Crisi Cit, anticipi su arretrati

06/07/2005
    mercoledì 6 luglio 2005

    Pagina 16 – Turismo

      DOMANI IL CDA

        Crisi Cit, anticipi su arretrati

        Andrea G. Lovelock

        Situazione insostenibile in Cit dopo la decisione di due giorni fa di rinviare a fine luglio ogni possibile soluzione per il salvataggio dell’azienda: oltre 2 mila dipendenti non percepiscono lo stipendio da cinque mesi, e una loro rappresentanza presidia palazzo Chigi da diverse settimane con la minaccia di uno sciopero della fame.

        Ieri, con un provvedimento straordinario del comitato esecutivo di garanzia della Cit, preso d’accordo con il ministero delle attività produttive, è stato deciso di erogare 2 mila euro in due tranche per dipendente entro fine mese quale piccolo anticipo delle mensilità arretrate. L’agitazione è stata sospesa, ma il clima è pesante: per Antonio Michelagnoli, responsabile Fisascat, ´quegli euro sbloccati sono un segno di buona volontà, ma non sono sufficienti a fronteggiare l’emergenza che consta di una massa di debiti molto pesante. Preoccupa molto, poi, il deperimento dell’impresa Cit come immagine sul mercato’.

          Condivide l’analisi il vice presidente di Federturismo, Andrea Giannetti.
          ´La conflittualità sindacale ormai esasperata finisce con il colpire turisti-ospiti delle strutture ricettive della Cit e altri clienti delle agenzie di viaggio, con effetti di disservizi e disagi vari, che si ripercuotono su tutto il turismo organizzato italiano. Per il bene di tutti, bisogna agire con tempestività e determinazione’.

            Aggiunge Caterina Fulciniti, responsabile sindacale della Uiltucs: ´Nonostante questa situazione, vale la pena evidenziare l’atteggiamento dei dipendenti che, pur senza stipendio, cercano di fare ancora il loro lavoro al meglio, al servizio della clientela’.

              Anche per il presidente Fiavet, Antonio Tozzi, si è al capolinea. ´Questa vicenda sta investendo tutto il settore turistico italiano. Mi auguro che la vertenza trovi una soluzione entro pochi giorni. Per due motivi: per salvaguardare 2 mila dipendenti e per salvare un marchio storico del turismo italiano’.

                Secondo gli analisti e soprattutto secondo gli operatori turistici, la vicenda della Cit non va chiusa con interventi straordinari del governo, che verrebbero interpretati come azioni di parte, ma si può risolvere optando o per la cig, come fatto nel caso di Parmatour, oppure con un concordato, che dia in gestione Cit a un team di manager capace di farla uscire dalle secche di una crisi che rischia di essere irreversibile.

                  Intanto il cda della Cit si riunirà il 7 luglio per affrontare l’emergenza del momento riguardo a liquidità, stipendi e operatività.
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