“Cult&Info” Il premier e Apicella, progetto Sanremo

13/12/2004

    lunedì 13 dicembre 2004

      NELLA CENA NATALIZIA HA FATTO SCEGLIERE AI SENATORI FORZISTI UNA TRA TRE CANZONI INEDITE
      Il premier e Apicella, progetto Sanremo

        ROMA
        Alcuni lo raccontano divertiti, altri con un filo di imbarazzo. Il fatto è che la cena organizzata dai senatori di Forza Italia per il tradizionale scambio di auguri con il presidente del Consiglio si è trasformata in un inatteso happening canoro.

          Il premier, raccontano, si è presentato venerdì scorso in un noto albergo romano in cima a via Veneto accompagnato dal Mariano Apicella, il coautore napoletano del suo cd. Una presenza inattesa ma, tutto sommato, non inusuale in occasioni di questo tipo. Saltando qualsiasi accenno alla politica o all’attualità della Finanziaria in votazione al Senato, il Cavaliere, con Apicella al fianco, ha chiamato dunque a sé il capogruppo Renato Schifani. Di fronte a tutti, compreso il presidente del Senato Marcello Pera, Schifani si è sentito rivolgere uno strano invito: «Renato, tu sei il capogruppo e ora mi dovrai aiutare a conteggiare i voti dei senatori». Una votazione a cena? E per che cosa?

            Il giallo stava per essere svelato di lì a poco, al termine della performance di Apicella. «Ora Mariano suonerà tre canzoni e voi dovrete votare quella che vi piace di più». E via con la musica, tre canzoni d’amore, e quindi con la votazione: «Chi vuole la numero uno? Su le mani! Renato conta i voti. Chi preferisce la seconda? Schifani attento ai pianisti, lì c’è uno che ha alzato due mani. Chi vota la terza canzone?». Il premier, inarrestabile, appariva molto soddisfatto. Sereno, forse anche perché la sentenza Sme aveva dissolto tutte le nubi della giornata. Ma che motivo c’era di votare? Non bastava ascoltare le canzoni?

              Il fatto è che i senatori azzurri sono stati l’audience inconsapevole di un piccolo test voluto dal Cavaliere per un progetto destinato a rimanere finora super segreto. Nientedimeno che lo sbarco del duo Apicella-Berlusconi al Festival di Sanremo. Il premier apparirà come coautore del brano prescelto, non certo sul palco, ma l’effetto sarà comunque notevole. Interpellato al riguardo, Apicella preferisce mantenere il segreto e non si sbilancia: «È vero che ci sono state delle votazioni ma non posso dire quale canzone è stata scelta e nemmeno i titoli (una si chiama «Samba e Cioccolato», ndr). C’è un progetto in corso di cui non posso assolutamente dire nulla. Posso solo confermare che si tratta di tre inediti. Arrivederci».

                La serata è stata comunque indimenticabile per tutti. Se non altro perché Berlusconi aveva invitato anche lo schivo Giulio Tremonti, cercando a più riprese – pur senza esito – di trascinarlo in un coretto insieme ad Apicella. Una scena imperdibile, a detta dei presenti. Il Cavaliere ha cantato infine un quarto brano di sua composizione, dal titolo eloquente: «Mi sono rotto». Il tema era la stanchezza della politica e la fatica del governare. «Ma questa – ha precisato – non credo sia opportuno cantarla in pubblico».

                [r.i.]