“Cultura&Informazione” Da Babilonia a Bagdad duemila anni di battaglie

04/04/2003

           
          VENERDÌ, 04 APRILE 2003
           
          Pagina 7 – Esteri
           
          LA STORIA
           
          Da Babilonia a Bagdad duemila anni di battaglie
           
           
          Le devastazioni dei cavalieri mongoli che rasero al suolo la città delle Mille e una notte
          Lo smacco e la rovinosa ritirata delle truppe inglesi nella Prima guerra mondiale
          Grandi strategie militari dietro le vittorie di Ciro e Dario
           
          FABIO SCUTO

          L´assedio di Bagdad è forse l´atto finale di questa guerra. La Mesopotamia è sempre stata una terra di battaglie, di armate e eserciti, di assedi sanguinosi durati anni. Le guerre mesopotamiche combattute nell´antichità, gli assalti all´antica Babilonia dei persiani potrebbero offrire agli strateghi del Pentagono importanti esempi su come conquistare Bagdad, che venne edificata nel 762 aC come copia della antica Babilonia che sorgeva una quarantina di chilometri più a sud. Erodoto racconta che Ciro il Grande (nel 539 aC) stava quasi per rinunciare alla conquista di Babilonia, che era cinta da mura che si estendevano lungo i 110 chilometri di perimetro della città. Alte quasi 18 metri, le mura di difesa erano talmente ampie che poteva passarci un carro trainato da quattro cavalli e rappresentavano un formidabile ostacolo per il nemico. Fu un soldato della sua armata a suggerire al re persiano la soluzione. Poiché le mura si affacciavano sulle rive dell´Eufrate, gli suggerì di deviare il fiume a nord della città, le truppe di Ciro riuscirono ad arrivare fin sotto le mura passando per il letto disseccato del fiume.
          Tredici anni dopo la città si rivoltò contro gli occupanti persiani. Dario mise l´assedio a Babilonia, ma due anni più tardi la città ancora resisteva. Fu Zofiro, uno dei luogotenenti di Dario a suggerire al re uno stratagemma per impadronirsi della città. Si tagliò le orecchie e parte del naso e si presentò ai Babilonesi dicendo di aver disertato. Giurò pubblicamente di volersi vendicare di Dario e chiese e ottenne soldati dagli assediati per difendere i bastioni della città. Due settimane più tardi Dario e i suoi uomini si presentarono a due porte della città che gli vennero spalancate da Zofiro e Babilonia cadde per la seconda vota nelle mani dei persiani.
          Nel 750 la dinastia Abbasside sostituì quella degli Omayyadi e il nuovo califfo Al Mansour – immortalato dalle Mille e una notte – fondò Bagdad sulle rive del Tigri che crebbe fino a diventare la più grande città dell´epoca. Dopo aver raggiunto il suo apice, l´impero nei secoli successivi cominciò a indebolirsi con nuovi territori che si staccavano dal potere centrale e esponendosi alle mire di altri popoli. Alla metà del tredicesimo secolo i cavalieri mongoli di Halagu, nipote di Gengis Khan, piombarono in Mesopotamia. Gli abitanti di Bagdad vennero massacrati, distrutto il sistema di irrigazione che assicurava la fertilità delle terre. Meno di mezzo secolo più tardi (1409) fu Tamerlano di Samarcanda a mettere a ferro e fuoco Bagdad.
          Dopo la caduta dell´impero l´Iraq venne inglobato per un breve periodo nella Persia (1509) e poi conquistato da Solimano il Magnifico nel 1534 e definitivamente incorporato nell´Impero ottomano nel 1638.
          Durante la Prima guerra mondiale la Sublime Porta si schierò con gli Imperi centrali e quindi contro la Gran Bretagna, Londra che da anni premeva sulla regione colse l´occasione sostenendo la rivolta araba promossa nel 1916 da Hussein Bin Alì, sceriffo della Mecca. Ma la campagna della Mesopotamia del 1914-1915 fu uno dei capitoli meno gloriosi della storia militare britannica. Le forze inglesi sbarcarono nella penisola di Fao, nel novembre 1914, guidate dal generale Charles Townsend, ambizioso ma militarmente incompetente, che dopo aver conquistato Bassora si spinse a nord lungo il Tigri determinato a prendere rapidamente Bagdad. Sfiancati da una marcia estenuante gli inglesi arrivarono a 30 miglia da Bagdad esausti e decimati. L´esercito turco li respinse e iniziò una lenta ritirata. Raggruppate a Kut le truppe britanniche furono subito accerchiate dai Turchi. Ogni tentativo di rompere l´assedio fallì. T. E. Lawrence, il colonnello Lawrence, fu inviato per cercare di corrompere il comandante turco ma senza successo. Townsend si arrese nell´aprile 1916 dopo aver perso 23 mila uomini, mentre ottomila superstiti furono portati in catene nelle strade di Bagdad. Nuove truppe vennero inviate al comando del generale Sir Stanley Maude. Questa campagna fu tanto efficiente quanto la precedente era stata inetta e l´11 marzo 1917 le truppe britanniche entrarono a Bagdad. Ma Maude non visse abbastanza per godersi il suo trionfo: morì di colera per aver bevuto un bicchiere di latte non bollito.
          Gli inglesi ritornarono in forze in Iraq nel 1941 – penetrando questa volta dalla Giordania – per rovesciare il regime del filo-nazista Rashid Alì che aveva preso il potere quello stesso anno. Quattro divisioni di Rashid Alì furono sbaragliate rapidamente. Gli iracheni in ritirata da Khan Nuqta non fecero saltare i collegamenti telefonici e così gli interpreti arabi degli inglesi mandarono a Bagdad notizie esagerate sulla consistenza delle forze di Kingstone. Rashid Alì e i suoi fuggirono cercando rifugio in Persia e Bagdad cadde ancora una volta.