n. 26, nonché dei Dipartimenti di cui all’art. 41, comma 3,
della medesima legge regionale n. 26;
Vista la decisione n. 4 del 20 aprile 2001 con la quale la CCART non ha
riscontrato vizi di legittimità:
Emana
il seguente regolamento:
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REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI
TURISMO
TITOLO I
Disposizioni generali
Art. 1
Oggetto e definizioni.
1. Il presente regolamento dà attuazione alla L.R. 23 marzo 2000, n. 42 "Testo
unico delle leggi regionali in materia di turismo".
2. Agli effetti del presente regolamento:
- per "testo unico" si intende la L.R. 23 marzo 2000, n. 42 "Testo unico delle
leggi regionali in materia di turismo";
- per "APT" si intende l’Agenzia per il Turismo di cui agli articoli 11 e
seguenti del testo unico;
- per "uffici di informazione regionale" e per "uffici di informazione locale"
si intendono gli uffici di informazione e accoglienza turistica che erogano
servizi rispettivamente a carattere regionale e a carattere locale;
- per "ambiti territoriali" di cui al titolo II del presente regolamento si
intendono gli ambiti turistici richiamati dall’articolo 10 del testo unico.
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Art. 2
Dati contenuti in albi ed elenchi.
1. I dati personali presenti negli albi ed elenchi di cui al testo unico e di
cui al presente regolamento, tenuti ed aggiornati dai competenti uffici, possono
formare oggetto di comunicazione e diffusione a soggetti privati e pubblici,
anche tramite pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana.
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TITOLO II
Informazioni e accoglienza turistica, associazioni pro-loco
Capo I – Servizi di informazione e accoglienza turistica
Art. 3
Caratteristiche degli uffici di informazione e standard dei servizi.
1. Gli uffici di informazione regionale sono situati, di norma, nel comune dove
ha sede l’APT, nei centri turistici di maggior richiamo e nei luoghi interessati
da importanti flussi di turismo di transito.
2. Gli standard tecnici relativi agli uffici di informazione regionale e locale
sono definiti nell’allegato A; la Giunta regionale, con proprio atto, può
modificare e aggiornare tali standard sentito il Comitato tecnico di
coordinamento di cui al successivo articolo 6.
3. Gli standard tecnici definiti dall’allegato A sono adottati dagli uffici di
informazione istituiti a decorrere dal 15 aprile 2000; gli uffici già esistenti
a tale data adeguano i propri standard compatibilmente con le caratteristiche
strutturali dei locali ove sono ubicati.
4. Gli standard tecnici relativi ai servizi a carattere regionale e locale sono
definiti nell’allegato B; la Giunta regionale, con proprio atto, può modificare
e aggiornare tali standard sentito il Comitato tecnico di coordinamento.
5. Il controllo in merito al rispetto degli standard tecnici di cui ai
precedenti commi è esercitato dalla Provincia che, in caso di perdita dei
requisiti, dispone il divieto dell’uso dei segni distintivi di cui all’articolo
4.
6. Tra i servizi offerti presso gli uffici di informazione regionale e locale
può esservi la prenotazione di servizi turistici e del pernottamento presso le
strutture ricettive della Toscana. La presenza di questo servizio deve essere
opportunamente segnalata all’esterno dell’edificio.
7. La prenotazione dei servizi turistici e del pernottamento presso le strutture
ricettive può essere effettuata, presso gli uffici di informazione e
accoglienza, limitatamente al turismo in entrata in Toscana, da agenzie di
viaggi e turismo, secondo quanto previsto, per l’affidamento del servizio, dal
presente capo.
8. Il solo servizio di prenotazione di soggiorni in strutture ricettive del
territorio di competenza per i turisti che accedono agli uffici può essere
effettuato direttamente dal personale addetto agli uffici di informazione
regionale o locale, compresi i soggetti terzi di cui all’articolo 7, comma 5,
lettera c) del testo unico. La Provincia definisce il territorio di competenza o
individuandolo nel territorio del Comune in cui è collocato l’ufficio, o anche
dei comuni limitrofi, o dell’APT. Le modalità della prenotazione e i rapporti
con i gestori delle strutture ricettive interessate ad usufruire del servizio di
prenotazione presso gli uffici di informazione regionale e locale sono regolati
da apposita convenzione.
9. Per il servizio di prenotazione di cui al comma 8 l’utenza interessata
corrisponde all’ufficio di informazione un importo non superiore al cinque per
cento del costo di un pernottamento presso la struttura ricettiva prenotata.
L’entità dell’importo deve essere esposta nell’ufficio in posizione
perfettamente visibile da parte dell’utenza. Nessun importo è dovuto se la
prenotazione non viene effettuata.
10. La Provincia, nell’ambito del piano triennale di cui all’articolo 8, comma 4
del testo unico, individua i servizi di cui ai commi 6 e 7 da erogare presso gli
uffici di informazione regionale e locale. I servizi esistenti possono essere
erogati fino ad un anno dall’entrata in vigore del presente regolamento; decorso
tale termine devono adeguarsi alle disposizioni della Provincia. Con il
Programma annuale di promozione economica la Giunta regionale può individuare i
servizi da erogare presso gli uffici di informazione e accoglienza turistica a
carattere regionale svolti dalla Regione.
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Art. 4
Uso dei segni distintivi.
1. I segni distintivi che contrassegnano gli uffici di informazione regionale e
locale al fine di offrire un’immagine unitaria dei servizi di informazione ed
accoglienza, sono definiti con deliberazione della Giunta regionale. Essi devono
essere utilizzati per la segnaletica stradale, compatibilmente con la normativa
statale in materia, per le insegne esterne e per i contrassegni del personale di
contatto in servizio presso gli uffici. La Giunta regionale, con proprio atto,
può modificare i segni distintivi.
2. Possono utilizzare i segni distintivi di cui al comma 1 gli uffici di
informazione istituiti dalle APT e dagli Enti locali in possesso degli standard
previsti dal regolamento.
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Art. 5
Affidamento dei servizi a soggetti terzi.
1. I servizi di informazione e accoglienza turistica di cui all’articolo 7 del
testo unico possono essere affidati a imprenditori, società, consorzi o
cooperative aventi tra i propri oggetti di impresa l’esercizio di tali attività.
I servizi locali possono essere affidati alle Pro-loco di cui all’articolo 22
del testo unico iscritte agli albi provinciali.
2. Il personale utilizzato negli uffici di informazione e accoglienza deve
possedere la preparazione professionale prevista dagli standard di cui
all’allegato B.
3. I soggetti di cui al comma 1 sono selezionati dal soggetto affidatore a
seguito di procedura ad evidenza pubblica nel rispetto della vigente normativa
in materia di appalto di servizi; tali servizi sono svolti nel rispetto di
apposita convenzione con il soggetto pubblico che ha indetto l’appalto.
4. Il servizio di informazione locale può essere affidato mediante convenzione
qualora vi sia un’unica associazione Pro-loco operante nella località in cui ha
sede l’ufficio.
5. I soggetti affidatari dei servizi di cui al presento capo, non possono
pubblicizzare esternamente, con insegne, la propria presenza all’interno
dell’ufficio di informazione turistica. L’agenzia di viaggio e turismo che eroga
i servizi di cui all’articolo 3 comma 7 deve usare la propria denominazione e
ragione sociale nei contratti stipulati con gli utenti e nei documenti fiscali.
6. L’effettuazione dei servizi di prenotazione da parte di un’agenzia di viaggi
e turismo non la esclude dall’affidamento degli altri Servizi di informazione e
accoglienza turistica.
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Art. 6
Comitato tecnico di coordinamento per i servizi.
1. Per garantire un costante raccordo tra l’attività della Regione, degli Enti
locali e delle APT in materia di servizi di informazione e accoglienza turistica
allo scopo di erogare tali servizi in forma omogenea negli ambiti territoriali è
istituito il Comitato tecnico di coordinamento per il servizio di informazione e
accoglienza turistica.
2. Fanno parte del Comitato cinque direttori di APT a rotazione, il Dirigente
della struttura regionale preposta alla materia, un rappresentante designato
dall’Unione regionale delle province Toscane (U.R.P.T.), un rappresentante
designato dall’Associazione nazionale comuni italiani (A.N.C.I.), un
rappresentante dell’Unione nazionale proloco d’Italia (U.N.P.L.I.), un
rappresentante dell’Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani
(U.N.C.E.M.), un rappresentante dell’Unioncamere Toscana, un rappresentante del
Comitato regionale Consumatori, un esperto designato dalle associazioni di
categoria più rappresentative delle imprese turistiche. Il Comitato è nominato
dal Presidente della Giunta regionale e rimane in carica per l’intera durata
della legislatura.
3. Per ogni membro effettivo deve essere designato un supplente.
4. Un funzionario della Giunta regionale, appartenente alla struttura regionale
preposta alla materia, svolge le funzioni di segretario.
5. Il Comitato si riunisce una volta ogni sei mesi o su richiesta di sei membri
effettivi.
6. Ai membri del Comitato non spetta alcuna indennità.
7. Oltre ai compiti previsti dall’articolo 3, commi 2 e 4, il Comitato può
elaborare, documenti tecnici al fine di promuovere processi di qualificazione
dei servizi di informazione e accoglienza.
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Capo II – Associazioni Pro-loco
Art. 7
Attività delle Pro-loco.
1. Le Pro-loco cooperano con gli Enti locali per:
a) realizzare iniziative idonee a favorire la conoscenza, la tutela e la
valorizzazione delle risorse turistiche locali;
b) realizzare iniziative idonee a favorire la promozione del patrimonio
artistico e delle tradizioni e cultura locali;
c) realizzare iniziative atte a migliorare le condizioni di soggiorno dei
turisti;
d) garantire migliori servizi di assistenza e informazione ai turisti.
2. Tra le attività di cui al comma 1 è compreso l’affidamento, da parte degli
Enti locali, alle Pro-loco iscritte agli albi provinciali, dei servizi di
informazione e accoglienza turistica a carattere locale.
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Art. 8
Iscrizione agli albi provinciali.
1. Per l’iscrizione agli albi provinciali devono concorrere le seguenti
condizioni:
a) lo statuto dell’associazione deve sancire un ordinamento interno a base
democratica e determinare una organizzazione funzionale conforme alla norme del
Libro I Titolo II del codice civile;
b) l’associazione deve aver già operato per almeno due anni;
c) le entrate per le quote associative e per contributi vari di enti,
associazioni e privati, nonché le eventuali altre entrate derivanti dallo
svolgimento di attività attinenti ai compiti della Pro-loco, devono essere
adeguate al perseguimento delle finalità statutarie dell’associazione.
2. Ai fini dell’iscrizione all’albo provinciale l’associazione Pro-loco
interessata deve presentare apposita domanda alla Provincia competente per
territorio, corredata dei dati necessari a comprovare la sussistenza delle
condizioni di cui al comma 1.
3. La Provincia, sentito il Comune interessato, provvede in ordine
all’iscrizione dell’associazione Pro-loco nell’albo provinciale.
4. Qualunque modificazione dello statuto di un’associazione Pro-loco, iscritta
all’albo deve essere comunicata, entro il termine di novanta giorni
dall’approvazione della modifica, alla Provincia, che ne verifica la conformità
con i requisiti previsti dal presente capo.
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Art. 9
Effetti dell’iscrizione agli albi provinciali.
1. L’iscrizione agli albi provinciali costituisce condizione per svolgere, in
cooperazione con gli Enti Locali, le attività di cui all’articolo 22 del testo
unico e ottenere l’affidamento dei servizi di informazione e accoglienza
turistica a carattere locale.
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Art. 10
Aggiornamento degli albi provinciali.
1. La Provincia provvede all’aggiornamento dell’albo.
2. Qualora sia accertato che siano venute meno una o più delle condizioni che
hanno dato luogo all’iscrizione e l’associazione Pro-loco, a richiesta della
Provincia, non provveda a ripristinarle entro tre mesi, ovvero qualora sia
accertato che l’associazione non svolga alcuna delle attività di cui
all’articolo 7, la Provincia stessa ne dispone la cancellazione dall’albo,
dandone comunicazione entro quindici giorni al Comune territorialmente
competente.
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TITOLO III
Imprese turistiche
Capo I – Strutture ricettive alberghiere, campeggi e villaggi turistici
Sezione prima – Alberghi e residenze turistico-alberghiere
Art. 11
Disposizioni generali.
1. Gli alberghi e le residenze turistico-alberghiere devono possedere i
requisiti specificati negli articoli seguenti, nonché gli altri requisiti
tecnico edilizi, igienico sanitari e di sicurezza previsti dalle norme vigenti.
2. Gli alberghi e la residenze turistico-alberghiere, ai fini della loro
classificazione, devono inoltre possedere i requisiti elencati, rispettivamente,
negli allegati C e D. Le attrezzature, gli arredi e i locali in cui si svolge
l’attività devono essere mantenuti in buono stato di conservazione, tale da
assicurarne la funzionalità.
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Art. 12
Requisiti minimi.
1. Gli alberghi devono possedere i seguenti requisiti minimi:
a) un numero di camere adibite al pernottamento della clientela non inferiore a
sette; nel computo sono comprese anche eventuali unità abitative nei limiti
previsti dall’articolo 26, comma 4 del testo unico;
b) almeno un locale bagno ogni dieci posti letto;
c) un lavabo con acqua corrente calda e fredda in ciascuna camera adibita al
pernottamento della clientela;
d) almeno un locale ad uso comune;
e) tutti i requisiti indicati nell’allegato C come obbligatori per la
classificazione ad una stella, tranne i casi in cui siano posseduti requisiti di
livello superiore.
2. Le residenze turistico-alberghiere devono possedere i seguenti requisiti
minimi:
a) un numero di unità abitative adibite al pernottamento della clientela non
inferiore a sette, dotate di servizio autonomo di cucina e di locale bagno
riservato; nel computo sono comprese anche eventuali camere, con o senza vano
soggiorno e senza il servizio di cucina, nei limiti previsti dall’articolo 27
comma 2 del testo unico;
b) almeno un locale per uso comune;
c) tutti i requisiti indicati nell’allegato D come obbligatori per la
classificazione a due stelle tranne i casi in cui siano posseduti requisiti di
livello superiore.
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Art. 13
Denominazione.
1. La denominazione di ciascuna struttura ricettiva disciplinata dalla presente
sezione non può essere uguale a quella di altre strutture ricettive presenti
nell’ambito territoriale dello stesso Comune, ovvero nel territorio dei Comuni
confinanti qualora si tratti di due aziende le cui aree di pertinenza risultano
contigue; non è inoltre consentito di assumere la denominazione di una azienda
cessata senza formale autorizzazione del titolare della azienda cessata, fatta
salva l’applicazione delle norme del codice civile vigente in materia, a meno
che non siano trascorsi almeno sette anni dalla effettiva cessazione
dell’azienda.
2. Il Comune verifica il rispetto di quanto disposto al comma 1 in sede di
rilascio della autorizzazione all’esercizio, nonché nei casi di mutamento della
denominazione.
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Art. 14
Soggiorno, ricevimento e servizio di portineria.
1. I servizi di ricevimento e di portineria-informazioni devono essere posti in
un locale apposito all’ingresso della struttura.
2. L’area destinata all’alloggio della clientela deve essere articolata in
camere o in unità abitative.
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Art. 15
Camere.
1. Si intende per camera il singolo locale preordinato per il pernottamento
della clientela, al quale si accede direttamente da corridoi o altre aree comuni
mediante porta munita di serratura.
2. La camera adibita al pernottamento della clientela può essere dotata di
locale bagno riservato. Qualora la camera sia dotata, oltre che di bagno
riservato, di vano soggiorno annesso alla camera stessa, ma da questa separato e
distinto, può essere assunta la denominazione di "suite".
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Art. 16
Unità abitative.
1. Si intende per unità abitativa l’insieme di uno o più locali preordinato come
autonomo appartamento e destinato all’alloggio della clientela. Ciascuna unità
abitativa deve risultare direttamente accessibile da corridoi o da altre aree
comuni mediante porta munita di serratura.
2. Ogni unità abitativa deve essere fornita di servizio autonomo di cucina e di
almeno un locale bagno riservato.
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Art. 17
Dipendenze.
1. Sono definite dipendenze i locali destinati all’alloggio dei clienti
collocati in parti distinte dello stesso stabile o in stabili diversi dalla casa
madre, distanti di norma non più di cinquanta metri. L’ubicazione deve
consentire il mantenimento dell’unitarietà della gestione e di utilizzo dei
servizi.
2. La dipendenza mantiene lo stesso livello di classificazione della casa madre
quando si verifichi una delle seguenti ipotesi:
a) le camere o unità abitative possiedano i requisiti previsti dalla voce 3
degli allegati C e D per quel livello di classificazione e nelle camere/unità
abitative siano assicurati gli stessi servizi resi nelle camere/unità abitative
della casa madre; inoltre la distanza dalla casa madre non sia di norma
superiore ai venti metri e il percorso tra i due stabili sia protetto e
realizzato in modo che risulti la continuità con la struttura principale;
b) le camere o unità abitative possiedano i requisiti previsti dalla voce 3
degli allegati C e D per quel livello di classificazione e nelle camere/unità
abitative siano assicurati gli stessi servizi resi nelle camere/unità abitative
della casa madre. La dipendenza deve inoltre disporre di una saletta per la
prima colazione e di un servizio di ricevimento, anche a chiamata, nelle stesse
ore in cui è assicurato nella casa madre.
3. Fuori dalle ipotesi di cui al comma 2, il livello di classificazione
attribuito alla dipendenza è stabilito sulla base dei requisiti delle sole
camere/unità abitative e dei servizi ivi prestati, diminuito di una stella.
Qualora il livello di classificazione della dipendenza risultante dai requisiti
di cui sopra sia quello minimo previsto per il tipo di struttura, la dipendenza
mantiene tale livello minimo di classificazione.
4. In nessun caso una dipendenza può assumere un livello di classificazione
superiore a quello della casa madre.
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Art. 18
Informazioni relative alla struttura.
1. Oltre a quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di pubblicità
dei prezzi, presso le strutture ricettive di cui alla presente sezione deve
essere esposta in modo ben visibile all’esterno l’insegna con la denominazione
nonché l’indicazione della tipologia e del livello di classificazione.
2. All’interno di ciascuna struttura ricettiva, nella zona di ricevimento dei
clienti, deve essere esposta in modo ben visibile l’autorizzazione
all’esercizio.
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Art. 19
Accesso di animali.
1. L’accesso di animali al seguito della clientela può essere consentito a
condizione che siano rispettate le prescrizioni contenute nei regolamenti
comunali e sia opportunamente pubblicizzato. Gli animali devono in ogni caso
essere custoditi dai proprietari in modo da non arrecare molestie o danni alle
persone e alle cose.
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Art. 20
Autorizzazione all’esercizio (3).
1. La domanda di autorizzazione all’esercizio per una delle strutture ricettive
di cui alla presente sezione deve essere presentata al Comune.
2. I Comuni nell’esercizio delle relative funzioni utilizzano lo sportello unico
per le attività produttive.
3. Ai fini dell’attribuzione della classificazione, il Comune, entro tre giorni
dal ricevimento, trasmette alla Provincia copia della domanda di autorizzazione
con il livello di classificazione dichiarato dal richiedente, allegando
relazioni e planimetrie della struttura ricettiva. La Provincia entro trenta
giorni comunica al Comune le proprie determinazioni.
4. L’autorizzazione all’esercizio di una struttura ricettiva di cui al presente
regolamento è comprensiva di tutti i servizi annessi che si intende svolgere
nella struttura stessa. Detti servizi possono essere gestiti da soggetti
diversi.
5. L’atto di autorizzazione deve indicare:
a) gli elementi identificativi del titolare e del gestore;
b) la denominazione e la classificazione della struttura;
c) i periodi di apertura;
d) il numero delle camere e delle unità abitative;
e) la capacità ricettiva massima consentita, con l’indicazione del numero delle
camere singole, delle camere doppie, delle camere suscettibili di eventuali
letti aggiunti e numero massimo di letti aggiungibili;
f) le attività di ristorazione presenti nell’esercizio.
6. Eventuali variazioni degli elementi dell’autorizzazione devono essere
tempestivamente comunicate al Comune, che provvede alla modifica
dell’autorizzazione.
7. Il subentrante, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 34 comma 3 del
testo unico può esercitare l’attività del dante causa fin dalla richiesta di
reintestazione.
8. Il titolare, o il gestore, o il rappresentante, se non presenti
nell’esercizio, devono comunque essere reperibili.
9. In caso di attività non continuativa, qualora non siano variati gli elementi
di cui al comma 5 lettere a), b), d), e), f) il titolare della struttura
ricettiva comunica al Comune, entro il settantacinquesimo giorno precedente
l’apertura, che continuano a sussistere tutti i presupposti soggettivi e
oggettivi dell’autorizzazione ed, eventualmente, i nuovi periodi di apertura. La
copia della comunicazione vale come rinnovo.
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(3) Rubrica così corretta con avviso di errata corrige pubblicato nel B.U. 23
maggio 2001, n. 16, parte prima.

Sezione seconda – Campeggi, parchi di vacanza, villaggi turistici, aree di sosta

Art. 21
Disposizioni generali.
1. I campeggi, i parchi di vacanza, i villaggi turistici e le aree di sosta
devono possedere i requisiti specificati negli articoli seguenti, nonché gli
altri requisiti tecnico edilizi, igienico sanitari e di sicurezza previsti dalle
norme vigenti in materia.
2. I campeggi, i parchi di vacanza e i villaggi turistici, ai fini della loro
classificazione, devono inoltre possedere i requisiti elencati rispettivamente
negli allegati E e F. Le attrezzature, gli arredi e i locali in cui si svolge
l’attività devono essere mantenuti in buono stato di conservazione, tale da
assicurarne la funzionalità.
3. Le aree di sosta devono possedere, oltre ai requisiti di cui al comma 1, i
requisiti elencati nell’allegato G.
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Art. 22
Area di pertinenza della struttura.
1. L’area destinata alla sosta e al soggiorno della clientela deve essere
articolata in piazzole, libere o allestite con strutture a cura della gestione.
I parcheggi, i servizi igienici, gli uffici, gli impianti tecnologici e gli
altri impianti, nonché il ristorante, il bar, lo spaccio e le attrezzature
sportive e ricreative devono essere situate nelle aree destinate ai servizi.
2. Il complesso delle aree destinate ai servizi e di quelle libere per uso
comune non può essere inferiore al dieci per cento dell’intera area di
pertinenza della struttura, con esclusione delle superfici destinate alla
viabilità interna.
3. Il suolo deve essere sistemato e attrezzato in modo da favorire lo
smaltimento delle acque meteoriche.
4. L’area di pertinenza dell’esercizio deve essere delimitata, secondo le
normative edilizie e paesaggistiche, con recinzioni, accessi e varchi chiudibili
o con demarcazioni o ostacoli non facilmente superabili. In corrispondenza di
strade, piazze e spazi abitati in genere la recinzione deve comunque presentare
idonee schermature naturali o artificiali. Possono non essere recintate le parti
perimetrali dotate di una demarcazione naturale non facilmente superabile, fatto
salvo l’obbligo di predisporre idonee misure per la sicurezza e l’incolumità
pubblica.
5. Ogni struttura ricettiva deve essere dotata di spaccio. L’obbligo non
sussiste se esistono punti di vendita nel raggio di un chilometro.
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Art. 23
Accesso, viabilità e parcheggio.
1. La struttura ricettiva deve essere facilmente accessibile ai veicoli con il
relativo rimorchio. Gli accessi devono essere sufficientemente ampi per
consentire un agevole passaggio dei veicoli. Per le strutture con solo accesso
pedonale deve essere assicurata la viabilità necessaria per l’espletamento dei
servizi e le esigenze di pronto intervento.
2. La viabilità veicolare interna e di accesso deve essere realizzata con
materiale arido o con rifinitura in asfalto in modo da consentire un agevole
scorrimento delle autovetture e dei relativi rimorchi tale da permettere il
deflusso delle acque meteoriche e da non dare origine a sollevamento di polvere.
3. La struttura ricettiva deve essere dotata di una o più aree di parcheggio,
con un numero di posti auto pari a quello delle piazzole. Qualora sia consentita
la sosta delle auto nell’ambito delle singole piazzole, il numero di posti auto
nelle aree di parcheggio può essere corrispondentemente ridotto fino ad un
minimo di capacità pari al cinque per cento delle piazzole. In tali casi la
superficie delle piazzole con parcheggio annesso deve essere incrementata di
metri quadrati dieci.
4. Nei periodi di chiusura della struttura ricettiva, il Comune può autorizzare
lo stanziamento, nelle piazzole o nei parcheggi, dei mezzi di pernottamento di
proprietà dei clienti e dei relativi accessori.
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Art. 24
Servizio di sorveglianza e di ricevimento.
1. Il servizio di sorveglianza relativo all’intera area di pertinenza della
struttura ricettiva, nonché agli accessi, deve essere garantito ventiquattro ore
su ventiquattro. Esso può essere svolto anche a distanza mediante
l’utilizzazione di idonei impianti all’uopo installati.
2. Il servizio di accettazione deve essere posto in un locale apposito
all’ingresso del complesso e deve essere assicurato almeno per dieci ore
giornaliere.
3. Gli addetti al ricevimento devono indossare un cartellino di riconoscimento.
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Art. 25
Piazzole.
1. Si intende per piazzola la superficie attrezzata e delimitata a disposizione
per la sosta e il soggiorno di un equipaggio di turisti.
2. Si intende per equipaggio l’insieme delle persone che chiedono di usufruire
insieme di una piazzola.
3. Su richiesta dei clienti è consentita l’installazione, da parte di uno stesso
equipaggio, di tre tende complessivamente o di due tende e di un mezzo di
pernottamento mobile, fino ad un massimo di sei persone sulla stessa piazzola,
purché non sia superata la capacità ricettiva totale autorizzata della
struttura.
4. In casi eccezionali, è consentita la suddivisione della piazzola in due
settori, limitatamente al caso di equipaggi composti da non più di tre persone,
purché non sia superata la capacità ricettiva totale autorizzata della
struttura. Nel caso di piazzole con superficie superiore a cento metri quadrati
è consentita la suddivisione in tre settori, limitatamente al caso di equipaggi
composti da non più di tre persone, purché non sia superata la capacità
ricettiva totale della struttura.
5. In ogni piazzola è consentita l’installazione di una sola struttura allestita
a cura del titolare o gestore. In tali piazzole non è consentita l’installazione
di alcuna tenda aggiuntiva.
6. I confini di ciascuna piazzola possono essere realizzati con segnali sul
terreno o con picchetti, con alberi, siepi, aiuole coltivate o con divisori
artificiali.
7. L’individuazione delle piazzole deve essere realizzata mediante apposito
contrassegno numerico o alfanumerico progressivo ben visibile, corrispondente
alla numerazione riportata sulla planimetria presentata al Comune.
8. Ogni piazzola deve essere accessibile dalla viabilità interna della struttura
direttamente o mediante passaggi pedonali; può essere allacciata alla rete
idrica, fognaria ed elettrica.
9. Le piazzole devono avere superficie minima e/o media non inferiore a quanto
stabilito negli allegati E per i campeggi e i parchi di vacanza e F per i
villaggi turistici. In relazione a particolari caratteristiche geomorfologiche o
di pregio ambientale del terreno che impediscano o limitino i movimenti di terra
o altri interventi di adeguamento dei luoghi, possono essere consentite piazzole
di misura inferiore, purché il rapporto tra la superficie complessiva delle
piazzole e il numero delle piazzole stesse non sia inferiore a sessanta metri
quadrati.
10. Salvo il caso in cui sulle piazzole insista una struttura ancorata al suolo,
le piazzole devono avere esclusivamente fondo naturale, con spargimento di
ghiaia o coltivato a prato, con esclusione di qualsiasi altro tipo di
pavimentazione artificiale che possa limitare la permeabilità del suolo.
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Art. 26
Strutture allestite nei villaggi turistici e nei campeggi.
1. Le strutture installate dal titolare o gestore, messe a disposizione per la
sosta e il soggiorno del turista, hanno le seguenti caratteristiche:
a) pareti e coperture impermeabili, non combustibili o coibentate;
b) pavimentazione in materiale facilmente lavabile;
c) servizi igienici composti da wc, lavandino e doccia;
d) presa di corrente all’interno, all’acciamento alla rete idrica, fognaria,
elettrica;
e) attrezzature per il soggiorno del numero di ospiti previsto per ciascuna
struttura allestita, comprese quelle per la preparazione e la consumazione dei
pasti.
f) superficie coperta non inferiore a tre metri quadrati per persona e non
superiore al cinquanta per cento dell’intera superficie della piazzola.
2. Nei campeggi le caratteristiche dell’ancoraggio delle strutture
temporaneamente ancorate al suolo devono consentire, qualora la destinazione
dell’area non sia più a campeggio, la loro rimozione e il ripristino delle
condizioni naturali del sito. È consentito l’allacciamento di tali strutture
agli impianti di presa d’acqua, scarico, elettricità, purché realizzati con
attacchi smontabili.
3. Nei villaggi turistici le strutture permanentemente ancorate al suolo sono
edificazioni realizzate anche con materiali edili. Le strutture temporaneamente
ancorate al suolo devono poter essere eventualmente rimosse; gli allacciamenti
agli impianti di presa d’acqua, scarico, elettricità devono essere effettuati
con attacchi smontabili.
4. Le strutture allestite negli esercizi con apertura invernale o situati oltre
i settecento metri sul livello del mare devono essere dotate di impianto di
riscaldamento.
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Art. 27
Capacità ricettiva.
1. Nei campeggi, nei villaggi turistici e nelle aree di sosta la capacità
ricettiva autorizzabile è calcolata moltiplicando per quattro il numero delle
piazzole, fatto salvo il rispetto di quanto previsto dal presente regolamento
relativamente al rapporto tra il numero dei servizi e l’utenza.
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Art. 28
Pronto soccorso.
1. Ogni struttura ricettiva deve essere dotata di una cassetta di pronto
soccorso contenente i materiali prescritti dalla Azienda Unità Sanitaria Locale.

2. Nei campeggi e nei villaggi turistici il pronto soccorso deve essere
espletato in un apposito locale adeguatamente attrezzato con lettino, scrivania,
poltroncine e materiale sanitario di rapido consumo.
3. Ogni struttura ricettiva deve disporre di un medico reperibile a chiamata in
tempi brevi.
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Art. 29
Impianto di approvvigionamento idrico e servizi idrosanitari.
1. L’impianto idrico deve essere realizzato con tubazioni interrate ed
alimentato in modo da consentire l’erogazione minima giornaliera non inferiore a
litri novanta per ospite, di cui almeno cinquanta litri potabili. Misure diverse
sono consentite qualora lo prevedano regolamenti comunali. Nei campeggi e nei
villaggi turistici deve essere in ogni caso assicurata una riserva d’acqua pari
ad almeno il consumo di una giornata, calcolato in relazione alla capacità
ricettiva autorizzata.
2. Qualora la struttura ricettiva non sia servita da pubblico acquedotto, la
potabilità dell’acqua deve essere attestata da un certificato di analisi
eseguito da un laboratorio abilitato. Nel caso in cui l’acqua sia prelevata da
pozzi l’impianto di approvvigionamento, per sopperire alla eventuale mancanza di
energia elettrica, deve essere dotato di un gruppo elettrogeno di potenza
adeguata al funzionamento della pompa di sollevamento, nonché di una ulteriore
pompa di riserva. La presenza di tale impianto è sostitutiva della riserva
d’acqua di cui al comma 1.
3. Qualora l’approvvigionamento idrico sia garantito da acqua non potabile e
potabile, i relativi impianti devono essere del tutto distinti; le fonti di
erogazione di acqua non potabile devono essere chiaramente evidenziate con
scritte in più lingue o con appositi simboli.
4. L’erogazione di acqua potabile deve essere assicurata per lavabi, lavelli per
stoviglie, docce, nonché per i locali dove si preparano, si somministrano e si
vendono cibi e bevande. L’acqua potabile deve essere altresì erogata attraverso
fontanelle, in ragione di almeno una ogni cento ospiti. Deve essere presente
almeno una fontanella.
5. I servizi sanitari devono essere realizzati in edifici in muratura o in altri
materiali comunque idonei a garantire, anche se prefabbricati, la facilità di
pulizia.
6. Ciascun edificio adibito ai servizi sanitari deve prevedere unità
indipendenti, destinate rispettivamente agli uomini e alle donne, che possono
essere anche raggruppate in un unico stabile purché abbiano ingressi separati.
7. L’aerazione e l’illuminazione naturale di ogni singola struttura destinata ai
servizi può essere ottenuta mediante finestre esterne o con aperture anche sul
lato superiore delle tramezzature.
8. Tutti i locali nei quali sono installati apparecchi igienici devono avere le
pareti rivestite, almeno fino a due metri, con materiali impermeabili e
lavabili; i pavimenti devono essere impermeabili, preferibilmente in gres o in
ceramica, ed avere uno scarico con sifone per permettere il lavaggio a getto
d’acqua.
9. Gli edifici con i servizi igienici devono essere distribuiti sul terreno ad
una distanza massima di centocinquanta metri dalle piazzole cui sono destinati.
10. I gabinetti devono avere l’aerazione diretta all’esterno o essere provvisti
di adeguata aspirazione meccanica; devono possedere una superficie minima di
metri quadrati 0,80 e porta chiudibile dall’interno.
11. Ciascun lavabo deve essere a bacino singolo.
12. Le docce chiuse devono essere installate in locali di dimensioni minime pari
a metri quadrati 0,80, con porta chiudibile dell’interno. Il pavimento deve
essere realizzato in materiale antiscivolo o deve essere coperto da griglie in
materiale plastico o altro materiale antiscivolo. Sono obbligatorie docce
aperte, in ragione di una ogni 300 ospiti, nelle strutture dislocate entro
cinquecento metri dal mare o dal lago; esse possono essere situate insieme agli
altri servizi o in installazioni separate.
13. I lavelli per stoviglie, dotati di scolapiatti, e i lavatoi per biancheria
devono essere separati dagli altri servizi idrosanitari. Vicino ad essi devono
essere posti contenitori per rifiuti solidi.
14. Nelle adiacenze di ogni zona servizi deve essere presente almeno un
vuotatoio per wc chimici, realizzato in modo da garantire un’agevole operazione
di svuotamento e dotato di schermatura. Qualora la distanza dalle piazzole sia
inferiore a 20 metri, devono essere realizzate schermature con essenze vegetali
o materiali leggeri che impediscano la visuale delle entrate ai servizi.
15. Qualora una parte delle piazzole sia servita da installazioni
igienico-sanitarie riservate, l’obbligo di allestire nella struttura
corrispondenti installazioni di uso comune permane in relazione al numero di
persone ospitabili nelle piazzole non dotate di installazioni igienico-sanitarie
riservate. Nel caso in cui tutte le piazzole risultassero dotate di
installazioni igienico-sanitarie riservate, l’obbligo di cui sopra permane nella
proporzione di una installazione ogni cento persone ospitabili.
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Art. 30
Impianto di illuminazione e distribuzione di energia elettrica.
1. Gli impianti di illuminazione e di distribuzione di energia elettrica devono
essere realizzati nel rispetto delle norme C.E.I. (Comitato elettrotecnico
italiano).
2. I punti luce destinati alla illuminazione delle aree di uso comune devono
essere posti alla distanza massima di cinquanta metri l’uno dall’altro e
comunque in modo da garantire la agevole fruizione della viabilità veicolare e
pedonale nonché dei servizi.
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Art. 31
Smaltimento dei rifiuti.
1. Ogni struttura ricettiva deve essere dotata di impianto di rete fognaria,
realizzato nel rispetto della normativa vigente e dei locali regolamenti
d’igiene.
2. La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi, qualora non garantito da
pubblico servizio, deve essere effettuato secondo le disposizioni impartite dal
Comune.
3. In assenza di specifiche disposizioni del Comune, i rifiuti solidi devono
essere raccolti mediante recipienti lavabili, muniti di coperchio a tenuta, nei
quali siano inseriti sacchi di plastica a perdere, di capacità complessiva non
inferiore a cento litri per ogni quattro piazzole e da esse non distanti più di
cento metri. La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, nonché la pulizia degli
appositi recipienti, deve essere assicurata almeno una volta al giorno.
4. La pulizia delle aree comuni deve essere effettuata almeno una volta al
giorno.
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Art. 32
Impianto telefonico.
1. Ciascuna struttura ricettiva deve essere dotata di impianto telefonico per
uso comune, con almeno una linea telefonica ogni quattrocento ospiti
autorizzati.
2. Nelle strutture per le quali non sia possibile l’installazione di un impianto
telefonico deve essere presente un servizio di collegamento a mezzo di radio
ricetrasmittente o telefono cellulare appositamente dedicato a tale scopo.
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Art. 33
Accesso di animali.
1. L’accesso di animali al seguito della clientela può essere consentito a
condizione che siano rispettate le prescrizioni contenute nei regolamenti
comunali e sia opportunamente pubblicizzato. Gli animali devono in ogni caso
essere tenuti al di fuori degli edifici di uso comune e custoditi dai
proprietari in modo da non arrecare molestie o danni alle persone e alle cose.
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Art. 34
Autorizzazione all’esercizio.
1. Le domande di autorizzazione all’esercizio per una delle strutture ricettive
di cui alla presente sezione devono essere presentate al Comune.
2. I Comuni nell’esercizio delle relative funzioni utilizzano lo sportello unico
per le attività produttive.
3. Ai fini dell’attribuzione della classificazione il Comune, entro tre giorni
dal ricevimento, trasmette alla Provincia competente copia della domanda di
autorizzazione con il livello di classificazione dichiarato dal richiedente
allegando relazioni e planimetrie della struttura ricettiva. La Provincia entro
trenta giorni comunica al Comune le proprie determinazioni.
4. L’autorizzazione all’esercizio di una struttura ricettiva di cui al presente
regolamento è comprensiva di tutti i servizi annessi che si intende svolgere
all’interno della struttura stessa. Detti servizi possono essere gestiti da
soggetti diversi.
5. L’atto di autorizzazione deve indicare:
a) gli elementi identificativi del titolare e del gestore;
b) la denominazione e la classificazione della struttura;
c) i periodi di apertura del complesso;
d) il numero delle piazzole libere e/o delle piazzole allestite con apposite
strutture;
e) la capacità ricettiva massima consentita;
f) le attività commerciali e di ristorazione presenti nell’esercizio.
6. Eventuali variazioni degli elementi dell’autorizzazione devono essere
tempestivamente comunicate al Comune, che provvede alla modifica
dell’autorizzazione.
7. Tutte le strutture ricettive non servite da pubblico acquedotto devono
trasmettere al Comune, entro il 15 marzo di ogni anno, un certificato di
analisi, eseguito in data non anteriore a trenta giorni da un laboratorio
abilitato, attestante la potabilità dell’acqua in distribuzione.
8. Oltre a quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di pubblicità
dei prezzi, presso le strutture ricettive di cui alla presente sezione deve
essere esposta in modo ben visibile all’esterno l’insegna con la denominazione
nonché l’indicazione della tipologia e del livello di classificazione, ove
previsto.
9. All’interno di ciascuna struttura ricettiva, nella zona di ricevimento dei
clienti, deve essere esposta in modo ben visibile l’autorizzazione
all’esercizio. Il titolare, o il gestore, o il rappresentante, se non presenti
nell’esercizio, devono comunque essere reperibili.
10. Il subentrante, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 34 comma 3 del
testo unico può esercitare l’attività del dante causa fin dalla richiesta di
reintestazione.
11. In caso di attività non continuativa, qualora non siano variati gli elementi
di cui al comma 5 lettere a), b), d), e), f) il titolare della struttura
ricettiva comunica al Comune, entro il settantacinquesimo giorno precedente
l’apertura, che continuano a sussistere tutti i presupposti soggettivi e
oggettivi dell’autorizzazione ed, eventualmente, i nuovi periodi di apertura.
Qualora la struttura ricettiva non sia servita da pubblico acquedotto alla
comunicazione di cui sopra deve essere allegato un certificato di analisi,
eseguito in data non anteriore a trenta giorni, da un laboratorio abilitato,
attestante la potabilità dell’acqua in distribuzione. La copia della
comunicazione vale come rinnovo.
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Capo II – Altre strutture ricettive
Art. 35
Case per ferie.
1. Le case per ferie, di cui all’articolo 47 comma 1 del testo unico devono
possedere i requisiti previsti dalle disposizioni contenute negli strumenti
urbanistici vigenti nonché dai regolamenti edilizi e di igiene comunali.
2. Le case per ferie devono comunque avere:
a) una superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di
otto metri quadrati per le camere ad un letto e dodici metri quadrati per le
camere e due letti, con un incremento di superficie di quattro metri quadrati
per ogni letto in più;
b) un’altezza minima dei locali di metri 2,40 per le località site in comuni
montani al di sopra dei settecento metri sul livello del mare e di metri 2,70
per tutte le altre zone. Per le camere ricavate in sottotetto abitabili è
consentita un’altezza media di metri 2,40 per gli immobili situati in località
comprese in comuni montani al di sopra di settecento metri sul livello del mare
e di metri 2,70 per gli immobili situati nelle altre zone, fermo restando il
rispetto delle superfici minime;
c) un wc ogni dieci posti letto effettivi, un bagno o doccia ogni dodici posti
letto effettivi, un lavabo ogni quattro posti letto effettivi; detti rapporti
sono calcolati non computando le camere dotate di servizi igienici privati;
d) un arredamento minimo per le camere costituito da letto, sedia o sgabello,
scomparto armadio per persona, cestino rifiuti per camera;
e) uno o più locali comuni di soggiorno, distinti dalla sala da pranzo,
dimensionati complessivamente nel rapporto minimo di metri quadrati 1 per ogni
posto letto effettivo, con un minimo di otto metri quadrati;
f) cassetta di pronto soccorso con i medicamenti ed i materiali che indicherà
l’autorità sanitaria;
g) telefono di norma ad uso degli ospiti.
3. A ciascun letto base potrà essere sovrapposto un altro letto, purché sia
comunque garantita la cubatura di mc. 12 per ogni posto letto aggiunto. Per gli
esercizi già autorizzati alla data di entrata in vigore del presente
regolamento, ove non via sia la superficie minima necessaria di cui al comma 2
lettera a), è sufficiente che sia garantita l’esistenza di una cubatura minima
di dodici metri cubi per persona.
4. L’autorizzazione indica le persone che possono essere ospitate nelle case per
ferie, quali: dipendenti (e loro familiari) di enti o aziende; soci di
associazione; soggetti individuati in apposite convenzioni; persone determinate
o determinabili in base a specifico rapporto di relazione con enti pubblici ed
organismi religiosi, sportivi, culturali, sociali, assistenziali.
5. Presso la struttura ricettiva deve essere esposta in modo ben visibile
all’esterno l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.

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Art. 36
Ostelli per la gioventù.
1. Gli ostelli per la gioventù di cui all’articolo 48 del testo unico devono
possedere i requisiti previsti dall’articolo 35 del presente regolamento per le
case per ferie salvo quanto indicato nei commi 2 e 3 successivi.
2. Il locale o i locali comuni di soggiorno devono essere dimensionati
complessivamente nel rapporto minimo di metri quadrati 0,50 per ogni posto letto
effettivo, con un minimo di metri quadrati otto; tali locali possono coincidere
con la sala da pranzo.
3. A ciascun letto base potrà essere sovrapposto un altro letto, purché sia
comunque garantita la cubatura di nove metri cubi per ogni posto letto aggiunto.
Per gli esercizi già autorizzati alla data di entrata in vigore del presente
regolamento, ove non vi sia la superficie minima necessaria di cui al comma 2
lettera a) dell’articolo 35, è sufficiente che sia garantita l’esistenza di una
cubatura minima di nove metri cubi per persona.
4. Presso la struttura ricettiva deve essere esposta all’esterno, in modo ben
visibile, l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.
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Art. 37
Rifugi Alpini.
1. I rifugi alpini di cui all’articolo 49 del testo unico devono possedere
requisiti idonei per il ricovero ed il pernottamento degli ospiti. In
particolare devono disporre di:
a) servizio di cucina o attrezzatura per cucina comune;
b) spazio attrezzato per la somministrazione ed il consumo di alimenti e
bevande;
c) spazio attrezzato per il pernottamento;
d) alloggio riservato per il gestore di rifugio custodito;
e) attrezzature di pronto soccorso (cassetta pronto soccorso, barelle, slitte,
corde ed altre attrezzature utili).
2. Qualora vi sia la possibilità, i servizi di cui al comma 1 sono posti in
locali separati.
3. Il rifugio dispone di locali di fortuna sempre aperti e di servizi
igienico-sanitari. Presso la struttura deve essere esposta in modo ben visibile
all’esterno l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.

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Art. 38
Rifugi escursionistici.
1. I rifugi escursionistici di cui all’articolo 47 comma 2 del testo unico
devono possedere gli stessi requisiti previsti per le case per ferie.
2. L’autorizzazione indica le persone che di norma possono essere ospitate nel
rifugio escursionistico, quali: soci di associazione; soggetti individuati in
apposite convenzioni con enti che operano nel settore dell’alpinismo o
dell’escursionismo.
3. Presso la struttura deve essere esposta, all’esterno, in modo ben visibile,
l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.
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Art. 39
Affittacamere.
1. I locali destinati all’esercizio di affittacamere devono possedere i
requisiti strutturali e igienico-edilizi previsti per le case di civile
abitazione anche per quanto attiene alle superfici delle camere e degli altri
locali.
2. Per le camere a più di due letti la cubatura e la superficie minima sono
quelle risultanti dalle misure stabilite per le camere a due letti aumentate,
per ogni letto in più, di un numero rispettivamente di metri cubi o quadrati
pari alla differenza di cubatura e superficie tra le camere ad uno e quelle a
due letti.
3. Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere
comodamente e senza dover attraversare le camere da letto o i servizi destinati
alla famiglia o ad altro ospite. Nelle stanze di soggiorno adibite all’uso
comune non è consentito installare letti aggiunti.
4. Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico
sanitario (completo di wc con cacciata d’acqua, lavabo, vasca da bagno o doccia,
bidet o soluzione equivalente, specchio) ogni dieci persone o frazione di dieci
superiore a due, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare o
conviventi.
5. Per le camere da letto, l’arredamento minimo deve essere costituito da letto,
sedia o sgabello per persona, armadio, cestino rifiuti ed un tavolo.
6. Gli affittacamere devono assicurare i seguenti servizi minimi compresi nel
prezzo della camera:
a) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla
settimana;
b) cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla
settimana;
c) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento.
7. Presso la struttura ricettiva deve essere esposta in modo ben visibile
all’esterno l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.

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Art. 40
Case e appartamenti per vacanze.
1. Le case e appartamenti per vacanze devono possedere i requisiti strutturali e
igienico-edilizi previsti per le case di civile abitazione anche per quanto
attiene alle superfici delle camere e degli altri locali.
2. Nelle case e appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti
servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti:
a) pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente e almeno una volta
alla settimana;
b) fornitura di biancheria pulita ad ogni cambio cliente, cambio di biancheria a
richiesta, di stoviglie e corredi della cucina;
c) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, gas, riscaldamento;
d) manutenzione delle unità abitative, riparazione e sostituzione di arredi,
corredi e dotazioni deteriorate;
e) recapito e ricevimento ospiti.
3. Presso la struttura ricettiva deve essere esposta in modo ben visibile
all’esterno l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.

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Art. 41
Residenze d’epoca.
1. Nella gestione delle residenze d’epoca di cui all’articolo 58 del testo unico
devono essere assicurati i servizi essenziali ed i requisiti tecnici e
igienico-sanitari:
a) previsti per gli esercizi di affittacamere, qualora l’offerta riguardi
camere;
b) previsti per le case e appartamenti per vacanze, qualora l’offerta riguardi
unità abitative.
2. Alla residenza d’epoca si applicano tutte le disposizioni relative agli
esercizi di affittacamere e case appartamenti vacanza ad eccezione
rispettivamente del numero massimo dei posti letto e minimo delle unità
abitative.
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Art. 42
Residence.
1. I residence di cui all’articolo 62 del testo unico devono possedere, oltre ai
requisiti igienico-edilizi previsti per le case di civile abitazione, i seguenti
requisiti minimi:
a) un numero di unità abitative per l’alloggio della clientela non inferiore a
sette, ciascuna delle quali è costituita dall’insieme di uno o più locali
preordinato come autonomo appartamento, dotata di servizio autonomo di cucina e
stanza da bagno;
b) i requisiti indicati nell’allegato H come obbligatori per la classificazione
nella terza categoria, salvo siano posseduti requisiti di livello superiore. Le
attrezzature, gli arredi e i locali in cui si svolge l’attività devono essere
mantenuti in buono stato di conservazione, tale da assicurarne la funzionalità.
2. I residence esistenti, già autorizzati alla data di entrata in vigore del
presente regolamento, che non possiedono i requisiti minimi devono adeguarsi
entro due anni dall’entrata in vigore del presente regolamento, nel frattempo
conservano il livello minimo di classificazione già attribuito.
3. Il servizio di ricevimento (segreteria, informazioni, portierato), situato in
uno degli stabili in cui sono collocate le unità abitative o eventuali servizi
centralizzati, deve essere assicurato almeno quattro ore al giorno, esclusi
festivi.
4. Ai fini dell’attribuzione della classificazione, il Comune, entro tre giorni
dal ricevimento, trasmette alla Provincia copia della domanda di autorizzazione
con il livello di classificazione dichiarato dal richiedente, allegando
relazioni e planimetrie della struttura ricettiva. La Provincia entro trenta
giorni comunica al Comune le proprie determinazioni.
5. Eventuali variazioni degli elementi dell’autorizzazione devono essere
tempestivamente comunicate al Comune, che provvede alla modifica
dell’autorizzazione; in caso di attività non continuativa, il titolare della
struttura comunica al Comune, prima della riapertura, eventuali variazioni,
compreso i nuovi periodi di apertura.
6. Oltre a quanto previsto dalla legislazione vigente in materia di pubblicità
dei prezzi, presso le strutture ricettive di cui al presente articolo deve
essere esposta in modo ben visibile all’esterno l’insegna con la denominazione
nonché l’indicazione della tipologia e del livello di classificazione.
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Capo III – Stabilimenti balneari
Art. 43
Disposizioni generali.
1. Gli stabilimenti balneari di cui al presente capo sono strutture delimitate,
attrezzate prevalentemente per la balneazione, a gestione unitaria.
2. Gli stabilimenti balneari devono possedere i requisiti specificati negli
articoli seguenti, nonché gli altri requisiti tecnico edilizi, igienico sanitari
e di sicurezza previsti dalla norme vigenti in materia.
3. Qualora lo stabilimento balneare anticipi l’apertura rispetto al 1° giugno, i
prezzi relativi saranno comunicati con gli stessi termini indicati nell’articolo
76 comma 2 del testo unico.
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Art. 44
Requisiti minimi.
1. Gli stabilimenti balneari devono possedere i seguenti requisiti minimi:
a) un numero di cabine pari al dieci per cento del numero dei punti ombra
(ombrelloni, tende e simili). La cabina, locale chiuso preordinato come
spogliatoio avente superficie minima di mq. 0,80, deve essere fornita di
attaccapanni, specchio, sgabello e porta chiudibile dall’interno;
b) un locale spogliatoio ad uso comune con le stesse caratteristiche previste
per la cabina;
c) servizi igienici costituiti da locali bagno dotati di vaso e lavabo, con
superficie minima di metri quadrati 0,80 e porta chiudibile dall’interno. Il
lavabo può essere collocato anche in zona antibagno;
d) le attrezzature di servizi previste dalla concessione demaniale e da
specifiche disposizioni, compreso recipienti idonei alla raccolta di rifiuti la
cui pulizia deve essere assicurata almeno una volta al giorno. Tutta l’area
dello stabilimento a disposizione degli ospiti, arenile compreso, dev’essere
mantenuta in buono stato di pulizia;
e) tutti i requisiti indicati nell’allegato I come obbligatori per la
classificazione ad una stella marina, tranne i casi in cui siano posseduti
requisiti di livello superiore. Le attrezzature, gli arredi e i locali in cui si
svolge l’attività devono essere mantenuti in buono stato di conservazione, tale
da assicurarne la funzionalità.
2. Si intende per punto ombra la superficie dell’arenile riparata dal sole,
dotata almeno di una sedia a sdraio. Eventuali tende e simili, fornite della
corrispondente dotazione, equivalgono a più punti ombra in rapporto alla loro
superficie.
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Art. 45
Informazioni relative alla struttura.
1. Presso lo stabilimento balneare deve essere esposta in modo ben visibile
all’esterno l’insegna con la denominazione, l’indicazione del livello di
classificazione. Con atto del dirigente del competente ufficio regionale, da
emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento,
sono individuate le caratteristiche (forma, colore ed altri elementi distintivi)
della simbologia delle stelle marine di cui all’articolo 69 comma 3 del testo
unico.
2. All’interno della struttura deve essere esposta in modo ben visibile
l’autorizzazione all’esercizio ovvero, in caso di esercizi già in attività
all’entrata in vigore del presente regolamento, copia della comunicazione,
nonché la tabella dei prezzi.
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Art. 46
Autorizzazione all’esercizio.
1. L’esercizio dello stabilimento balneare è subordinato all’autorizzazione del
Comune secondo le disposizioni contenute del Titolo II, capo I, sezione III del
testo unico.
2. Ai fini dell’attribuzione della classificazione il Comune, entro tre giorni
dal ricevimento, trasmette alla Provincia competente copia della domanda di
autorizzazione con il livello di classificazione dichiarato dal richiedente. La
Provincia entro trenta giorni trasmette al Comune le proprie determinazioni.
3. L’atto di autorizzazione deve indicare:
a) gli elementi identificativi del titolare e del gestore;
b) la denominazione e la classificazione della struttura;
c) i periodi di apertura del complesso;
d) il numero delle cabine;
e) le attività di somministrazione presenti nell’esercizio.
4. Eventuali variazioni degli elementi dell’autorizzazione devono essere
tempestivamente comunicate al Comune, che provvede alla modifica
dell’autorizzazione.
5. Il subentrante, in possesso dei requisiti di cui al presente capo può
esercitare l’attività del dante causa fin dalla richiesta di reintestazione.
6. All’inizio della stagione balneare il titolare della struttura comunica al
Comune, prima della riapertura, eventuali variazioni degli elementi contenuti
nell’autorizzazione, compresi i nuovi periodi di apertura.
7. L’autorizzazione conserva validità fino a che non ricorrano le fattispecie di
sospensione o di revoca.
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Art. 47
Classificazione.
1. Gli stabilimenti balneari, ai sensi dell’articolo 69 del testo unico, in base
all’allegato I sono classificati con:
a) 1 stella marina;
b) 2 stelle marine;
c) 3 stelle marine.
2. Qualora si verifichino variazioni dei requisiti tali da comportare un
aggiornamento del livello di classificazione, il titolare o il gestore lo
dichiara in occasione della comunicazione dei prezzi e delle attrezzature alla
Provincia. La Provincia entro sessanta giorni verifica il possesso dei nuovi
requisiti. Qualora non venga comunicata entro tale termine richiesta di
ulteriori elementi conoscitivi o notificato un provvedimento di diniego, si
intende attribuito il nuovo livello di classificazione richiesto. La Provincia
trasmette al Comune l’atto di attribuzione dell’eventuale nuovo livello di
classificazione.
3. La Provincia può procedere in ogni momento, anche d’ufficio, alla rettifica
della classificazione qualora accerti che uno stabilimento balneare possieda
requisiti di classificazione inferiore. Il provvedimento della Provincia è
notificato all’interessato e trasmesso al Comune.
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Art. 48
Disposizioni transitorie per gli stabilimenti in attività.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento il
titolare dello stabilimento balneare già in attività comunica al Comune i
requisiti posseduti, fra quelli elencati nell’allegato I, e il livello di
classificazione conseguentemente attribuibile alla struttura.
2. Il Comune trasmette la comunicazione alla Provincia che provvede nei modi
previsti dall’articolo 47 comma 2.
3. Fino all’attribuzione della classificazione da parte della Provincia, lo
stabilimento è classificato secondo quanto dichiarato dal titolare nella
comunicazione di cui al comma 1.
4. Gli stabilimenti esistenti alla data del 18 maggio 2001, non in possesso dei
requisiti minimi di cui all’articolo 44, comma 1, lettere a), b), c), d), devono
adeguarsi entro il 31 maggio 2004. Nel frattempo mantengono il livello minimo di
classificazione (4).
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(4) Comma così sostituito dall’art. 1 del D.P.G.R. 9 aprile 2003, n. 20/R. Il
testo originario era così formulato: «4. Gli stabilimenti esistenti che non
possiedono i requisiti minimi di cui all’articolo 44 comma 1 lettere a), b), c),
d) devono adeguarsi entro due anni dall’entrata in vigore del presente
regolamento. Nel frattempo acquisiscono il livello minimo di classificazione.».

TITOLO IV
Disposizioni finali
Art. 49
Norma di salvaguardia.
1. Sono fatti salvi i titoli abilitativi già conseguiti dalle imprese turistiche
all’entrata in vigore del testo unico, previo adeguamento alle disposizioni in
materia di classificazione.
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Art. 50
Abrogazioni.
1. Sono abrogati i seguenti regolamenti:
a) Regolamento regionale 31 agosto 1998, n. 3 "Regolamento di attuazione della
L.R. 12 novembre 1997, n. 83 – Nuove norme in materia di disciplina e
classificazione delle strutture ricettive relativo a campeggi e parchi di
vacanza, villaggi turistici, aree di sosta";
b) Regolamento regionale 26 novembre 1998, n. 5 "Regolamento di attuazione della
L.R. 12 novembre 1997, n. 83 – Nuove norme in materia di disciplina e
classificazione delle strutture ricettive relativo ad alberghi e residenze
turistico-alberghiere".
c) Regolamento regionale 22 marzo 2000, n. 1 "Regolamento di esecuzione della
L.R. 14 ottobre 1999, n. 54 – Norme di riordino delle funzioni amministrative in
materia di informazione, accoglienza e promozione turistica locale della Regione
Toscana. Istituzione delle Agenzie per il turismo".
Il presente Regolamento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed
entra in vigore il 15 giorno successivo alla sua pubblicazione.
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