“Cult&Info” Quando la spesa divenne super

12/12/2007
    mercoledì 12 dicembre 2007

      Pagina XIII – Società/Sport Cultura & Spettacolo

        L´imprenditore Riccardo Garosci e il sociologo Franco Fava raccontano in un libro 50 anni di supermarket

          Quando la spesa divenne super

            Mio padre aprì nel ´59 il primo megaemporio torinese tra polemiche e accuse. Fu una svolta grande nei consumi

              GUIDO ANDRUETTO

              Il carrello della spesa è sempre quello di una volta, in ferro, forse un po´ triste e obsoleto ma certamente rassicurante, anche se sono passati cinquant´anni dall´apertura del primo supermercato a Torino. Era l´inizio del 1958 e nella zona di Santa Rita, in via Tunisi, stava per succedere un pandemonio. Il primo supermarket in città nasceva per iniziativa di Giorgio Alfredo Garosci, pioniere della media e grande distribuzione in Italia nella seconda metà degli anni Cinquanta dopo il boom degli Stati Uniti e in contemporanea con altre grandi città italiane, nella fattispecie Milano, ed europee in Francia, Belgio, Gran Bretagna e Svizzera. Dopo un anno buono di preparativi, il primo cliente entrò nel primo supermercato «Fratelli Garosci» una mattina del febbraio del 1959, accompagnato dai cronisti dei giornali di allora che volevano documentare quello storico momento.

              Fu una svolta, in ogni senso, perché prima di quel giorno erano sempre e solo esistiti i piccoli negozi, le botteghe, le drogherie. E perché cambiava radicalmente il modo di fare la spesa, dunque non solo gli spazi e l´organizzazione del commercio al dettaglio. Più assortimento, prezzi più bassi, perfino un piacere più sottile nel fare la spesa. Adesso un libro di Sperling & Kupfer, C´era una volta il supermarket… 50 anni di supermercati in Italia: sociologia dei consumi che cambiano a cura del sociologo torinese Franco A. Fava e dell´imprenditore e consigliere speciale della Commissione Europea Riccardo Garosci (la presentazione domani alle 18 nella Sala Carpanini dell´Ascom), prova a ripercorrere i cinquant´anni che ne seguirono, un arco di tempo durante il quale i consumatori hanno dovuto rapportarsi con le evoluzioni del commercio imposto dai supermarket figli del Carosello, che in mezzo secolo sono poi diventati ipermercati, outlet e centri commerciali. E, se il supermercato anche a livello piemontese continua a resistere come formula commerciale e distributiva, così come persiste il piccolo commercio con una diffusione capillare di minimarket e di negozi di quartiere, la storia nel carrello della spesa andrebbe riletta con attenzione per comprendere se siamo veramente cambiati.

              Gli aneddoti in tal senso non mancano, come racconta Riccardo Garosci: «L´apertura del primo supermercato a Torino ad opera di mio padre accese le polemiche. Ci fu una serrata generale degli esercizi commerciali perché temevano la concorrenza. Nessuno voleva accettare il fatto che in città nascesse qualcosa di nuovo, di diverso dalla solita bottega. La cosa più divertente però fu una lettera di un commerciante inviata credo alla Gazzetta del Popolo, pochi giorni dopo l´apertura. Raccontava di essersi recato nel nuovo supermarket e di averlo trovato brutto e sicuramente molto meno interessante del suo negozio. Quella missiva era firmata da un commerciante che negli anni a seguire sarebbe diventato proprietario di una rete di oltre trenta supermarket Crai».

              Come dire, l´attrazione fatale dello shopping, il tratto distintivo di questi ultimi cinquant´anni di storia italiana. «È andata così – conferma Garosci – i primi supermarket in Italia nascono alla fine del ´57 assieme all´Europa e alla Fiat 500, dando vita a una rivoluzione commerciale e sociale che non si è mai interrotta». Prima arrivano sul mercato nuovi prodotti e grandi marche grazie alle réclame e a Carosello, poi l´energia che anima il Paese, una voglia di ripartire, fa esplodere i desideri delle famiglie e muove il commercio verso strade mai esplorate, fino a raggiungere formule di distribuzione moderna come discount, franchising, retail park. «Il Piemonte e Torino sono stati all´avanguardia in questo percorso di crescita e di trasformazione dei modelli commerciali, cito solo il caso del primo outlet italiano a Serravalle, ma anche le nostre imprese Garosci come supermercati, fra i primi in Italia. Per questo, domani all´Ascom lanceremo l´idea di un Museo del Commercio e dei Consumatori che vorremmo fondare a Torino, magari in una parte del Palafuksas, nel più sensazionale supermercato con i prodotti del mondo, Porta Palazzo».