CSA Consorzio Servizi Avanzati, esito incontro 16/05/2017

Roma, 17 maggio 2017

Testo Unitario

Lo scorso 16 maggio, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato, nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo aperta – ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223 – per 30 esuberi dalla CSA Scarl, società partecipata dalle CCIAA di Puglia, Basilicata e Calabria, la Direzione della predetta Società per proseguire l’esame congiunto delle cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale e le possibilità di utilizzazione diversa di tale personale, o di una sua parte, nell’ambito della stessa impresa, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro, così come previsto dalla richiamata norma.

Nell’occasione di confronto di cui qui si rassegna l’esito, sono stati approfonditi i temi trattati nel precedente incontro tenuto il 5 maggio scorso; nello specifico, le OO.SS. hanno tentato di acquisire ulteriori informazioni rispetto alle prospettive attese in ordine alla continuità aziendale.

Per parte sua, la Direzione aziendale ha riaffermato i motivi che avrebbero determinato l’avvio della procedura nella drastica riduzione delle risorse, così come previsto dall’art. 28 del D.L. nr. 90/2014, del diritto annuale riscosso dalle CCIAA, che, conseguentemente, hanno fatto registrare una decrescita dei servizi e delle attività fornite in house dalla CSA.

Le OO.SS., nel ribadire la necessità che gli Enti camerali che si avvalgono della Società consortile attribuiscano alla stessa ulteriori funzioni rispetto a quelle attualmente ricomprese nell’oggetto sociale della CSA, si sono dichiarate disponibili ad addivenire ad un’intesa – conclusiva della procedura di licenziamento collettivo – che preveda:

    -quale unico criterio sostitutivo a quelli previsti dalla legge, la non opposizione al licenziamento;
    -il riconoscimento di un incentivo all’esodo per i lavoratori che fossero interessati alla risoluzione del proprio rapporto di lavoro;
    -il ricorso all’assegno di solidarietà erogato dal FIS – ex art. 27 D. Lgs. 148/2015 e D.M. 3 febbraio 2016, n. 94343 – per effettuare le sospensioni dell’attività lavorativa equivalenti al monte ore ritenuto sovrabbondante rispetto alle oggettive esigenze di saturazione dei servizi;
    -l’attivazione di percorsi formativi e di riqualificazione professionale nei quali coinvolgere il personale coinvolto dalle testé citate sospensioni.

Allo scopo di cogliere appieno la fattibilità del ricorso al FIS, la Direzione aziendale ha precisato che i versamenti effettuati presso l’INPS a titolo di copertura per le prestazioni da questo garantite ammonterebbero agli importi di seguito specificati per i corrispondenti periodi evidenziati:

Periodo di riferimento Ammontare del contributo accantonato
2014 3.500 €
2015 12.500 €
2016 16.700 €
fino ad aprile 2017 4.809 €
TOTALE 37.509 €

I predetti valori dovrebbero offrire un sufficiente livello di applicabilità dello strumento, in quanto il Fondo di integrazione salariale, potendo erogare prestazioni nei limiti delle risorse acquisite, affinché ne sia garantito l’equilibro finanziario, prevede un limite di accesso (il cosiddetto tetto aziendale) alle risorse per ciascun datore di lavoro, fissato in 4 volte l’ammontare dei contributi ordinari dovuti dallo stesso, tenuto contro delle prestazioni già deliberate, che, tuttavia, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti nel 2017, ammette un innalzamento sensibile del predetto limite a 10 volte l’importo dei contributi dovuti.

La prestazione dell’assegno di solidarietà, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale dichiarate nella procedura di licenziamento collettivo, può essere concesso per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile; nel periodo di ricorso a detto istituto, per le OO.SS. si dovrebbe dare corso all’applicazione di un contratto di solidarietà di tipo difensivo che contempli la sospensione – con rotazione – temporanea dei lavoratori coinvolti, prevedendo clausole di garanzia per i part-time.

Siccome in relazione all’incentivo all’esodo, la Direzione aziendale non era nella condizione di quantificare l’importo da offrire ai lavoratori interessati alla risoluzione non oppositiva del proprio rapporto di lavoro, quindi non ci sarebbero state le condizioni per proseguire il confronto in maniera fattiva e finalizzata, le parti hanno convenuto di aggiornarsi alle ore 15:00 del prossimo 29 maggio presso la Sede di Unioncamere sita in Piazza Sallustio, 21 in Roma.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini