“Cult&Info” Elezioni 1: E in Italia debutta il voto al sabato

05/05/2004


        Il Sole-24 Ore del lunedì
        sezione: ENTI LOCALI & PA
        data: 2004-05-03 – pag: 23
        autore: SALVATORE MONTILLO
        Il 12 e il 13 giugno cittadini chiamati a rinnovare la propria rappresentanza alle amministrative e al Parlamento europeo
        E in Italia debutta il voto al sabato
        Coinvolti 4.519 Comuni di cui 30 capoluoghi e 63 Province – Scattano i veti su molti doppi incarichi
        Election day per europee e amministrative. Nella seduta del 20 febbraio scorso il Consiglio dei ministri ha infatti deciso l’accorpamento delle due tornate elettorali. Le urne rimarranno aperte dalle 15 alle 22 di sabato 12 giugno e dalle 7 alle 22 di domenica 13. La vera novità rispetto al passato è costituita dal voto nella giornata di sabato. La legge elettorale attualmente in vigore prevede che per le amministrative si voti domenica e lunedì, ma questo contrasterebbe con la direttiva Ue che ha previsto per le elezioni europee la fine delle operazioni entro il 13 giugno. Con questa iniziativa, inoltre, lo Stato conta di risparmiare circa 450 milioni di euro e di evitare interferenze con la fine dell’anno scolastico che, mediamente, termina l’8 giugno. Il ballottaggio per le amministrative dovrebbe interessare la giornata di domenica 27 giugno.

        È esclusa dal voto solo la Valle d’Aosta, mentre il Trentino Alto Adige anticipa le amministrative al 9 maggio prossimo. Gli elettori interessati al voto in questa Regione sono 39.480 che voteranno per il rinnovo di 15 Consigli comunali. Delle 18 Regioni coinvolte nel voto di giugno (vedi mappa) sono 63 le Province che eleggeranno il loro nuovo presidente e 4519 i comuni interessati alla elezione del sindaco e della giunta. La Sicilia non voterà per le elezioni provinciali, mentre in Sardegna avranno luogo le consultazioni per l’elezione del presidente della Regione e del Consiglio.

        Considerando una volta sola gli enti interessati a più elezioni sono oltre 36 milioni e mezzo i cittadini che andranno al voto per le amministrative nelle due giornate di giugno, e di questi sono in netta maggioranza le donne. Per le elezioni del Parlamento europeo voteranno oltre 50 milioni di persone di cui 2 milioni e mezzo circa residenti all’estero.

        Le liste dei candidati e la relativa documentazione per le elezioni europee dovranno essere presentate presso ciascun ufficio elettorale circoscrizionale, costituito presso le Corti d’appello di Milano, Venezia, Roma, Napoli e Palermo, domani dalle 8 alle 22 e mercoledì dalle 8 alle 20. Le schede di votazione saranno di colore grigio per l’Italia Nord Occidentale; marrone per l’Italia Nord Orientale; rosso per l’Italia Centrale; arancione per l’Italia Meridionale; e rosa per l’Italia Peninsulare.

        Le candidature alla carica di presidente della Provincia e dei collegati gruppi dei candidati alla carica di consigliere provinciale dovranno essere presentate presso la segreteria dell’ufficio elettorale centrale costituito presso la Corte d’appello o il Tribunale competenti dalle ore 8 di venerdì 14 maggio alle 12 di sabato 15. Lo stesso termine vale per la consegna delle candidature alla carica di sindaco e delle liste collegate alla carica di consigliere comunale, che dovranno essere presentate presso la segreteria del Comune. Le schede di votazione per le elezioni Provinciali saranno di colore giallo, azzurro quelle per le Comunali. Nei comuni con meno di 15mila abitanti verrà consegnata all’elettore un’unica scheda: con un solo segno si esprime il voto sia per il candidato sindaco sia per la lista a lui collegata. Nei comuni con più di 15mila abitanti si può, invece, votare un candidato sindaco e una lista a lui collegata o una lista diversa. Le elezioni di giugno presentano, infine, alcune novità. Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che stabilisce l’incompatibilità fra il mandato di parlamentare italiano e parlamentare europeo. Pertanto il mandato europeo diviene incompatibile con il mandato di parlamentare nazionale, con il mandato di presidente, assessore e consigliere regionale. Per la prima volta alle europee non potranno candidarsi presidenti di provincia e sindaci di comuni superiori a 15mila abitanti. Sarà, inoltre, sperimentato, in un massimo di 2.500 sezioni, lo scrutinio elettronico per il voto europeo. L’ultima novità riguarda il sesso: ciascuna lista elettorale non potrà superare la quota dei due terzi.