Crisi, gli americani vendono la Moog di Casella e dopo il matrimonio Coin-Upim, venti a casa

24/02/2010

"A un passo dalla loro stabilizzazione dipendenti fermate a casa precludendo ogni possibilità"
I sindacati: "Si aggrava la situazione per le lavoratrici precarie"

Problemi del lavoro, con le multinazionali che cancellano i siti (liguri) dalla loro carta geografica e i grandi gruppi che dopo le fusioni per diventare ancor più grandi lasciamo la gente a casa. Sono due, fra le tante, le notizie che toccano oggi le imprese genovesi. La prima arriva da Casella. E´ stato, infatti, posto in vendita lo stabilimento della Moog, azienda americana nella quale circa 120 dipendenti producono servomotori e componenti elettronici per macchine automatiche industriali. La Moog Inc. ha dato mandato ad una società di consulenza, la Sofit con sede a Milano, di individuare i potenziali acquirenti. Le ragioni principali della scelta – si legge in una nota aziendale – sono la mancata corrispondenza strategica del sito genovese con il resto delle attività di Moog. «A seguito di un´attenta analisi è stata riscontrata una significativa sovrapposizione della produzione della fabbrica di Casella con altri siti Moog. Tale motivazione ha portato alla decisione di esaminare la possibile vendita dello stabilimento», commenta Harald Seiffer, general manager europeo e vicepresidente di Moog Inc. Come dire, produciamo già le stesse cose da altre parti del mondo e quindi questo impianto non è più "strategico". «Sulla base dell´esperienza del nostro consulente Sofit, l´aspetto più importante per una positiva transizione industriale risiede nel fatto che il sito mantenga la sua piena funzionalità» ha aggiunto Seiffer.
Critica anche la situazione in casa Upim, come denuncia il sindacato. «A poche settimane dall´acquisizione da parte di Gruppo Coin Spa di Upim srl, si aggrava la situazione di Genova per venti lavoratrici precarie che, dopo anni di contratti a termine con Upim, e ad un passo dalla stabilizzazione, sono state fermate a casa precludendo loro ogni possibilità per il futuro». A parlare sono le segreterie unitarie Filcams, Fisascat e Uiltucs Genova.
Le federazioni sindacali dei lavoratori hanno sottolineato che «ciò è avvenuto dopo un´operazione articolata che le ha viste impegnate in una trattativa che prevede tra i temi posti a Gruppo Coin, la difesa occupazionale». «Ancor più grave – affermano – è che in queste ore Gruppo Coin sta selezionando personale nuovo da inserire nelle filiali genovesi». I sindacati intendono «approfondire con gruppo Coin questo atteggiamento e mettere in campo da subito tutte le iniziative utili a trovare soluzioni, che non hanno precedenti, a tutela delle venti lavoratrici».