Crisi, allargata la mobilità

02/04/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
078, pag. 5 del 2/4/2003

di Teresa Pittelli


Approvato dalla commissione lavoro di Montecitorio emendamento al dl del 14/2.

Crisi, allargata la mobilità

Passano da 3 mila a 7 mila i lavoratori ammessi

Mobilità lunga per 7 mila lavoratori. Approvata ieri dalla commissione lavoro di Montecitorio una norma che porta da 3 mila a 7 mila i lavoratori che potranno essere ammessi al sussidio, cioè alla proroga dell’indennità di mobilità fino al momento della pensione. La novità è contenuta in emendamento al decreto legge sull’occupazione del 14 febbraio scorso, già approvato dal senato e ora in discussione alla camera. Intanto l’Ulivo ieri ha presentato al senato una serie di emendamenti al disegno di legge 848 bis sulla riforma del mercato del lavoro, tra i quali c’è l’estensione degli ammortizzatori sociali alle piccole e medie aziende, e la soppressione delle modifiche all’articolo 18 introdotte nel ddl come emendamento del governo in attuazione del Patto per l’Italia.

- Mobilità lunga per 7 mila. L’emendamento che estende la proroga dell’indennità di mobilità è stato approvato dai deputati di Montecitorio per venire incontro alla situazione della Fiat, e in particolare per ottemperare all’accordo sindacale sul riassetto dello stabilimento Mirafiori. Dell’ampliamento potranno però beneficiare anche lavoratori di altre aziende, come quelle del polo elettronico abruzzese e Telecom Italia. Secondo Marcello Taglialatela (An), relatore del provvedimento, la modifica ´risponde all’esigenza di tenere conto dell’andamento negativo di alcuni settori, come quello delle telecomunicazioni, che presentano esuberi strutturali rilevanti, e per i quali la stima iniziale di 3 mila unità risulta assolutamente non sufficiente’. Le modifiche non comportano ulteriori oneri, in quanto ´questi sono comunque a carico delle imprese interessate’.

- Ulivo all’attacco del ddl 848 bis. Gli emendamenti dell’Ulivo alla riforma del lavoro due, di iniziativa dei senatori Treu, Battafarano e altri, comportano uno stanziamento di 5 miliardi di euro, a fronte dei 700 impegnati dal governo, ´e per metà già utilizzati per la scuola e la mobilità lunga’, come ha spiegato Natale Ripamonti, capogruppo dei Verdi in commissione lavoro. Prime beneficiarie le pmi, dove i licenziamenti ´sono spesso un dramma sia per l’impresa che per il lavoratore’, come ha sottolineato Tiziano Treu (Margherita). L’emendamento prevede strumenti di tutela e integrazione al reddito per gli addetti delle piccole aziende, come quelli già riconosciuti ai lavoratori delle grandi imprese (cassa integrazione guadagni straordinaria e mobilità). Ma anche incentivi all’occupazione, cioè agevolazioni contributive per le pmi di tutti i settori economici, con riduzioni fino al 50% dell’aliquota a carico del datore di lavoro, per ogni nuovo contratto a contenuto formativo (i benefici possono essere mantenuti per due anni dopo la scadenza del contratto se questo è trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato).

Oltre all’attenzione alle pmi, gli emendamenti dell’Ulivo si focalizzano sulla necessità di processi del lavoro più celeri, e propongono di trasformare le cause sui licenziamenti individuali in un procedimento d’urgenza, per evitare i tempi biblici di adesso (anche 8 anni per arrivare a sentenza). ´É un progetto radicalmente alternativo a quello del governo’, ha detto il capogruppo dei senatori Ds, Gavino Angius, ´per rafforzare i diritti dei lavoratori e allo stesso tempo sostenere lo sviluppo delle imprese’. Tra le altre proposte, infatti, oltre alla già nota soppressione delle modifiche all’articolo 18 proposte dal governo (sospensione sperimentale del reintegro obbligatorio in caso di licenziamento ingiustificato), l’Ulivo propone l’estensione dei diritti e delle tutele, anche ai lavoratori atipici. In particolare, l’allargamento dell’indennità di disoccupazione a tutti i prestatori di lavoro subordinato e ai collaboratori coordinati e continuativi; l’ampliamento dell’indennità di disoccupazione fino al 60 % della retribuzione per i primi 6 mesi, al 40% per i 3 successivi e al 30% per gli altri 3; l’aumento del risarcimento per i lavoratori licenziati senza giusta causa dalle imprese fino a 15 dipendenti, l’estensione di cig e cigs a tutte le imprese private, anche quelle che oggi non possono accedervi.