“Crisi” Davigo: «corruzione in espansione geometrica»

23/05/2007
    mercoledì 23 maggio 2007

    Pagina 6 – Interni

      "La corruzione dei politici
      in espansione geometrica"

        Davigo, ex di Mani pulite: oggi è peggio del ´92

          ELSA VINCI

            ROMA – «La corruzione è in costante aumento. Dopo Tangentopoli non si è voltata pagina». È impietosa l´analisi di Piercamillo Davigo, ex pm del pool Mani Pulite e ora magistrato in Cassazione. «Abbiamo preso le zebre lente, sono rimaste le più veloci – afferma – Anzi potremmo dire di avere migliorato la specie dei predatori, sono rimasti i più forti. E se fossero batteri potremmo dire di avere creato una specie resistente agli antibiotici». In una battuta, «oggi è peggio che nel 1992». Quando la procura di Milano accese i riflettori su un sistema di corruzione che attraversava i partiti politici, le amministrazioni, le imprese. «Sì, è peggio di allora. La corruzione è in espansione geometrica», insiste Giuseppe Vicanolo, generale della Guardia di finanza, che parla di 93 arresti e sequestri per 130 milioni di euro di tangenti nei primi quattro mesi dell´anno. Una cifra rilevante se si pensa che due anni fa soltanto 18 milioni sono finiti sotto sigilli.

            Il bacino di coltura è la pubblica amministrazione, le inchieste della magistratura dimostrano che il 50 per cento degli episodi di corruzione «tocca lo Stato», il restante 50 per cento se lo spartiscono «enti locali e istituzioni di varia natura». E i partiti? «Quando la politica costa tanto – dice Bruno Ferrante, alto commissario contro la corruzione – ho il timore che dietro ci possa essere un vasto uso delle tangenti. Quando le campagne elettorali sono sostenute da cifre così elevate non posso non chiedermi come mai? Perché?».

            Occasione dell´incontro è stato il convegno sulla pubblica amministrazione che si è svolto ieri nei padiglioni della nuova Fiera di Roma. Esperti a confronto si sono chiesti che cosa non ha funzionato dopo le inchieste di Mani Pulite negli anni Novanta? «Alla seconda Repubblica non ci siamo mai arrivati», dice Ferrante, ex prefetto di Milano ed ex candidato alle ultime amministrative per l´Ulivo sconfitto da Letizia Moratti. «Il sistema pubblico è stato modificato male – prosegue – I costi sono diventati inaccettabili sia per lo Stato che per gli enti locali. Abbiamo varato il federalismo, ma questo non è avvenuto assieme a un dimagrimento dello Stato centrale, si è soltanto raddoppiata la burocrazia, creando nuovo terreno di coltura per la corruzione». In parallelo, osserva Davigo, sono diminuiti i controlli. «Non è pensabile – sottolinea il magistrato – che snellire le procedure significhi azzerare le verifiche, che sono indispensabili». Così in trincea restano soltanto la Guardia di finanza e pubblici ministeri. Che nel 2006 hanno sequestrato circa 150 milioni di bustarelle, con 1072 denunciati per episodi di corruzione scivolati nel riciclaggio, «il picco più alto degli ultimi dieci anni». La cura, dice Davigo, sta «nella conoscenza del sistema della corruzione, nella prevenzione (bisogna tenere i funzionari lontani dal bisogno, guadagnano poco), nella modifica di una legislazione che non rispecchia la realtà». L´ipotesi di una norma premiale, che ripaghi con denaro chi denuncia la tangente, raccoglie consensi. Ma Davigo ammonisce: «Attenti a dare soldi a chi racconta. I processi si fanno con le prove».