Cuneo fiscale nel mirino di Bruxelles

01/03/2007
    giovedì 1 marzo 2007

    Pagina 13 – Economia

    Cuneo fiscale nel mirino di Bruxelles

      Dubbi Ue sul taglio selettivo dell´Irap, il governo studia le modifiche

        ALBERTO D´ARGENIO

        BRUXELLES – Il cuneo fiscale potrebbe cambiare volto. Dopo un primo round di contatti informali con il governo, la Commissione europea non è del tutto convinta dalla misura contenuta in Finanziaria: al centro dei dubbi di Bruxelles la selettività degli sgravi fiscali che, escludendo alcune aziende, potrebbe costituire un aiuto di stato illegittimo. E se il provvedimento non è certo a rischio cancellazione, nella sua versione definitiva potrebbe essere modificato premiando parte delle imprese ad oggi escluse, come i giganti dell´energia e delle telecomunicazioni.

        Il confronto sull´asse Roma-Bruxelles ha avuto inizio con la cosidetta pre-notifica da parte del governo alla commissaria Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes. Dopo un primo studio informale delle carte, i tecnici europei hanno chiesto una serie di chiarimenti all´Italia, non convinti dalla selettività dell´intervento che esclude banche, assicurazioni, imprese che operano su concessione o su tariffa nei settori dell´energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste, telecomunicazioni, raccolta e depurazione acque e rifiuti. Se per motivi di coerenza con la fiscalità generale l´esclusione di banche ed assicurazioni non ha suscitato perplessità, a non convincere l´Ue è invece l´aver lasciato fuori dal perimetro degli sgravi Irap grandi aziende come Autostrade, Eni, Enel e Telecom.

        Una serie di dubbi che i tecnici della Commissione europea hanno sollevato ai colleghi italiani in due incontri informali e che la stessa Kroes, sebbene in modo sfumato, ha comunicato al premier Romano Prodi nel loro incontro di otto giorni fa a Roma («stiamo studiando le carte, aspettiamo dei chiarimenti», è la sintesi di quanto detto dalla commissaria olandese a Palazzo Chigi). E proprio i chiarimenti – termine soft usato finora per esprimere i dubbi – dovrebbero arrivare martedì prossimo a Bruxelles in occasione di un nuovo incontro tecnico ad alto livello tra i rappresentanti della Commissione e un team formato dagli uomini della presidenza del Consiglio, del ministero dell´Economia, del Lavoro e delle Politiche comunitarie. Occasione in cui il governo potrebbe presentare anche una soluzione per cancellare la selettività dal provvedimento.

        Estendere il cuneo fiscale alle aziende di pubblica utilità escluse, solo nel 2008 potrebbe costare quasi un miliardo di euro (20% rispetto ai soldi originariamente stanziati). Un costo non proibitivo, ma che i ministeri interessati vorrebbero evitare, o per lo meno ridurre. E una delle ipotesi al momento più quotate per venire incontro alle richieste di Bruxelles e risparmiare qualche centinaio di milioni, prevede di estendere il cuneo alle imprese in questione, ma escludendone la parte del fatturato che deriva dal business condotto in regime tariffario. Una sorta di compromesso che potrebbe venire messo sul tavolo martedì dai tecnici italiani, al momento al lavoro per definire i criteri in base ai quali calcolare le parti di fatturato a cui non concedere gli sgravi.

        Fonti del ministero dell´Economia hanno confermato che il dossier è molto complicato e che è necessario svolgere un confronto con l´Ue a 360 gradi, in particolare sul punto della selettività su cui a Bruxelles «hanno chiesto informazioni». Una parziale ammissione delle difficoltà incontrate in sede europea che però non scalfisce la convinzione di riuscire ad ottenere l´autorizzazione «in tempi brevi» e senza modificare il provvedimento: se poi ci saranno problemi, aggiungono le stesse fonti, «dovremmo essere in grado di risolverli con qualche intervento» marginale. Parole rassicuranti che però non nascondono il fatto che il cuneo non entrerà in vigore a marzo, come originariamente previsto, e in attesa di un accordo con l´Ue potrebbe slittare ulteriormente.