Crisi Trony: Epilogo disastroso per DPS

19/03/2018
trony_big

Venerdì 16 Marzo il tribunale di Milano ha decretato il fallimento della società di proprietà dell’imprenditore pugliese Piccinno, radicata con il marchio Trony, in Basilicata, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto. 

La Filcams CGIL aveva dichiarato poco credibile il piano industriale presentato nel 2017, che vedeva la nascita di una nuova società denominata Vertex e che avrebbe dovuto rilanciare, oltre la rete di vendita, anche il mercato dell’online. Purtroppo la conferma è arrivata quando l’imprenditore è stato costretto a chiedere il concordato preventivo in bianco, neanche sei mesi dopo aver annunciato il rilancio.
In queste ultime settimane, i referenti aziendali hanno continuato a tranquillizzare le lavoratrici ed i lavoratori sul futuro, ma, probabilmente, neanche il tribunale ha creduto alle prospettive di DPS ed il concordato con continuazione di attività non è stato concesso.
Venerdì sera è arrivata la doccia fredda e 500 persone perderanno il lavoro: l’ultima speranza è che ci sia il tanto atteso intervento di terzi che acquisiscano la rete vendita.
La Filcams denuncia la mancanza di strumenti a sostegno del settore: “La riforma degli ammortizzatori sociali lascia le lavoratrici ed i lavoratori senza strumenti adeguati” afferma il sindacato. “L’epilogo della DPS Trony è sicuramente da addebitare alla incapacità imprenditoriale di guardare con maggior lungimiranza al futuro e al saper far fronte alle trasformazioni investendo e innovando, ma è altrettanto vero che, nel cavalcare il cambiamento, la politica ha prestato attenzioni esclusivamente alle evoluzioni dell’online, senza però individuare strumenti che avrebbero dovuto accompagnare il cambiamento, per governare il settore e non far ricadere tutto sul mercato del lavoro.”
Per questo sarà richiesto immediatamente un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico: “è indispensabile” conclude la Filcams Cgil, “un ammortizzatore sociale che attutisca l’impatto occupazionale e consenta alle lavoratrici ed ai lavoratori di poter cogliere l’opportunità di essere ceduti a terzi.”