D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 “Criteri di assegnazione degli appalti”

D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 (1).

ART. 23. Criteri di aggiudicazione.

1.Fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative riguardanti la remunerazione di particolari servizi, gli appalti pubblici di servizi di cui al presente decreto sono aggiudicati in base a uno dei seguenti criteri:

a)unicamente al prezzo più basso;

        b)a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutabile in base ad elementi diversi, variabili secondo il contratto in questione, quali, ad esempio, il merito tecnico, la qualità, le caratteristiche estetiche e funzionali, il servizio successivo alla vendita, l’assistenza tecnica, il termine di consegna o esecuzione, il prezzo (9/a).

        2.Nel caso di aggiudicazione ai sensi del comma 1, lettera b), le amministrazioni aggiudicatrici devono menzionare, nel capitolato d’oneri o nel bando di gara, i criteri di aggiudicazione di cui si prevede l’applicazione, possibilmente nell’ordine decrescente d’importanza.

        3.L’amministrazione aggiudicatrice può richiedere, nel bando di gara, che i concorrenti formulino l’offerta precisando modalità atte ad assicurare, in caso di aggiudicazione in loro favore, l’efficace e continuativo collegamento con la stessa amministrazione aggiudicatrice per tutta la durata della prestazione del servizio.

        4.L’affidamento della progettazione non è compatibile con l’aggiudicazione, a favore dello stesso affidatario, degli appalti pubblici relativi ai lavori e ai servizi progettati; della suddetta incompatibilità deve essere data notizia nel bando di gara.

        5.L’amministrazione aggiudicatrice comunica, entro dieci giorni dall’espletamento della gara, l’esito di essa all’aggiudicatario e al concorrente che segue nella graduatoria.

        6.Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro competente per il settore interessato sono stabiliti parametri di valutazione e di ponderazione degli elementi di cui al comma 1, lettera b), volti a garantire, in relazione alla natura del servizio, un corretto rapporto prezzo-qualità.

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        (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 maggio 1995, n. 104, S.O.
        (9/a) Vedi il D.P.C.M. 27 febbraio 1997, n. 116, riportato al n. A/XLII.

        D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 (1).

        Art. 24. Varianti.

        1.Quando l’aggiudicazione avviene in base all’art. 23, comma 1, lettera b), l’amministrazione aggiudicatrice può prendere in considerazione le varianti presentate dagli offerenti qualora esse siano conformi ai requisiti minimi prescritti dalla stessa amministrazione.

        2.L’amministrazione aggiudicatrice indica, nel bando di gara, se le varianti sono ammesse e, in tal caso, precisa, nel capitolato d’oneri, i requisiti minimi che esse devono rispettare e le modalità per la loro presentazione.

        3.L’amministrazione aggiudicatrice non può respingere la presentazione di una variante soltanto perché essa sia stata stabilita con specifiche tecniche definite con riferimento a norme nazionali che attuano norme europee o a omologazioni tecniche europee oppure a specifiche tecniche comuni di cui all’art. 20, comma 2, o con riferimento a specifiche tecniche nazionali di cui all’art. 21, comma 3, lettere a) e b).

        4.Le amministrazioni aggiudicatrici che abbiano ammesso varianti a norma dei commi 1, 2 e 3, non possono respingere una variante soltanto perché configurerebbe, se accolta, un contratto di forniture anziché un appalto pubblico di servizi.

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        (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 maggio 1995, n. 104, S.O.

        D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 (1).

        Art. 25. Offerte anormalmente basse.

        1.Qualora talune offerte presentino carattere anormalmente basso rispetto alla prestazione, l’amministrazione aggiudicatrice, prima di escluderle, chiede per iscritto le precisazioni in merito agli elementi costitutivi dell’offerta ritenuti pertinenti e li verifica tenendo conto di tutte le spiegazioni ricevute.

        2.L’amministrazione aggiudicatrice tiene conto, in particolare, delle giustificazioni riguardanti l’economia del metodo di prestazione del servizio o le soluzioni tecniche adottate o le condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone il concorrente per prestare il servizio, oppure l’originalità del servizio stesso, con l’esclusione, peraltro, di giustificazioni concernenti elementi i cui valori minimi sono stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, ovvero i cui valori risultano da atti ufficiali.

        3.Sono assoggettate alla verifica di cui ai commi 1 e 2 tutte le offerte che presentano una percentuale di ribasso che superi di un quinto la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse, calcolata senza tener conto delle offerte in aumento.

        4.Nella verifica delle offerte l’amministrazione aggiudicatrice tiene conto anche degli oneri eventualmente connessi, per l’aggiudicatario, all’applicazione dell’art. 23, comma 3 (9/cost).

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        (1)Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 maggio 1995, n. 104, S.O.

        (9/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 18-29 aprile 1996, n. 132 (Gazz. Uff. 8 maggio 1996, n. 19, Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 25, promossa in riferimento agli artt. 117, 118, 119, 11 e 77 della Costituzione.