Crisi Selfin, in campo la Regione

26/07/2005
    lunedì 25 luglio 2005

      Crisi Selfin, in campo la Regione

        FRANCESCA ATTANASIO

          Da oggi si riprende a lavorare. I dipendenti della Selfin decidono di abbandonare ogni forma di protesta in attesa dell’incontro di mercoledì 27 indetto dalla prefettura di Caserta. Sospesa l’occupazione permanente della sede casertana della società. Interrotto lo sciopero della fame iniziato martedì scorso. È l’effetto della giornata di solidarietà, che ieri ha visto un appello a sospendere lo sciopero della fame dal vescovo di Terra di lavoro, Raffaele Nogaro. Al termine dell’assemblea, alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni, Nogaro ha celebrato messa.

          I rappresentanti sindacali della Filcams-Cgil si dicono soddisfatti: la Regione Campania esaminerà le imprese che potranno acquisire la società informatica venduta a gennaio dal gruppo Ibm alla Metfin di Enrico Morini. Ad annunciarlo ieri Andrea Cozzolino, assessore regionale alle Attività produttive, durante l’incontro nella sede casertana della società. «La Regione – spiega – insieme al governo intende verificare quali e quante imprese sono realmente interessate a un eventuale rilevamento delle attività della Selfin. Non solo. La Regione – continua – farà in modo che l’incontro indetto dalla prefettura di Caserta per il 27 prossimo non sia un occasione sprecata. I lavoratori della Selfin da diversi mesi non vengono pagati. È indispensabile che mercoledì siano presenti tutti: sia i rappresentanti del gruppo Ibm che lo stesso Morini». Cozzolino sollecita anche un intervento del tribunale di Capua Vetere. «Il termine del 16 settembre per l’inizio della procedura di amministrazione controllata – dice – è troppo lontano. Mi auguro che lo stesso tribunale anticipi a fine luglio. Occorre in tempi stretti nominare un commissario che assicuri la trasparenza della procedura». La stessa richiesta è portata avanti dal ministero delle Attività produttive e dal sindacato della Filcams. Per Lory Carlini, segretario nazionale Filcams, bisogna intanto intervenire per risolvere la questione stipendi. «Da più di tre mesi – chiarisce – i lavoratori non percepiscono alcuna mensilità. Un fatto gravissimo, un danno sia per le famiglie che per la stessa attività dell’azienda. Senza anticipazioni finanziarie da parte della società i dipendenti non riescono a svolgere alcuna attività». Una mancanza che per Carlini deve essere sopperita da Morini. «Ma in caso di una sua latitanza – dice – deve intervenire l’Ibm». Intanto in attesa dell’inizio dell’amministrazione controllata, la cosiddetta legge Prodi-bis, la procedura che prevede la ristrutturazione economica e finanziaria della Selfin in due anni e la cessione dei complessi aziendali della società informatica in attesa di un nuovo acquirente, Carlini invoca un confronto diretto anche con il ministero. «Ora – chiarisce – non prenderemo più nessuna azienda a scatola chiusa. Dopo l’accertamento da parte della Regione con il ministero dell’Industria delle imprese che vogliono acquisire la Selfin interverremo noi. Dobbiamo essere certi del futuro della nostra azienda».

          Nel frattempo i dipendenti della Selfin non abbassano i toni. Dall’esito dell’incontro di mercoledì dipenderà la loro attività. I rappresentanti sindacali della Filcam-Cgil annunciano nuove forme di protesta se non si raggiungeranno i risultati sperati. Primo fra tutti il pagamento degli stipendi. In caso di risposte negative il sindacato già ha previsto una manifestazione nazionale per lo stesso 27 luglio a San Colombario in Lambro, luogo di residenza di Morini. Chiedono poi interventi economici ed organizzativi da parte del gruppo Ibm, definito «l’unico responsabile» della crisi Selfin. «Il gruppo Ibm – dicono i sindacati – non ha valutato i rischi della vendita. Ha ceduto la società a un imprenditore inaffidabile aggirando lo statuto dei lavoratori. Perché con la vendita della Selfin voleva solo ridurre il personale. Un calo che non poteva avvenire perché la società produceva utili ed eccedenze finanziarie. Con la vendita della Selfin l’organico si è ridotto del 50%: da 700 a 350 dipendenti».