D.M. 12 luglio 2007 “Applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 17 22 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, a tutela e sostegno della maternità e paternità nei confronti delle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’ articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335″

Decreto ministeriale 12-07-2007

Applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 17 22 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, a tutela e sostegno della maternità e paternità nei confronti delle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’ articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
(G.U. 23-10-2007, n. 247 )



IL MINISTRO DEL LAVORO

E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA

E DELLE FINANZE

Visto l’ art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che ha previsto l’istituzione di un’apposita gestione separata presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), in favore di lavoratori privi di altre forme di tutela previdenziale;

Visto l’ art. 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che ha previsto, tra l’altro, l’estensione, agli iscritti alla predetta gestione separata, della tutela relativa alla maternità e agli assegni al nucleo familiare nei limiti delle risorse rivenienti dallo specifico contributo fissato nella misura dello 0,5 per cento;

Visto l’art. 51, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, che, nell’estendere agli iscritti alla predetta gestione separata la tutela contro il rischio di malattia in caso di degenza ospedaliera, ha imputato anche tale onere alle risorse derivanti dal gettito del citato contributo dello 0,5 per cento;

Visto l’ art. 80, comma 12, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che ha interpretato il citato art. 59, comma 16, della legge n. 449 del 1997, nel senso che la tutela ivi prevista relativa alla maternità ed agli assegni al nucleo familiare avviene nelle forme e con le modalità previste per il lavoro dipendente;

Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno alla maternità ed alla paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151;

Visto il decreto interministeriale 4 aprile 2002, con il quale, a decorrere dal 1° gennaio 1998, è stata stabilita la corresponsione di un’indennità di maternità per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi alla data stessa in favore delle madri lavoratrici iscritte alla predetta gestione separata e tenute al versamento della contribuzione dello 0,5 per cento ai sensi del suddetto art. 59, comma 16, della legge n. 449 del 1997;

Visto l’ art. 1, comma 791, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che prevede l’emanazione di un decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per disciplinare l’applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 17 22 del citato decreto legislativo n. 151 del 2001, a tutela e sostegno della maternità delle lavoratrici iscritte alla gestione separata sopra indicata, nei limiti delle risorse rivenienti dallo specifico gettito contributivo da determinare con il medesimo decreto;

Vista la valutazione espressa dall’Istituto nazionale della previdenza sociale finalizzata alla quantificazione degli oneri derivanti dall’estensione alle lavoratrici iscritte alla suddetta gestione separata degli articoli 17 22 del decreto legislativo n. 151 del 2001, nonché alla conseguente individuazione dell’aliquota contributiva aggiuntiva necessaria alla loro copertura;

Ritenuto di dover procedere all’emanazione del predetto decreto previsto dall’ art. 1, comma 791, della citata legge n. 296 del 2006;

Decreta:


Art. 1


1. Il divieto di adibire le donne al lavoro per i periodi di cui all’ art. 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, è esteso ai committenti di lavoratrici a progetto e categorie assimilate iscritte alla gestione separata di cui all’ art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, di seguito definita "gestione separata", nonché agli associanti in partecipazione, a tutela delle associate in partecipazione iscritte alla gestione medesima.


Art. 2


1. Le esercenti attività libero professionale iscritte alla gestione separata possono accedere all’indennità di maternità a condizione che l’astensione effettiva dall’attività lavorativa nei periodi di cui all’ art. 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sia attestata da apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.


Art. 3


1. L’estensione del divieto di adibire al lavoro le donne, di cui all’ art. 17 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, si applica:

a) integralmente nei confronti delle lavoratrici di cui all’ art. 1;

b) limitatamente al comma 2, lettera a), del predetto art. 17, nei confronti delle lavoratrici esercenti attività libero professionale di cui all’ art. 2.


Art. 4


1. Le lavoratrici a progetto e categorie assimilate, tenute ad astenersi dall’attività lavorativa nei periodi di cui agli articoli 1 3, hanno diritto, ai sensi dell’ art. 66 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, alla proroga della durata del rapporto di lavoro per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.


Art. 5


1. Alle madri lavoratrici iscritte alla gestione separata, tenute al versamento della contribuzione dello 0,5 per cento di cui all’ art. 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è corrisposta un’indennità di maternità per i periodi di astensione obbligatoria previsti dall’ art. 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. L’indennità è corrisposta anche per i periodi di divieto anticipato di adibizione al lavoro e per i periodi di interdizione dal lavoro autorizzati ai sensi dell’ art. 17 del predetto decreto legislativo n. 151 del 2001.

2. L’indennità di cui al comma 1 spetta alle lavoratrici in favore delle quali, nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile, risultino attribuite almeno tre mensilità della contribuzione dovuta alla gestione separata, maggiorata delle aliquote di cui all’ art. 7.

3. L’indennità è corrisposta nella misura prevista dall’ art. 4 del decreto 4 aprile 2002 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 giugno 2002, n. 136, e secondo le modalità ivi previste, previa attestazione di effettiva astensione dal lavoro da parte del lavoratore e del committente e resa nelle forme della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.


Art. 6


1. Per i periodi di astensione dal lavoro per i quali è corrisposta l’indennità di maternità, sono accreditati i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione e della determinazione della misura stessa.


Art. 7


1. Le prestazioni economiche previste dal presente decreto in favore delle lavoratrici tenute ad astenersi dall’attività lavorativa nei periodi di cui agli articoli 1, 2 3, sono finanziate attraverso un’aliquota aggiuntiva, nella misura di 0,22 punti percentuali, della vigente aliquota dello 0,5 per cento prevista dall’ art. 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Tale aliquota aggiuntiva è dovuta da tutti gli iscritti alla gestione separata già destinatari della predetta aliquota dello 0,5 per cento.


Art. 8


1. Qualora, a seguito del monitoraggio effettuato dall’I.N.P.S. a decorrere dal secondo anno di applicazione del presente decreto, si verificassero scostamenti rilevanti tra gettito contributivo e prestazioni erogate, l’aliquota dello 0,22 per cento di cui all’ art. 7 sarà modificata con ulteriore provvedimento, al fine di consentire la copertura degli oneri sostenuti per le finalità di cui al presente decreto.

Il presente decreto sarà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.