“Cult&Info” Vespa, Bossi E Il Crocifisso (G.Barlozzetti)

31/10/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
258, pag. 26 del 31/10/2003
di Guido Barlozzetti

Notizie dalla tv

Vespa, Bossi E Il Crocifisso

Una questione che diventa subito una missione e un paladino a fare da protagonista. ´Giù le mani dal crocifisso’, annuncia il vidiwall. Al centro dello studio, nella penombra del prologo, accompagnata da Via col vento, Umberto Bossi. Eccolo, il ministro delle riforme, pronto a difendere davanti alle telecamere del tele- parlamentino nazionale le radici della tradizione e a scagliare anatemi contro l’illuminismo corruttore, in nome della storia dei popoli e dell’uomo-in-carne-e-ossa. È serafico e rilassato, tanto quanto scotta e la miccia accesa dalla richiesta di Adel Smith per proteggere la fede islamica dei figli e fatta propria dalla sentenza del tribunale de L’Aquila. Vespa prima di dargli la parola, prepara l’atmosfera con un antipastino da Ofena, il paese nell’occhio del ciclone, in cui mamme e sindaco sono pronte a fare scudo di sé alla minaccia dell’infedele. Dopo di che il talk segue le regole della sua tradizione: dà spazio alla preliminare dichiarazione del neo-campione del cristianesimo e, poi, lo consegna al confronto con una serie di interlocutori, in carne-e-ossa, e cioè in studio, oppure affacciati alla grande finestra elettronica. Così, il Senatur si trova a duettare con Ferrara e Franceschini. Uno scambio tranquillo con Giuliano, che pure consiglia di non sguainare la spada di Alberto da Giussano per indire una crociata. Più rovente il duello con il cattolico della Margherita, anche perché la discussione, nel frattempo, si è spostata e dietro al crocifisso è spuntato il bersaglio che rischia di far crollare l’architrave della politica: l’extracomunitario. Basta che Franceschini evochi la possibilità di un ok alla proposta di Fini sul voto ai regolarizzati e se la prenda con il protagonismo della Lega, perché il Senatur si scuota sulla poltrona e parta all’attacco: non si cambia dalla sera alla mattina, solo il popolo può decidere su una questione che tocca il patto costituzionale e, poi, ecco la parola magica, servono le quote, sull’immigrazione come sulle merci. Il match diventa anche una lezione che avrebbe lasciato esterrefatto un maestro delle relazioni simboliche interpersonali come Gof fman, perché i due fanno di tutto per non legittimare l’avversario nella conversazione. Intanto, Vespa provvede a spargere sale, uscendo di tanto in tanto dallo studio. Così, appare il leghista Calderoli a esibire il crocifisso sul bavero della giacca: ´Hanno fatto macellerie islamiche, si facciano la loro scuola’. Quindi, si apre il baratro terribile di Lampedusa e dei poveri cristi, quelli sì, tutt’altro che metaforici, che arrivano sulle bagnarole della morte. Ma il talk non si può chiudere senza un finale adeguato, per il quale Vespa ha convocato una coppia bianco-nera. Gli antipodi in gonnella; Youma che viene dal Mali a catechizzare Bossi e la solare Miss Padania scesa dal Nord a dargli ragione. È su questa Trinità che scende il sipario.