“Cult&Info” Il 61% «ruba» negli alberghi

15/07/2005
    venerdì 15 luglio 2005

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    Saponi, tovaglie o posacenere
    Il 61% «ruba» negli alberghi

      Un sondaggio negli Stati Uniti: il furto negli hotel abitudine collettiva Dal Plaza di Roma: una volta hanno preso un soffione della doccia

        Non serve neppure confessarlo, almeno un flaconcino di sapone o una spugnetta lucidascarpe è successo a tutti di portarsela via dalla stanza di un albergo. Ma a molti accade di più e nella valigia finisce di tutto, dall’accappatoio alle ciabattine dopobagno, dal posacenere al vaso, qualcuno s’è portato a casa persino l’ abat-jour o il quadretto appeso alla parete. Si comincia da giovani e si prosegue, imperterriti, per tutta la vita. Ma che cosa accade quando varchiamo la soglia di un albergo o di un ristorante? Perché gente che non prenderebbe in un supermercato neppure un pacchetto di gomme da masticare sfida la vergogna e perde il senso morale?

          LE CONFESSIONI – L’interrogativo se l’è posto il New York Times , che ha anche riportato i risultati di un sondaggio fatto da un sito americano di viaggi.
          Il 61 per cento degli intervistati ha confessato di aver preso saponi e altra toilette rie . Quasi il 20 per cento ha sottratto o è stato tentato di farlo saponi, penne, persino cartigienica dai carrelli per la pulizia delle camere. Il 18 per cento ha messo in valigia asciugamani e il 14 per cento s’è impossessato di un posacenere.

            GLI ALBERGATORI – Accade ovunque, sia chiaro, non esiste un Paese più «ladro» di un altro. «Portano via di tutto – racconta Cetti Barranca, assistente del direttore commerciale dell’hotel Gallia di Milano -. E’ come se scattasse un meccanismo psicologico di questo tipo: con quello che pago, mi è dovuto. Normalmente sono gli stranieri che fanno queste cose. Penso sia un modo per portarsi a casa un souvenir ».
            «Una manìa che tolleriamo – interviene Simone Correddu, responsabile del controllo di gestione del Plaza di Roma -. La consideriamo una forma di collezionismo. Quasi tutti la passano liscia. Talvolta qualcuno viene scoperto».

            NESSUNA DENUNCIA - E come reagisce? «Si mostra sorpreso, come se quell’oggetto fosse stato messo lì per sbaglio. Chi arriva in coppia poi, finge di aver subìto uno scherzo da parte del compagno di stanza». Denunce? «Mica li denunciamo, gli addebitiamo l’oggetto in questione. Anche se non sempre è possibile, una volta hanno portato via il soffione della doccia. Sa, i nostri sono d’epoca. Ma quasi tutto quello che prendono, dall’accappatoio ai cartellini del "Non disturbare", che qui da noi sono personalizzati, è in vendita. Abbiamo una linea di oggetti firmati apposta per noi. Con i vip e i personaggi famosi, poi, facciamo finta di nulla». Inutile chiedere nomi, naturalmente. «Da noi portano via soprattutto posacenere, menù e anche liste dei vini – dice Paolo De Cicco, assistente del direttore del ristorante La Terrazza dell’Eden di Roma -. Ma non mi scandalizzo mai, lo fanno per avere un ricordo, anche se forse potrebbero chiederlo. Si tratta di gente che non ha certo problemi di soldi».

              IL PREMIO – «E’ capitato anche a me, una volta, di prendere un posacenere – racconta la psicologa Anna Salvo -. Dopo ho cercato di spiegarmi il motivo di questo gesto e penso che sia da attribuire allo straniamento che proviamo in una stanza d’albergo. Trovarsi in un hotel è come stare in un non luogo, un luogo di nessuno, dal quale portiamo via un premio per aver superato la prova di quello straniamento».
              Chissà. Comunque vada, l’oggetto sottratto gli albergatori lo hanno già messo in conto. Nel nostro.

              Mariolina Iossa