Cvc in attesa nell’asta su Coin

10/11/2004


    mercoledì 10 novembre 2004

    sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 33
    Cvc in attesa nell’asta su Coin
    Entro il 15 le offerte dei fondi
    CARLO FESTA
    MILANO • Entra nel vivo l’asta su Coin. Nella gara sono coinvolti quattro fondi di private equity: Bs, Apax, Pai e Cvc. Tuttavia, secondo indiscrezioni di mercato, proprio il fondo Cvc potrebbe ritirarsi dalla gara visto che avrebbe chiesto alla famiglia veneta di prendere in considerazione una struttura di offerta alternativa: i Coin, che nella trattativa vengono rappresentati dai cugini Marta e Piero, si sarebbero presi qualche giorno di tempo per valutare la proposta e una risposta dovrebbe essere data entro il 15 novembre. Le modalità della gara prevedono infatti che, proprio entro questa data, debbano essere presentate le offerte vincolanti all’advisor JP Morgan. Se gli attuali azionisti non dovessero dunque ritenere interessanti le condizioni poste da Cvc, l’asta potrebbe proseguire soltanto con gli altri tre operatori coinvolti: cioè Bs, Apax e Pai.

    In generale, le trattative convergono soprattutto sul prezzo di acquisto e sulla governance della società. È proprio sul fronte del prezzo offerto dai fondi che il mercato si pone delle domande. Nella fase iniziale della gara, erano state raccolte diverse manifestazioni a 3,5-3,8 euro. Il fondo ad offrire di più sarebbe stato Bain Capital con un’offerta vicina ai 4 euro.

    Tuttavia Bain, assieme ad altri fondi come Investitori Associati, è poi uscito di scena lasciando il campo agli attuali quattro player. Oggi sulla presenza di Cvc restano degli interrogativi. Del resto, negli ultimi due mesi le prospettive sembrano in parte cambiate, anche a causa dei risultati di bilancio del gruppo inferiori alle aspettative iniziali: i fondi sarebbero infatti disposti a pagare ora un premio di circa il 15-20% sulle attuali quotazioni di Borsa.
    Secondo indiscrezioni il prezzo di offerta di alcuni fondi potrebbe essere intorno ai 3,1 euro rispetto alle attuali quotazioni borsistiche di 2,75 euro.

    Ovviamente ci sono altri paletti da superare: uno resta quello della governance, che potrebbe essere preludio a un lungo lavoro nella stesura degli accordi tra gli acquirenti e gli attuali azionisti.
    La famiglia Coin dovrebbe infatti rimanere nella società con una minoranza consistente. I fondi, dal canto loro, richiederebbero la garanzia di una buona autonomia nella gestione dell’azienda.