“Cult&Info” Da garantito a San Precario (G.Boatti)

15/05/2006

    sabato 6 maggio 2006

    Pagina 6

    LUOGHI COMUNI
    diGiorgio Boatti

      Da garantito a San Precario
      con la bussola del sindacato

      VISTO che fortunatamente siamo ancora, come afferma la nostra
      Costituzione, una Repubblica "fondata sul lavoro", non dovrebbe meravigliare pi� di tanto che due ex sindacalisti siano stati eletti ai vertici delle Camere. Del resto, al di l� di questi primi adempimenti, nello svolgersi
      della nuova legislatura si pu� essere certi che la questione del mondo del lavoro, e dei drastici mutamenti che ne hanno cambiato il volto nel corso degli ultimi anni, assumer� rilevanza ineludibile.

      Le aspettative future di milioni di italiani non riguardano solo e tanto le forme nuove di lavoro che sono state introdotte (lavoro a chiamata, a progetto, interinale, etc) quanto le modalit� di protezione che mancano, e che evidentemente sono da individuare e realizzare a favore di coloro che, sempre pi� numerosi, non appartengono alle schiere dei "garantiti".

      Questi temi – che sono emersi anche in occasione della ricorrenza del Primo Maggio, festa del lavoro, e che rispunteranno nell’ annuale appuntamento di "San Precario", organizzato dai lavoratori atipici – rappresentano alcune
      delle sfide pi� difficili che le organizzazioni sindacali italiane hanno davanti
      Non a caso sono al centro del dialogo – serrato, ricco di molteplici spunti – fra
      Guglielmo Epifani, segretario generale della Confederazione Generale
      del lavoro (Cgil), e Vittorio Foa, raccolto nel libretto Cent’anni dopo. Il sindacato dopo il indacato, pubblicato da Einaudi e uscito giusto a cent’anni dalla fondazione della Cgil. Dalla preziosa angolazione di un’esistenza lunghissima e ben spesa – scandita da molteplici esperienze, e dove la giovanile testimonianza antifascista, pagata con la lunga carcerazione, sfocia poi sia nell’impegno politico che lo vede deputato alla Costituente e senatore della Repubblica sia nei molteplici incarichi di lavoro sindacale assunti all’interno Cgil – � proprio Foa a soffermarsi sul fattore di incertezza
      che incombe, sempre di pi�, sul futuro dei lavoratori, soprattutto dei pi� giovani.

      Dice a questo proposito Foa: �Molti giovani lavoratorinonsanno pi� cosa sia il loro futuro. Il rapporto di lavoro che si offre loro � un’opportunit� di lavoro diviso, di orario spezzato: un’opportunit� molto chiara per quello che riguarda i datori di lavoro, ma che presenta per i lavoratori un’immagine duplice: da un lato lavorare con un orario ridotto e dall’altro lato la sicurezza di trovare
      solo lavori precari�.

      Epifani, nel raccogliere la notazione di Foa, parte delineando unarealt� incombente e spiazzante, impostasi proprio sul finire di quelNovecento che era fortemente connotato anche come �Secolo del lavoro e del sindacato�. La
      novit� e il rischio, sottolineati dal segretario della Cgil, sono costituiti dal tentativo di sostituire la centralit� del lavoro, che ha fatto da bussola alle generazioni che ci hanno preceduto, con altri fattori, quali ad esempio il mercato dell’economia globalizzata o le dinamiche di logiche finanziarie
      sempre pi� aggressive. Nello spiazzamento derivante dalla perdita della centralit� del lavoro i pi� giovani hanno sperimentatocome il tema della flessibilit� venga sempre pi� spesso a intrecciarsi con la dura esperienza
      della precariet�. Due aspetti che per� Epifani tiene a distinguere: �La flessibilit� in quanto tale non incorpora necessariamente la precariet�. La precariet� si ha quando nelle scelte dell’impresa, nelle scelte essenziali, il lavoro diventauna variabile strettamente ed esclusivamente dipendente da tutte le priorit� dell’impresa�.

      Il dialogo tra Foa e Epifani, oltre a confrontarsi con queste urgenze, ripercorre nodi cruciali dove scelte e strategie sindacali di un passato recente finiscono
      col riverberarsi su tutto il nostro Paese, nonch� sulle comunit� e sui territori che lo compongono. Lo stesso itinerario tematico, affrontato pi� volte nel dialogo fra Epifani e Foa, viene percorso, da un’altra angolazione e su
      unoscorcio territoriale delimitato, da Catia Sonetti, nel libro Dentro la mutazione. La complessit� nelle storie del sindacato in provincia di Pisa, appena pubblicato da Einaudi. Le testimonianze degli attivisti sindacali
      raccolte e fatte confluire nel suo saggio consentono a Catia Sonetti di tracciare l’affresco dei mutamenti che, nel corso dell’ultimo mezzo secolo investono una provincia, quale quella pisana, che in origine era prevalentemente contadina.

      Emerge una realt� che, come molti altri territori della nostra penisola, approda nel dopoguerra a una veloce industrializzazione (Piaggio, Saint- Gobain, Marzotto, Fiat diMarina di Pisa) seguita da una ciclo di vertenze e mobilitazioni significative tra gli Anni Sessanta e i primi Settanta. Poi sar� tutto un modello economico a sgretolarsi, messo in crisi dal declino della fabbrica fordista, dall’innovazione tecnologica, dall’imponente diffusione del terziario. Proprio nel dettaglio – dei mutamenti che erano dietro l’angolo e nonvenivano percepiti dal movimento sindacale, nelle complessit� a volte intuite mapi� spesso sottovalutate – questo racconto � ingrado di farsi storia esemplare, di apportare qualit� nuova ad analisi che illuminano orizzonti ben pi� profondi di quelli locali.

      C’� poi un altro modo ancora, oltre a questi, per scrutare le variegate
      sfaccettature della realt� del lavoro cos� come si presenta nell’ Italia di oggi dove, a nessuno, si chiede pi� �che lavoro fai?� ma, con unanime rimozione, �di che ti occupi?�. Questo modo consiste nel mettersi in cammino e viaggiare lungo la penisola per raccontare storie di mestieri vecchi e nuovi,
      delle persone che li fanno, dei drammi e delle soddisfazioni che ne scaturiscono.

      Cos� ha fatto uno scrittore vero come Angelo Ferracuti che dalla nat�a Fermo� andato a vedere quello che capita all’omba dei cantieri navali di Monfalcone,
      nella Prato capitale del lavoro nero cinese, nei laboratori calzaturieri
      marchigiani, sui Tir che percorrono le nostre autostrade. Il libro che Ferracuti ha tratto da questo attento scarpinare, bussando a tante porte e ascoltando un’infinit� di voci, � intitolato Le risorse umane, ha pagine di scrittura affilata e
      viene pubblicato da Feltrinelli. Per chi vuole incontrare un’Italia che
      di solito nessuno racconta � un’occasione da non perdere.

      gboatti@venus.it

        Guglielmo Epifani, Vittorio Foa
        Cent’anni dopo. Il sindacato dopo il sindacato
        Einaudi, pp. 108,8
        Catia Sonetti
        Dentro la mutazione. La complessit� nelle storie del sindacato in provincia di Pisa
        Einaudi, pp.138, 16
        Angelo Ferracuti
        Le risorse umane
        Feltrinelli, pp. 223, 12