Cura Italia, più tutele per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

03/04/2020
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Piccoli passi avanti, ancora non del tutto soddisfacenti per le lavoratrici e i lavoratori stagionali del turismo.
L’Inps ha confermato positivamente che possono accedere all’indennità una tantum di 600 euro tutti i lavoratori che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1 gennaio 2019 fino al 17 marzo 2020. Una prima risposta, anche se ancora non sufficiente a garantire un reddito agli stagionali perché l’indennità è prevista per il solo mese di Marzo e gli stanziamenti economici previsti dal Decretto Legge 18/2020 rischiano di non coprire tutte le richieste.
Restano tra l’altro esclusi dal trattamento, secondo la individuazione delle attività stagionali come fornita dall’INPS, molti lavoratori che devono essere assolutamente e tempestivamente recuperati: le cooperative di marinai di salvataggio; gli stagionali dei parchi di divertimento e parchi tematici; i lavoratori con contratto a termine stagionale così come individuati dai Contratti Nazionali di Lavoro e dalla contrattazione di secondo livello; i lavoratori somministrati e i lavoratori nei servizi esternalizzati che operano, durante la stagione, nelle attività afferenti al settore turistico.
“Ancora più evidente e urgente è ricercare le misure per dare continuità di reddito dal mese di Aprile” afferma la Filcams Cgil, “sono oltre 400mila i lavoratori stagionali del turismo e delle imprese termali che rischiano di non avere un’opportunità di lavoro nella stagione, fortemente compromessa per gli effetti dell’emergenza COVID-19 che, in condizioni normali, avrebbe visto l’avvio delle assunzioni tra il mese di marzo e luglio 2020.”
La posizione della Filcams è sostenuta anche dalla confederazione: “I lavoratori che sono stati impegnati presso le aziende del turismo e degli stabilimenti termali tramite contratto di somministrazione, hanno diritto all’indennità, in quanto hanno svolto le medesime mansioni dei lavoratori assunti direttamente dalle aziende dei settori interessati e oggi vivono la stessa identica condizione di bisogno.” È parte della nota inviata a ministero del lavoro e all’Inps da Cgil, Cisl e Uil.

“Il settore del turismo – affermano – è un volano importante per l’economia di molte imprese e la sua crisi si ripercuote su molte lavoratrici e lavoratori che oggi si trovano a non essere ricompresi in alcun provvedimento”. “Chiediamo con forza che, nei prossimi provvedimenti, vengano ricompresi nella categoria degli stagionali anche questi lavoratori per avere quel minimo sostegno oggi fondamentale”.