Crisi, per il governo è passata Mai numeri dicono altro

12/03/2010

«Dopo essere usciti da una forte crisi, stiamo iniziando la risalita, non è veloce,nonha forti numerimaè certamente risalita». Torna il Silvio Berlusconi della prima ora: quello dell’ottimismo «psicologico», quello dello «Stato presente» quello del privato cittadino che pensa al bene pubblico, quasi un pater familias preoccupato dei «cittadini/figli».
Dopo il crollo dei sondaggi e il caos liste, il premier tenta la risalita (questa sì): la sua, non certo quella dell’economia. Approfitta di una conferenza stampa convocata al ministero del Tesoro per annunciare il comitato promotore della Banca del Mezzogiorno (è l’ennesima su questo tema, ma la banca ancora non c’è) per rilanciare la campagna elettorale, stavolta sul fronte economico. D’altronde l’occasione è ghiotta: parlare davanti alle telecamera sotto il
ritratto di Cavour nella sala affrescata della maggioranza in Via XX Settembre.
IL FILM DELLA RIPRESA
La ricetta è sempre la stessa: la crisi è stata nera, ma grazie all’abile ministro Giulio Tremonti (al suo fianco) con la sua «politica severa dei conti pubblici», l’Italia può guardare al futuro con più ottimismo degli altri partner europei. Anzi, per il premier il futuro è già presente. «Il fatto che oggi i protagonisti del settore dell’auto abbiano deciso di non insistere per gli aiuti, ci dice che le cose stanno migliorando », dichiara. La verità è che si attende da almeno tre mesi un decreto incentivi, anche senza auto, su cui solo ieri c’è stato un mini-accordo su appena 300 milioni. Ma Berlusconi insiste sulla formula ottimista. «Quando il governo ha cercato di diffondere l’ottimismo non aveva gli occhi chiusi sulla crisi ma ha dato assoluta importanza al fattore psicologico – aggiunge – Dobbiamo cavalcare questo ottimismo».Elui lo fa, pescando stavolta l’ultimo marchingegno illusionista da «vendere» alle regioni del mezzogiorno, dopo il Ponte, il pano acqua, e quello sulle infrastrutture: la banca del sud. L’istituto in cui Tremonti sarà «il primo depositante », e il premier «il secondo, come privato cittadino», aggiunge. Per il premier è «un film» (su questo forse siamod’accordo) «che abbiamo iniziato a girare già nell’altra legislatura. Poi inizia la «cavalcata» nell’ottimismo della psiche. «Oggi il sud comincia a sentire l’azione del governo – dichiara – con la lotta alla criminalità, con le realizzazioni in Campania e in Abruzzo e sente lo Stato vicino ma ha bisogno di sentire vicino anche il mondo del credito. Credito e difesa della legalità sono i punti principali per il forte rilancio del sud». La banca per il premier «non sarà un carrozzone pubblico. Garantisco che il Governo sarà vicino per tutto quello che è possibile fare contro la burocrazia». Sia la Banca, sia i titoli di scopo (previsti nello stesso provvedimento) destinati a investimenti a sud serviranno per le nuove infrastrutture nel Mezzogiorno. «Presto apriranno nuovi cantieri, dopo quelli già avviati».
NUMERI
Tornano i cantieri e le bandierine, come da 15 anni. Sta di fatto che nel profluvio di ottimismo c’è tutto meno che i numeri reali. Quella che il premier chiama risalita, segna un crollo del Pil del 5,1% nel 2009, un arretramento della produzione industriale del 3,3% rispetto a un anno fa, un’emorragia inarrestabile di posti di lavoro, con operai sui tetti o sulle gru, un taglio di circa 23 miliardi di risorse sottratte ai Fas, prevalentemente destinate alle regioni del sud.
La politica del rigore, significa l’aumento del debito pubblico per maggiori spese per beni e servizi, e non certo per gli investimenti. L’ottimismo di Berlusconi sorvola sull’aumento della pressione fiscale, e si nutre del sospetto di un allargamento dell’evasione. Quanto alla Banca del Sud, per ora c’è il comitato promotore. Primo appuntamento il 25 marzo.