Crollano i redditi delle famiglie, ma il governo prepara altri tagli

09/04/2010

Piove sul bagnato. La saggezza del detto ha trovato ieri amara conferma negli avvenimenti economici. Il temporale lo ha scatenato in mattinata l’Istat, con la diffusione di dati senza precedenti, purtroppo in negativo, sui redditi delle famiglie italiane. Poi, nel pomeriggio, il secondo acquazzone con il diffondersi della notizia di un buco da 4-5 miliardi nei conti pubblici e la conseguente necessità di una manovra estiva, con tagli della spesa che finiranno ancora una volta per colpire i cittadini in modo più o meno diretto. Un quadro in cui la smentita di Tremonti nel tardo pomeriggio sembra appartenere ad un copione già scritto nel quale, però, non è previsto alcun lieto fine. Nel quarto trimestre 2009, dunque, il reddito disponibile per le famiglie è calato del 2,8% rispetto a un anno prima. Un vero e proprio crollo, tanto che l’Istat ha precisato trattarsi della riduzione più significativa dal 1990, l’ inizio delle serie storiche. Un dato che riguarda un po’ tutti i privati cittadini visto che «il settore delle famiglie comprende le famiglie consumatrici, le famiglie produttrici (imprese individuali, società semplici fino a cinque addetti e liberi professionisti) e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie». Immediate le reazioni: per Beppe Fioroni, responsabile del’Area Welfare del Pd, «nel caso il governo avesse ancora dubbi sulle priorità delle riforme per questo Paese ci pensano i dati dell’Istat a ridestarlo con la certificazione della Caporetto dei redditi delle famiglie: mai così bassi da vent’anni. Così il presidenzialismo e il sistema elettorale rischiano di essere delle brioches promesse a chi non ha neanche il pane».
LE PAROLE DI EPIFANI Per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, i dati sul reddito confermano che il Paese non è fuori dalla crisi «perché purtroppo, essendo precipitati molto, la risalita è praticamente invisibile e quindi,come tale, è davvero una fase che si prolungherà. Tanto più – ha concluso – se il governo non fa nulla». Quanto allo squilibrio dei conti pubblici, è emerso in maniera a dir poco singolare. Nel pomeriggio di ieri, infatti, si è appreso che i tecnici del ministero dell’Economia sono al lavoro per mettere a punto un decreto di mantenimento della manovra triennale del 2008. Il provvedimento avrà un’entità di almeno 4-5 miliardi, e sarà presentato a giugno. Come se non bastasse, le risorse indicate servirebbero soltanto a finanziare alcune spese correnti, come ad esempio le missioni all’estero. Non è escluso, quindi, che il valore della manovra possa crescere. Un fulmine, insomma, anche se non a ciel sereno. Con tanto di sconcerto degli stessi esponenti dell’esecutivo. «Una manovra correttiva? Mai saputo niente», ha dichiarato il viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas. Fino ad arrivare al citato responsabile del dicastero: «Confermo l’impegno italiano ad una correzione dello 0,5% nel 2011 – ha detto il ministro Tremonti -. Smentisco le altre voci». Nessuna spiegazione, invece, sul come si siano diffuse le notizie sulla manovra. E basta questo per non considerare affatto chiusa la questione.