“Cultura&Informazione” In Italia le leggi si cambiano secondo gli stati d’animo – di M.Bertoncini

04/02/2003

ItaliaOggi (Diritto e Fisco)
Numero
029, pag. 30 del 4/2/2003
Marco Bertoncini


Schizofrenia politica.
In Italia le leggi si cambiano secondo gli stati d’animo

La nota caratteristica e prevalente della legislazione italiana sembra ormai essere in maniera consolidata la schizofrenia. Probabilmente più che a un osservatore degli eventi politici, burocratici e legislativi la questione andrebbe affidata a valenti psichiatri: cerchiamo a ogni modo di darne alcune linee di fondo, sulle quali poi potrebbero operare scrutatori della psiche umana.

Si prenda il caso delle riforme elettorali. Da almeno dieci anni si continua a sostenere di volere l’alternanza, il bipolarismo (se possibile il bipartitismo), il maggioritario, la semplificazione dello schema partitico, il consolidamento della figura del sindaco, del presidente (della provincia, della regioneÉ) eletto.

Sarà anche vero. Però come mai i rimborsi elettorali sono stati talmente distribuiti da arrivare a compensare anche chi abbia ottenuto zero eletti tanto nella quota maggioritaria quanto in quella proporzionale? Come mai basta l’1%, dicasi 1% dei voti per ottenere un robusto ristorno di euro? Chiaramente, chi ritiene di poter ottenere un consistente vantaggio di finanziamenti non bada al fatto di rimanere asciutto quanto a seggi: pazienza, nessun eletto, l’importante è il portafogli pieno.

Nella medesima direzione di proliferazione di partiti e micropartiti va il recente progetto di legge, ora all’esame dell’aula di Montecitorio dopo un lungo passaggio in commissione con poche opposizioni, che elargisce l’esonero dalla raccolta delle firme per la presentazione delle liste dei candidati un po’ a tutti (si veda anche ´Elezioni, favoriti e assolti i soliti noti’, su ItaliaOggi del 16/7/2002).

Ne saranno esentati non solo i partiti che dispongano almeno di un gruppo parlamentare proprio (An, Ds, Fi, Lega, Margherita, Rifondazione, Udc, Verdi, Gruppo per le autonomie) ma addirittura di una semplice componente del gruppo misto, che notoriamente non si nega ad alcuno (comunisti italiani, liberaldemocratici repubblicani, minoranze linguistiche, Sdi, Udeur, Nuovo Psi, Pri, Lega autonomia lombarda, Movimento territorio lombardo, Ms-Fiamma: ci scusiamo per eventuali omissioni).

Bastano dunque tre deputati o addirittura un solo senatore. È un altro elemento schizofrenico che favorisce ed esalta quella polverizzazione dei partiti che si dice di voler combattere.

Anche la durata della custodia cautelare (un tempo, carcerazione preventiva) ha subito prolungamenti e accorciamenti schizoidi, sulla base non di oggettive valutazioni bensì di stati d’animo della pubblica opinione determinati da campagne di stampa pro o contro singoli personaggi.

Valpreda sta a lungo in galera? Bisogna farlo uscire, accorciando la carcerazione. Gli assassini dei fratelli Menegazzo stanno per uscire dal carcere? Dilatiamo la durata della custodia cautelare. E via tagliando e allungando, sulla base di occasionali considerazioni, come la possibile libertà a presunti mafiosi.

La libertà di opinione è sacra. Ed ecco che taluni reati come il vilipendio li si vuole limitare a fatti concreti, depenalizzando la mera espressione di opinioni. Peccato che abbastanza recente sia la legge Mancino: essa, comunque la si guardi, colpisce opinioni, riprovevoli fin che si voglia a giudizio della stragrande maggioranza, ma pur sempre opinioni.

E anche le disposizioni contro la pedofilia, che si vorrebbero da taluni aggravare nonostante recenti incrementi di pena e individuazione di nuove fattispecie di reati, contengono norme che quasi colpiscono le pure intenzioni.

Recentemente un attento osservatore dei fatti giuridici e giudiziari, quale Mauro Mellini, più volte deputato radicale e anche per breve tempo componente del Csm, si è soffermato sulle assurdità schizofreniche della legislazione (Il Foglio, 18/1/2003). Il ministro della giustizia annuncia la cancellazione di 200 reati, ma ´la camera ne approva di nuovi che vanno dall’alterazione del decoder ai maltrattamenti di animali’.

Con puntiglioso scrupolo, Mellini rileva che al punto in cui ci troviamo, se non dovessero arrivare modifiche in sede di seconda lettura parlamentare, ´maltrattare un animale sarà punito più gravemente che picchiare un uomo e più gravemente che abusare dei mezzi di correzione nei confronti dei minori’. Anche l’abbandono di animali domestici sarà reato più grave che l’omissione di soccorso nei confronti di fanciullo o persona incapace abbandonato o smarrito.

Schizofrenica è anche l’alterazione fra pena edittale e proposte per l’indulto o l’amnistia che tendano a escludere singoli reati pur puniti in maniera eguale rispetto ad altri. Il disgusto sociale, la volontà punitiva, la riprovazione verso determinati colpevoli vanno appagati con la comminazione (da parte della legge) e l’irrogazione (da parte del giudice) di pena adeguata, non con l’invocazione incessante di pena sempre maggiormente aggravata.

Ma tant’è: la schizofrenia non ha mai limite. Suggeriremmo di tornare al vecchio Hegel, filosofo oggi non più di moda (anche a causa dell’oggettiva difficoltà). In opere fondamentali quali l’Enciclopedia delle scienze filosofiche e i Lineamenti della filosofia del diritto, Hegel insegna (a chi voglia apprendere) che altro è il diritto, espressione del voluto, dalla morale volente, che per lui s’invera nell’etica. E il diritto non è qualcosa di elastico da modificarsi a ogni stormir di fronde, proprio perché esso è codificato e richiede quindi una certa stabilità.

Ma qui in Italia si muta perfino il codice penale con decreto legge; salvo poi rimodificarlo non appena qualcuno si accorga che ci sarebbero conseguenze per tizio o caio e quindi sommuova una campagna di stampa.

Marco Bertoncini