“CuneoFiscale” Governo in trincea

02/03/2007
    venerdì 2 marzo 2007

    Pagina 4 – Economia

    Le reazioni dopo i dubbi della Commissione europea sul taglio dell´Irap. Bersani: problemi risolvibili. Polemici i sindacati

      Cuneo fiscale, governo in trincea

        Misura razionale". Martedì vertice con la Ue: modifiche allo studio

          Bruxelles:
          "Ancora presto
          per una nostra
          posizione ufficiale"

            ALBERTO D´ARGENIO

            BRUXELLES – Il taglio del cuneo fiscale così come varato dal governo Prodi è «una misura razionale». Il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, difende uno dei provvedimenti cardine dell´esecutivo senza però ricorrere al muro contro muro con l´Unione europea: «Stiamo discutendo con Bruxelles, c´è questo aspetto della selettività dell´intervento che a noi sembra razionale anche se si presta a obiezioni di tipo tecnico». Insomma, dialogo aperto con l´Ue per risolvere qualsiasi intoppo e arrivare all´entrata in vigore degli sgravi Irap, anche perché, ha aggiunto Bersani, «in ogni caso si tratterà di problemi risolvibili».

            Intanto la Commissione europea ha confermato che martedì prossimo è in calendario un incontro con i rappresentanti del governo per risolvere gli eventuali problemi relativi al provvedimento prima che questo venga formalmente notificato all´Ue. Il portavoce del commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes, ha anche sottolineato come sia normale che «un Paese membro abbia dei contatti informali con la Commissione prima di notificare una misura, in modo che gli eventuali problemi possano essere modificati prima della notifica stessa». Più in la non è andato, come pretende il galateo diplomatico, frenando su qualsiasi conclusione del confronto Bruxelles-Roma: «Al momento non abbiamo una posizione ufficiale, è troppo presto». Ma anche ieri diverse fonti, che hanno chiesto di rimanere anonime, hanno ribadito che i dubbi della Commissione si concentrano sulla selettività dell´intervento italiano, che escluderebbe dal suo campo d´applicazione alcuni settori come banche, assicurazioni, energia e telecomunicazioni. E per risolvere i problemi l´ipotesi privilegiata dalla Commissione è quella di estendere l´intervento anche alle aziende di pubblica utilità, mentre il governo preferirebbe limitarne l´allargamento escludendo gli sgravi ai settori in cui le aziende operano sotto concessione.

            Ieri intanto l´Ania ha reso noto di avere presentato un ricorso alla stessa commissaria Kroes contro l´esclusione delle assicurazioni dal cuneo: «L´esclusione di alcuni settori – sottolinea l´associazione – confluisce nella disciplina il carattere di aiuti di Stato». Esattamente il dubbio che Bruxelles avrebbe espresso al governo per quanto riguarda gas, elettricità, autostrade e telefoni. Convinta che l´esclusione delle banche «costituisca una discriminazione nei confronti del settore» è anche l´Abi, l´associazione bancaria italiana, anche se sull´ipotesi di un eventuale ricorso l´Abi non ha ancora preso una posizione, «pur seguendo con interesse e attenzione l´iniziativa dell´Ania».

            Duro, invece, il commento dei sindacati alle indiscrezioni sul dialogo Ue-governo che potrebbe portare all´estensione del cuneo in favore di Autostrade, Enel, Eni e Telecom: «Mi pare veramente risibile che in nome della concorrenza si diano soldi a chi di concorrenza non ne ha», ha affermato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Per Guglielmo Epifani, segretario Cgil, bisogna invece aspettare quello che dice l´Unione europea: nonostante «il principio di selettività lo avevamo chiesto anche noi, se dovesse venire modificato potrebbe essere l´occasione per rivedere più in generale l´istituto e la sua applicazione».

            Occasione che per il sottosegretario all´Economia Mario Lettieri non ci sarà: «Ritengo che la scelta del governo e del Parlamento italiano sia giusta e certamente in sede Ue saranno forniti i necessari chiarimenti e le opportune motivazioni» per evitare ogni modifica. Dal canto suo il segretario generale Ugl, Renata Polverini, ha sostenuto che «la Ue continua a bacchettare l´Italia assurgendo ad avvocato d´ufficio di interessi che non ne hanno bisogno e il timore è che il governo ancora una volta sia tentato ad obbedire».