Cuneo. Dipendenti Alpitour: «No al trasferimento a Torino»

03/11/2005
    giovedì 3 novembre 2005

    CORTEO IN VIA ROMA E INCONTRO NEL MUNICIPIO. I SINDACALISTI: «L’AZIENDA RITIRI IL PROVVEDIMENTO»

      «No al trasferimento a Torino»

        Dipendenti Alpitour in sciopero dal sindaco

          Carlo Giordano

            CUNEO
            «Martedì 8 incontrerò i nuovi vertici Alpitour (Gruppo Ifil) per farmi chiarire le prospettive della sede di Cuneo»: l’ha detto il sindaco, Alberto Valmaggia, che ieri in Municipio ha ricevuto 200 dei circa 450 dipendenti dell’azienda leader delle vacanze, che hanno scioperato contro il piano di riorganizzazione che prevede, fra l’altro, il trasferimento a Torino di 65 addetti. Pronta anche la proposta dei sindacati. «L’azienda ritiri questo provvedimento, che mette in seria difficoltà molte famiglie, e soprattutto numerose donne lavoratrici – ha spiegato Mario Borgna, segretario provinciale Cgil -: e noi apriremo una trattativa».

              Queste le due novità della mobilitazione scattata ieri alle 16,30 con uno sciopero fino a fine turno. Dipendenti, con un corteo in via Roma, hanno raggiunto il Comune. L’assemblea nel salone d’onore è iniziata alle 18, fra cori, striscioni e cartelli con scritte tipo «…Ahi..Ahi…Ahi…Alpitour dove vai?» e «Alpitour è rock, noi siamo hard rock, Ifil è lenta, andar a Torino è lentissimo» e un inequivocabile «No al trasferimento a Torino».

                «L’alto numero di partecipanti – ha aggiunto Borgna – secondo noi dimostra il disagio delle maestranze. Chiediamo al Comune di bloccare eventuali speculazioni edilizie sulla sede di San Rocco Castagnaretta e di valutare la possibilità di stipulare con l’azienda un accordo di programma per il mantenimento a Cuneo dell’unità produttiva». «Il trasferimento a Torino del personale – ha detto Adriano Degioanni, segretario provinciale Fisascat-Cisl – colpisce in modo particolare le donne. L’utilizzo di nuove tecnologie potrebbe evitare lo spostamento dei reparti».

                  Il sindaco ha ribadito che «il cambio di destinazione, da servizi a residenziale, dell’area di San Rocco Castagnaretta resta vincolato alla realizzazione di una nuova sede sempre a Cuneo. Da voci raccolte – ha aggiunto Alberto Valmaggia – ci risulta che l’azienda intende mantenere in città gran parte dei reparti, fra cui il booking, “cuore” della struttura. Martedì dirò ai dirigenti che la forza lavoro appartiene al territorio e che pertanto non si può esportare».

                    Numerosi gli interventi dei lavoratori. «Gli enti locali – ha detto Maria Pedata, fra i delegati sindacali interni all’azienda – hanno il dovere di difendere questo patrimonio che fa parte di tutta la collettività». «Non possiamo più aspettare – ha spiegato Saverio Rosso – è necessario coinvolgere immediatamente nella vertenza Provincia e Regione».

                    Giuliana Marro: «Oltre ai 65 trasferimenti a Torino, non va dimenticato il gruppo di 20 dipendenti che hanno appena finito il corso di reinserimento. A tutti è stato proposto di andare temporaneamente al Lingotto, ma solo 6 hanno accettato, gli altri 14 sono in aspettativa».