“Cultura&Informazione” La Meteo-tv che non dà scampo-G.Barlozzetti

23/06/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
146, pag. 17 del 21/6/2003
di Guido Barlozzetti

Notizie dalla tv

La Meteo-tv che non dà scampo

Si approssimava l’anno Mille e negli angoli più diversi d’Europa i cronachisti cominciarono a registrare portenti, miracoli e soprattutto i segni premonitori di catastrofi terribili che si sarebbero abbattute sul mondo alla scadenza del calendario. Sarà la stagione, ma la televisione sembra funzionare allo stesso modo. Basta scorrere i telegiornali per accorgersi che alcune notizie alimentano un circuito vizioso tra l’istintiva pulsione spettacolare del mezzo e lo strato profondo delle paure che agitano gli spettatori. Sono notizie che potremmo chiamare orizzontali, nel senso che non solo si ripetono un giorno dopo l’altro, ma ritornano a cadenze fisse per tutta la giornata. Si abbattono su di noi, ci martellano, ci randellano, come dei racconti che accompagnano stabilmente la quotidianità e che poco a poco entrano a far parte di un panorama mentale e di un sistema di abitudini. Una di queste iatture da news è la meteorologia. Fa parte della storia della televisione. E, però, negli ultimi anni è andata tracimando, sull’onda apocalittica di stagioni che non si riconoscono più e di diagrammi impazziti di isobare e cicloni. Ormai, conviviamo a tempo pieno con la sindrome dell’emergenza che in questi giorni d’estate sta raggiungendo un altro dei suoi picchi. La meteotelevisione alza la temperatura del Tubo in modo esattamente proporzionale a quella che si misura sulla Penisola. Caldo, caldo, caldissimo. Non ci sono variazioni sulla cartina che fotografa la situazione: una distesa di dischi solari sorridenti dalla Vetta d’Italia a Capo Passero, mentre i termometri non sembrano arrestare la loro impennata e l’anticiclone delle Azzorre, come un pendolare di famiglia, non fa in tempo a partire che è già ritornato. E domani?

Sarà ancora così. E dopodomani? Ancora di più! La meteotv non da scampo. Non c’è ombrellone che ti possa proteggere. Fino a una per ora imprevedibile perturbazione, che naturalmente non potrà non allertare la protezione civile. Intanto, un altro allarme arriva dalla torrida Lampedusa e ha la rituale e drammatica serialità degli sbarchi dei clandestini. Sui tg si snoda ormai un vero e proprio bollettino che da un’edizione all’altra, come un registratore di cassa, fa il conto delle carrette in avvicinamento e dei disperati ricoverati nei centri d’accoglienza. Insomma, la natura è impazzita e le orde dei barbari avanzano. Almeno questa è la millenaristica sensazione della Tele-Orda che potrebbe impressionare lo spettatore nell’aria condizionata del salotto o, magari, flagellato dal sole sulla spiaggia. Ieri, a Roma, è anche crollato il soffitto di un cinema e la tv si è presa subito una sottile rivincita sul grande schermo documentando lo sfascio che ha infranto il mistero della sala buia. Al cinema cercavano un po’ di fresco. Fa caldo e la televisione continua a dire che aumenterà.