“Cultura&Informazione” La Bbc tra guerra e suicidio (G.Barlozzetti)

22/07/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
172, pag. 20 del 22/7/2003
di Guido Barlozzetti

Notizie dalla tv

La Bbc tra guerra e suicidio

Lo hanno ritrovato tra i boschi che accompagnano il Tamigi verso Londra. David Kelly, professore a Oxford e consulente del ministero della difesa di Blair, ha pagato con quello che sembra un suicidio il passaggio sul fronte della guerra dell’informazione. Lo hanno sbattuto senza esitazioni sulla vetrina dei media e la Bbc ha ammesso che proprio lui era la gola profonda. Da lui aveva saputo come erano stati accomodati i segreti papiri che dovevano dimostrare le malefatte di Saddam Hussein. Lo abbiamo visto mentre deponeva davanti a un’inquisitoria commissione e cercava di respingere lontano da sé l’ombra del tradimento. Adesso il suo corpo esanime nella brughiera racconta della fragilità di un uomo scaraventato senza pietà su un palcoscenico tritatutto e, insieme, bagna con il sangue un drammatico punto di collasso tra potere e informazione, strategie del consenso e democrazia, politica e televisione. Chi c’è dietro alle notizie? Da quali contrattazioni emergono? Chi sono i burattinai dell’obiettività? Non accade certo da oggi. É una cromosomica abitudine quella che porta un governo a rappresentare la realtà nei modi più convenienti agli inconfessabili arcana imperii. Ma quella morte conferma, una volta di più, che le notizie e la cassa di risonanza della televisione sono diventate la posta strutturale di un gioco che può decidere del destino delle nazioni, della pace e della guerra. Tanto più colpisce questa rotta di collisione tra il governo di Sua Maestà e il più autorevole dei broadcaster del vecchio continente: il primo impegnato a dimostrare la sua verginità e a fugare le nubi pesanti sui dossier anti Saddam, l’altro messo con le spalle al muro e costretto a rivelare il retroscena di un mito deontologico. Vacilla il primo ministro, ma trema anche la Bbc in questa storia. I sudditi del Regno Unito si domandano se qualcuno ha mentito e se qualcosa non quadra nel modo in cui la più attendibile delle televisioni seleziona e gestisce le sue fonti. Altro che marmellata quotidiana dove svaniscono i confini tra informazione e intrattenimento e dove il turn-over dell’ultima notizia non si arresta mai. Qui le parole e le immagini pesano come macigni e un professore che ha tolto il disturbo rischia di spalancare il coperchio su un groviglio ambiguo di interessi e di condurre la tele-politica a una soglia di catastrofe. Non sarà facile buttare la croce solo su David Kelly, né per il governo, né per la regina delle tele-notizie. Una guerra è stata fatta e le vittime più illustri minacciano di essere la ragione-di-stato e la trasparenza dell’informazione. In un’epoca in cui i poteri sono per lo meno arrivati al quinto, il Principe si ritrova nudo, ma anche i media non riescono più a nascondersi dietro alla foglia di fico dell’imparzialità. È passato solo qualche giorno da quando la Bbc trasmetteva la deposizione di un professore, che cercava di difendersi dall’accusa di avere raccontato proprio alla Bbc che…