Cultura&Informazione” Mercato del lavoro, i dati e le storie

29/01/2003


              29/1/2003

              UN LIBRO AL GIORNO

                    Mercato del lavoro, i dati e le storie

                    SE, in nome della flessibilità, le vecchie regole del mercato del lavoro vengono meno, con quali le sostituiremo? Se si tolgono ai lavoratori dipendenti garanzie ritenute eccessive, su che cosa potranno fare affidamento? Tra abrogazione dell´art. 18 e referendum per estenderlo, si parla con intensità di politiche del lavoro come nuova frontiera del welfare, ma non è chiaro che cosa s´intenda realmente. Non è chiaro che cosa si possa (o si debba) fare concretamente per realizzare l´incontro tra domanda e offerta, che possa favorire l´ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, ma anche ridurre i rischi di disoccupazione dei lavoratori precari, e più in generale restituire fiducia nel posto di lavoro. Perciò è tempestiva l´uscita del volume Politiche del lavoro, curato da Adriana Luciano, sociologa dell´Università di Torino, già autrice di Imparare lavorando. «Questo libro nasce da un´esigenza teorico-pratica»», scrive lei stessa all´inizio della sua introduzione. Il volume dà conto di sette ricerche, condotte sul campo, cioè nel vivo di situazioni di difficoltà che rispecchiano aspetti dell´attuale crisi del mercato del lavoro. Due riguardano giovani meridionali (di Napoli e di Catania), a bassa scolarità, poco qualificati, con un povero retroterra familiare e sociale, che fanno i conti con le false promesse di un corso di qualificazione o con situazioni contrattuali di particolare svantaggio. Una terza indagine esplora le condizioni di 1823 giovani operai usciti nel 1995dai corsi di formazione della provincia di Torino: uomini e donne un po´ di tutti i settori produttivi, che sono stati oggetto di interviste prima nel 1997, a diciotto mesi dalla fine dei corsi, e poi nel 2000, per ricostruire passo passo la loro situazione lavorativa. Una quarta ricerca si è occupata di un gruppo di giovani donne di un´area ricca, l´Emilia-Romagna, che hanno fatto (o subìto) la scelta di lavori parasubordinati, con nuove forme di lavoro autonomo. Le ultime tre ricerche riguardano immigrati stranieri, la cooperazione sociale e i servizi per l´impiego. Si tratta, naturalmente, di pagine ricche di dati e grafici, per documentare scientificamente le situazioni registrate; ma accanto alle statistiche ci sono anche le storie personali, a integrare la rappresentazione dello stato delle cose e a comunicare il modo soggettivo di viverle. Come nel caso di Andrea, 17 anni, padre bracciante agricolo analfabeta, lui apprendista senza contratto nell´officina di un elettrauto, sempre 10 ore al giorno per 60 mila lire alla settimana: «Lavoro solamente, così e basta, senza regola e niente», tuttavia «Mi sono affezionato a questo lavoro e non lo voglio cambiare!». Vengono a galla le nuove contraddizioni insite nella stessa domanda di lavoro, e anche la presenza di un adattamento alla precarietà che contribuisce a deprimere il mercato occupazionale. Le proposte di soluzione sono avanzate nel capitolo conclusivo dedicato alla riforma dei servizi per l´impiego, anche qui con esempi concreti di come la formazione professionale possa agire da leva per cambiare le cose.
                    Alberto Papuzzi

Adriana Luciano (a cura)
Politiche del lavoro
FrancoAngeli
231 pagine, 18 euro