Crescono part-time e lavoro delle donne

17/12/2003



      Mercoledí 17 Dicembre 2003
      ITALIA-LAVORO


      Crescono part-time e lavoro delle donne

      Rapporto 2003 del Welfare sull’occupazione


      MILANO – Qualche conferma ma molte sorprese.
      È il quadro del mercato del lavoro aggiornato alla prima parte del 2003 (i dati sono riferiti al mese di luglio) così come emerge dall’ultima nota di aggiornamento del rapporto di monitoraggio sulle politiche del Welfare diffuso dal ministero.
      Una fotografia, quella scattata dai vertici del Welfare che conferma la tenuta dell’occupazione nonostante – spiega il rapporto – il progressivo ridimensionamento del Pil. In questo scenario due le novità: l’andamento del part-time e l’occupazione femminile. Per la prima volta cioè il mercato evidenzia una trasformazione: accanto infatti all’aumento dei lavoratori dipendenti (+200mila in un anno) e in particolare di quelli a tempo indeterminato (+197mila), cresce – è questo è un dato inedito – la diffusione dei contratti part-time che rappresentavano l’8,6% del totale occupati (il 9,2 % dei dipendenti). Certo l’Italia resta ancora lontana dalla media europea ma questo risultato sottolinea comunque l’inversione di tendenza di un fenomeno che finora ha visto il Paese fanalino di coda in Europa. Allo stesso modo, a conferma quasi della stretta correlazione tra l’andamento dell’occupazione parziale e l’inserimento nel mercato del lavoro delle donne, arrivano i dati che rilevano come nel 2003 sia aumentata la presenza femminile: 140mila unità contro le 97mila degli uomini, con un aumento più che doppio: l’1,8% contro l’0,7%.
      Il tasso complessivo dell’occupazione femminile si assesta così al 43,1% avvicinandosi alla percentuale del 46% che è il target di Lisbona per il 2005. Queste le sorprese. Le conferma arrivano invece dai dati generali: nel periodo tra gennaio e luglio 2003, il numero di occupati è cresciuto di 237mila unità rispetto allo stesso periodo del 2002 (+1,1%).
      Di conseguenza il tasso di occupazione si è attestato al 56,4%, sei decimi di punto in più rispetto all’anno prima un risultato ragguardevole anche se ancora distante dal target (58,5%). Ragione per cui «il Piano nazionale per l’occupazione approvato di recente dal Governo – si legge nel documento – non ha ridefinito i target occupazionali, di cui si è però sottolineata l’accresciuta criticità, rinviandoli al prossimo anno». Migliorano inoltre gli equilibri occupazionali grazie al contemporaneo calo della disoccupazione (scesa sotto la soglia del 9%) e dell’incidenza «delle imprese industriali che denotano difficoltà nel reperimento di personale». Parallelamente alle luci non manca qualche nota negativa, vale a dire – spiega ancora il rapporto – «la sostanziale interruzione della crescita occupazionale nel Sud, che dal 2001 aveva mostrato una dinamica sempre superiore a quella del Centro-Nord».

      SERENA UCCELLO