“Cult&Info” Elezioni 3: Si allunga l’elenco delle ineleggibilità

05/05/2004


              Il Sole-24 Ore del lunedì
              sezione: ENTI LOCALI & PA
              data: 2004-05-03 – pag: 23
              autore: ARTURO BIANCO
              Candidature / Le novità
              Si allunga l’elenco delle ineleggibilità
              La normativa per la candidabilità alle elezioni amministrative è contenuta nel Dlgs 267/2000, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Per essere candidati occorre, in primo luogo, essere cittadini italiani o di un paese aderente alla Unione europea e avere compiuto 18 anni di età. Non è indispensabile essere residenti nel comune o nella provincia in cui ci si candida.

              Nello stesso turno di elezioni amministrative ci si può candidare contemporaneamente per il consiglio provinciale, per il consiglio comunale e per un consiglio circoscrizionale ovvero per sindaco e presidente di provincia. Ma non ci si può candidare per più di due comuni, di due provincie o di due circoscrizioni. In caso di elezione in tutti e due gli enti occorre esercitare la opzione. Tutti coloro che sono già consiglieri comunali, provinciali o circoscrizionali non possono essere candidati alla stessa carica in un altro ente. È possibile essere candidati a sindaco ed a presidente di provincia in un solo ente locale.

              Il Dlgs 267/2000 detta in modo preciso le cause ostative alla candidatura, le cause di ineleggibilità e quelle di incompatibilità Le cause ostative alla candidatura inibiscono la stessa, quelle di ineleggibilità determinano l’invalidazione della eventuale elezione, quelle di incompatibilità provocano la necessità di una opzione in caso di elezione. Ricordiamo che le cause di ineleggibilità che intervengano durante il mandato amministrativo producono gli stessi effetti di quelle di incompatibilità, cioè la necessità di una opzione. La giurisprudenza della Corte di cassazione e della Corte costituzionale hanno da sempre sancito il principio per cui la interpretazione di tali disposizioni non può essere estensiva, né analogica, ma deve limitarsi strettamente a quanto disposto dalle leggi, trattandosi di disposizioni che limitano dei diritti soggettivi.

              Le principali cause ostative alle candidature sono le seguenti: condanne definitive superiori a due anni per reati non colposi, nonché condanne per gravi reati, per reati contro la Pa o soggetti nei cui confronti siano stati assunte misure di prevenzione.

              Le principali cause di ineleggibilità sono: capo della polizia; capo di gabinetto di ministri; prefetti, funzionari di pubblica sicurezza, ufficiali superiori delle forze armate e ecclesiastici; coloro che esercitano compiti di controllo sull’ente locale; i dipendenti dell’ente locale (causa che può essere rimossa collocandosi in aspettativa); i direttori generali, amministrativo e sanitario delle Asl e degli ospedali; dirigenti ed amministratori di società di promanazione o di maggioranza dell’ente locale. Sono ineleggibili a sindaco e a presidente di provincia i ministri di culto ed i parenti del segretario dell’ente o di appaltatori che hanno contratti in corso. Tutte le cause di ineleggibilità debbono essere rimosse almeno 6 mesi prima dalla data di scadenza dell’organo.

              Le principali cause di incompatibilità sono le seguenti: amministratori, dipendenti con poteri di rappresentanza o consulenti di società che hanno stretti rapporti con l’ente; coloro che hanno liti pendenti con l’ente; coloro che sono stati giudicati responsabili contabilmente verso l’ente e non hanno estinto il debito; coloro che hanno un debito liquido ed esigibile con l’ente. E ancora sono tra loro incompatibili gli incarichi di consigliere ed assessore nelle province e nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. La contestazione delle cause di incompatibilità e di ineleggibilità è effettuata dal consiglio dell’ente ovvero può essere esercitata da qualsiasi elettore del comune o da coloro che vi hanno interesse o dal prefetto (cosiddetta azione popolare).