Crolla la fiducia nell’economia

05/10/2001

Il Sole 24 ORE.com





    In ottobre italiani sempre più pessimisti

    Crolla la fiducia nell’economia
    MILANO – In picchiata in ottobre la fiducia degli italiani sulle prospettive dell’economia: l’indice «Econometro» è sceso di altri 4 punti rispetto a settembre. Venti giorni dopo l’attacco alle Twin Towers, solo il 45,2% degli intervistati si dichiara ottimista, secondo la rilevazione mensile svolta da Datamedia per conto del Sole-24 Ore-Radiocor su un campione di 2mila persone. Sempre ai minimi la fiducia nella Borsa (14,6%), sotto il 50% quella nel sistema commerciale e nell’euro, mentre tiene solo il made in Italy. Secondo l’indagine, la fiducia nella capacità del sistema economico italiano di assicurare reddito, lavoro e prospettive è tornata praticamente al livello di sei mesi fa. In aprile, infatti, l’«Econometro» dava un livello di italiani ottimisti pari al 42,6%, in maggio al 49,6 per cento. La rilevazione del 1° ottobre raccoglie dunque tutto l’umor nero sulle condizioni dell’attività economica e sugli scenari futuri. Ma è evidente che le preoccupazioni sull’andamento dell’economia e sulla capacità del sistema Italia di far fronte al peggioramento del ciclo precedevano la crisi politico-militare internazionale. Il calo di fiducia nel sistema commerciale è più drastico: -3,5%, dal 53,2% di settembre al 49,7% di ottobre. Per la prima volta il commercio scende sotto la soglia del 50%, ma siamo ben lontani dai minimi toccati in febbraio e marzo (38-39% di fiduciosi). E anche la fiducia nell’euro cala per la prima volta da quando è stata misurata (agosto), passando dal 36,8% di settembre al 35,6% di ottobre, con una perdita di 1,2 punti percentuali. In agosto gli italiani fiduciosi nella moneta unica erano il 32,3 per cento. Le valutazioni sul sistema commerciale e sull’euro risultano in qualche modo complementari poiché si teme che l’uso reale della moneta unica comporti nei primi tempi una maggiorazione dei prezzi a causa della conversione lira-euro. L’indagine ha poi rilevato che i preoccupati per l’euro sono aumentati di poco, passando dal 47,2% di settembre al 47,5% di ottobre. Si dichiara tranquillo il 40% degli italiani contro il 41,2% di settembre, indifferente l’11,5% (10,1%). Situazione seria, ma non disperata: questa la valutazione di Giampaolo Galli, direttore del centro studi Confindustria. «I dati sulla fiducia registrano un calo forte, ma non un crollo drammatico – sottolinea Galli -. Potrebbero indicare un rallentamento e non una recessione. In ogni caso restiamo comunque sopra i livelli di inizio anno e questo, forse, può essere un segnale, da prendere con molta cautela, di moderato ottimismo». Per Carlo Mochi, direttore del Centro studi Confcommercio, i dati dell’indagine «rappresentano un’ulteriore conferma del peggioramento del clima di fiducia dei cittadini sulle prospettive economiche dei prossimi mesi indotto dai tragici eventi americani». Preoccupata anche la valutazione di Confesercenti: permane una stagnazione dei consumi e pertanto occorre intervenire per evitare una più grave flessione, sottolinea una nota dell’associazione. V.Ch. MILANO – In picchiata in ottobre la fiducia degli italiani sulle prospettive dell’economia: l’indice «Econometro» è sceso di altri 4 punti rispetto a settembre. Venti giorni dopo l’attacco alle Twin Towers, solo il 45,2% degli intervistati si dichiara ottimista, secondo la rilevazione mensile svolta da Datamedia per conto del Sole-24 Ore-Radiocor su un campione di 2mila persone. Sempre ai minimi la fiducia nella Borsa (14,6%), sotto il 50% quella nel sistema commerciale e nell’euro, mentre tiene solo il made in Italy. Secondo l’indagine, la fiducia nella capacità del sistema economico italiano di assicurare reddito, lavoro e prospettive è tornata praticamente al livello di sei mesi fa. In aprile, infatti, l’«Econometro» dava un livello di italiani ottimisti pari al 42,6%, in maggio al 49,6 per cento. La rilevazione del 1° ottobre raccoglie dunque tutto l’umor nero sulle condizioni dell’attività economica e sugli scenari futuri. Ma è evidente che le preoccupazioni sull’andamento dell’economia e sulla capacità del sistema Italia di far fronte al peggioramento del ciclo precedevano la crisi politico-militare internazionale. Il calo di fiducia nel sistema commerciale è più drastico: -3,5%, dal 53,2% di settembre al 49,7% di ottobre. Per la prima volta il commercio scende sotto la soglia del 50%, ma siamo ben lontani dai minimi toccati in febbraio e marzo (38-39% di fiduciosi). E anche la fiducia nell’euro cala per la prima volta da quando è stata misurata (agosto), passando dal 36,8% di settembre al 35,6% di ottobre, con una perdita di 1,2 punti percentuali. In agosto gli italiani fiduciosi nella moneta unica erano il 32,3 per cento. Le valutazioni sul sistema commerciale e sull’euro risultano in qualche modo complementari poiché si teme che l’uso reale della moneta unica comporti nei primi tempi una maggiorazione dei prezzi a causa della conversione lira-euro. L’indagine ha poi rilevato che i preoccupati per l’euro sono aumentati di poco, passando dal 47,2% di settembre al 47,5% di ottobre. Si dichiara tranquillo il 40% degli italiani contro il 41,2% di settembre, indifferente l’11,5% (10,1%). Situazione seria, ma non disperata: questa la valutazione di Giampaolo Galli, direttore del centro studi Confindustria. «I dati sulla fiducia registrano un calo forte, ma non un crollo drammatico – sottolinea Galli -. Potrebbero indicare un rallentamento e non una recessione. In ogni caso restiamo comunque sopra i livelli di inizio anno e questo, forse, può essere un segnale, da prendere con molta cautela, di moderato ottimismo». Per Carlo Mochi, direttore del Centro studi Confcommercio, i dati dell’indagine «rappresentano un’ulteriore conferma del peggioramento del clima di fiducia dei cittadini sulle prospettive economiche dei prossimi mesi indotto dai tragici eventi americani». Preoccupata anche la valutazione di Confesercenti: permane una stagnazione dei consumi e pertanto occorre intervenire per evitare una più grave flessione, sottolinea una nota dell’associazione.
    V.Ch.
    Venerdí 05 Ottobre 2001
 
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