Cuneo. Alpitour: «Non ci trasferiamo a Torino»

22/11/2005
    martedì 22 novembre 2005

    Pagina: Cuneo

    IMPEGNO DELL’ALPITOUR DURANTE IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO DI IERI SERA. LA MEDIAZIONE DEL SINDACO VALMAGGIA

      «Non ci trasferiamo a Torino»

        I dipendenti hanno
        seguito il dibattito
        in municipio
        o da un maxischermo


          CUNEO
          «La sede di Cuneo continuerà ad avere un posto di rilievo nel gruppo Alpitour. Lo spostamento a Torino dei tre reparti non è l’inizio della smobilitazione». Lo ha ribadito, ieri sera, Alberto Rinero, uno dei responsabili dell’azienda, intervenendo al Consiglio comunale aperto convocato (sulla base dell’attività di mediazione avviata dal sindaco, Alberto Valmaggia), per discutere il piano di riorganizzazione, che prevede il trasferimento da San Rocco Castagnaretta al Lingotto di 65 dipendenti.

          «Cuneo resterà la sede con il più alto numero di addetti del gruppo – ha spiegato Rinero -. Va ricordato che il 42% dei dipendenti Alpitour lavora negli uffici di San Rocco. La decisione di trasferire i tre reparti a Torino rientra in una logica di accorpamento. Qui resteranno settori strategici come core businness e informativo».

          Una cinquantina i dipendenti Alpitour che hanno seguito gli interventi dalla sala del Consiglio; altri si sono radunati in Sala San Giovanni, dov’era stato allestito un maxischermo. Tra i banchi del Consiglio hanno preso posto anche sindaci dell’hinterland di Cuneo e il presidente della Provincia, Raffaele Costa.

          In apertura della seduta, il vicesindaco Mauro Mantelli, ha richiamato l’azienda ad avere responsabilità sia nei confronti dei dipendenti, sia del territorio. Mario Borgna, segretario provinciale della Cgil, come altri leader sindacali, ha, invece, chiesto alla direzione Alpitour di ritirare i trasferimenti. «E’ necessario aprire un dialogo costruttivo tra le parti – ha detto il presidente della Provincia, Costa – e, tutti insieme, trovare una soluzione per dare a questa azienda una stabilità territoriale su Cuneo».

          Piercarlo Malvolti, Udc, ha aperto gli interventi dei consiglieri comunali, ricordando che «il Comune non può porre un veto all’azienda, ma tentare un’opera di pressing». Patrizia Manassero, Ds, ha richiamato l’attenzione sul fatto che i trasferimenti a Torino penalizzano in modo particolare le donne.

          In tre anni, secondo i sindacati, a Cuneo e nei Comuni dell’hinterland sono stati persi 1157 posti di lavoro, tra chiusure, prepensionamenti e mancato turnover. L’elenco è stato diffuso ieri nell’ambito del Consiglio comunale aperto: 110 all’Algat; 50 Comecart; 97 Bpk (Vignolo); 50 Aimetta (Centallo); 97 Eurostock (Borgo San Dalmazzo); 50 Alpitour; 400 Michelin; 190 Allione (Tarantasca); 6 Sirti; 57 Rete Gamma (Bernezzo); e cinquanta al fotolaboratorio ex Ramero (Boves) .