Crescono gli acquisti a rate

16/12/2004


             
            giovedì 16 dicembre 2004
            pagina 6
             
            Indagine Confesercenti-Swg. Venturi: il governo crei un fondo di garanzia.
            Metà degli italiani non avrà risparmi da investire
            Crescono gli acquisti a rate
             
             
            Circa la metà degli italiani non avrà risparmi da investire il prossimo anno, mentre cresce l’esercito dei consumatori a rate.

            È questo il dato più significativo che emerge dall’indagine Confesercenti-Swg sul peso del risparmio nell’economia delle famiglie italiane. Un peso che, complici soprattutto le difficoltà delle famiglie italiane e il peggioramento del clima di fiducia rispetto agli sviluppi futuri della situazione economica nazionale, si va riducendo a beneficio probabilmente di qualche acquisto in più, rigorosamente utile e sempre più a rate.

            Pur riducendo la spesa per i regali di Natale, infatti, gli italiani approfitteranno della tredicesima per destinare questa fine d’anno più denaro ad acquisti per la casa e per la famiglia, spesso proprio grazie al credito al consumo e alle diverse e sempre più allettanti formule proposte. Tra spese, tasse e debiti da saldare, resterà ben poco da destinare al risparmio o ad altri acquisti ´pesanti’ per il prossimo anno.

            Così, il 48% degli intervistati afferma che non avrà risparmi da investire e il 72% esclude già da ora che effettuerà acquisti importanti. Nell’altra metà del campione, quella cioè composta da coloro che sono riusciti ad accantonare risorse, il 20% le destinerà all’acquisto di una casa o di un negozio. Un 21%, poi, tornerà ad accantonare o a investire, puntando su fondi pensione, polizze vita, azioni e obbligazioni, il 4% comprerà terreni, mentre altri utilizzeranno i risparmi per ristrutturare casa (1%). Le ´cicale’, coloro cioè che non risparmieranno, sono il 2% degli intervistati.

            Quanto alle indicazioni su come e dove investire i propri risparmi, la metà del campione si affida alla pianificazione finanziaria fatta in casa, ascoltando familiari (33%), amici e colleghi (10%) o semplicemente decidendo in solitudine (7%). Agli specialisti si affida invece il 36%.

            Diversa è invece la posizione degli italiani rispetto al credito al consumo, in una parola alle rate, che muovono un giro d’affari pari a 51,2 miliardi di euro: il 45% degli intervistati vi ha fatto ricorso almeno una volta negli ultimi cinque anni (di questi il 22% ha acquistato a rate da due a cinque volte). L’Italia è ancora il fanalino di coda europeo quanto a tasso medio di indebitamento (con il 37% del reddito individuale annuo contro il 112% della Germania e il 130% dell’Inghilterra), ma sta recuperando terreno tanto da far prevedere per il prossimo anno un incremento del giro d’affari di 30 miliardi di euro, per un totale di 80 miliardi. Nel 2005, infatti, il 27% del campione prevede di fare acquisti a rate, mentre il 64% lo esclude. La tendenza, dunque, è a un sempre maggiore ricorso al credito al consumo, grazie soprattutto alle sempre più numerose e attraenti formule proposte: dagli eccezionali dilazionamenti dei pagamenti al tasso zero, agli omaggi che spesso accompagnano le vendite a rate. Oggetto dell’acquisto rateale sono soprattutto beni durevoli: dall’automobile (67% del campione), che da sola copre il 47% degli investimenti totali, agli elettrodomestici (25%), al computer (17%), ai mobili (14%) e così via. Ma non manca in qualche caso la possibilità di dilazionare anche il pagamento di prodotti di uso quotidiano, come i capi d’abbigliamento e la spesa alimentare.

            ´Il fatto che in Italia stia aumentando il ricorso al credito al consumo’, ha sottolineato il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, ´è senza dubbio un segnale positivo, si tratta di un’opportunità che può contribuire al rilancio dei consumi, ma solo a condizione che si riavvii un circuito virtuoso dell’economia che dia certezze future alle famiglie. I rischi ci sono, i decreti ingiuntivi per mancati pagamenti crescono e i pignoramenti fanno svanire i sogni realizzati a rate. Chiediamo al governo e al parlamento’, ha concluso Venturi, ´di prendere in considerazione la creazione di un fondo di garanzia che potrebbe dare sicurezza ai consumatori e agli imprenditori e nello stesso tempo dare nuovo impulso ai consumi’.