Crescono le famiglie ricche in Italia

21/09/2006
    gioved� 21 settembre 2006

    Pagina 41 – Economia

      Due studi sui grandi patrimoni finanziari. Il 26% � concentrato in Lombardia, secondo il Lazio

      Crescono le famiglie ricche in Italia
      712 mila con pi� di mezzo milione

      Ma i veri Paperoni, con oltre 50 milioni, sono settantuno

        BARBARA ARD�

        ROMA — Ci sono pi� ricchi in Italia. E la ricchezza che conservano nei loro “caveux” � lievitata nel giro di un solo anno, il 2006. Chi gi� era nel club dei Paperoni ha fatto dunque pi� soldi o ha visto incrementare il suo patrimonio. Chi ne era rimasto escluso � invece riuscito a fare grande il salto.
        La congiuntura sfavorevole e il Pil che cammina a singhiozzo, pesano dunque sulle tasche delle famiglie che devono mettere insieme il pranzo con la cena.
        Sui super ricchi l’effetto � inverso. Nulla di strano. Fare soldi coi soldi � pi� facile. Mentre i comuni mortali si tenevano lontano dalla Borsa, chi ha potuto investire ha sfruttato i mercati azionari, che nel 2005 hanno conosciuto una sostanziale ripresa. Oppure s’� lanciato nel settore immobiliare sfruttando un
        aumento dei prezzi che non si vedeva da tempo.

        Ad aggiornare il conto dei super ricchi � uno studio dell’Aipb, l’associazione
        italiana private banking in collaborazione con Asam-Universit� cattolica
        di Milano e Pricewaterhousecoopers. I super ricchi erano 692mila nel 2005, sono oggi 712mila.

        Nel 2004 le famiglie che potevano vantare un patrimonio finanziario superiore ai 500mila euro (immobili esclusi) erano ancora di meno, 646mila. Il trend � dunque in crescita. Come in salita � la ricchezza che si spartiscono i super
        ricchi. Nel 2006 il patrimonio finanziario � salito a 820 miliardi di euro, con un aumento del 4,3% rispetto ai 786 miliardi del 2005. Secondo Federico Taddei, presidente della Commissione tecnica marketing di Aipb e direttore
        marketing e business development di Banca Euromobiliare, l’allargamento del mercato dei super ricchi �� imputabile sostanzialmente alla crescita degli
        asset gi� esistenti�. �Soltanto 10 miliardi di euro – spiega Taddei – sono ascrivibili all’ingresso di nuovi asset�. Dunque chi aveva soldi li ha moltiplicati.

        Altra particolarit�: se si prende in considerazione anche la componente
        immobiliare ci si accorge che dal 2002 � cresciuta grazie alla rivalutazione degli immobili. In particolare il 63% della ricchezza totale delle famiglie � costituito da immobili contro il 50% dei dati del 2002, mentre il 34% � formato
        da prodotti finanziari e il restante da oggetti di valore, un trend che � probabilmente continuato in questi ultimi due anni.

        Nel club c’� poi un’ulteriore suddivisione. Tra chi ha molto e chi moltissimo. La segmentazione per fascia patrimoniale evidenzia una fortissima concentrazione fra coloro che possiedono fra i 0,5 e 5 milioni di euro, pari al
        98% del totale delle famiglie super ricche. Con il 2% seguono le famiglie con patrimoni compresi fra i 5 e i 50 milioni e solo lo 0,1% (71 in tutto) ha patrimoni oltre i 50 milioni di euro. Una ripartizione che � rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.

        Tutti comunque sembrano avere un unico obiettivo: valorizzare e incrementare
        la loro ricchezza. E l’identikit dell’investitore privateitaliano � quello di un uomo maturo, con un atteggiamento innovativo, con una cultura elevata (laureato) e con una certa competenza in materia finanziaria. Che non disdegna per� la
        prudenza. Il portafoglio private � infatti composto per il 41% da titoli obbligazionari, il 19% da quote di fondi comuni, l’8 da azioni quotate, il 15% da
        gestioni patrimoniali, il 5% da prodotti assicurativi e il 12 da depositi. Il club ha il suo nocciolo duro in Lombardia. � qui che si concentra il 26,1% della ricchezza. Segue il Lazio (9,9%). Emilia Romagna e Veneto hanno invece
        perso parte della loro ricchezza.