Crescita «lenta» per l’interinale

22/01/2004




      Giovedí 22 Gennaio 2004


      Crescita «lenta» per l’interinale

      Per il 2004 aspettative di espansione tra il 5 e il 10% – Maggior utilizzo tra gli over 40


      MILANO – La crescita rallenta ma non si ferma. Accantonate le percentuali di sviluppo degli anni scorsi il mercato dell’interinale registra in Italia nel 2003 performance interessanti, nonostante la crisi dell’economia e le attese sull’applicazione della Legge Biagi, entrata in vigore il 24 ottobre scorso. Provvedimento quest’ultimo che introduce nuove flessibilità nel mercato del lavoro con numerose opportunità per le agenzie interinali che diventeranno anche agenzie per il lavoro. Gli operatori si dicono ottimisti sullo sviluppo del business. Secondo le stime di Metis la crescita complessiva del mercato sarà intorno del 5%. E in attesa dei chiarimenti sull’applicazione delle nuove norme cominciano ad organizzarsi. «Ci saranno molte opportunità ma anche molte responsabilità», spiega Luigi Brugnaro, presidente di Umana, società con sede in Veneto che nel 2003 ha fatturato 77,6 milioni di euro. «Noi intendiamo usare tutti gli strumenti offerti. La materia è delicata e bisogna usare le novità nel modo migliore. La riforma è positiva ma va interpretata bene». Cauto ottimismo anche da Manpower, multinazionale americana specializzata nei servizi di gestione del personale, con oltre 300 filiali in Italia, 1.200 dipendenti e una quota di mercato del 22%: 115mila le missioni nel 2003 e 68mila i lavoratori impiegati. «Il 2003 è stato un anno di crescita contenuta, in linea con il mercato (+5%) – spiega l’amministratore delegato Jonas Prising – un rallentamento che va letto come effetto della situazione economica internazionale e locale». Tra le mansioni più richieste: operai qualificati, addetti alle macchine utensili, impiegati nel settore bancario-finanziario. In aumento – fanno sapere a Manpower – i contratti per lavoratori di età compresa tra i 36 e i 50 anni (+135%) mentre crescono anche le missioni over 50 (+24%).
      Dati abbastanza diffusi che confermano come al lavoro temporaneo ricorrano quelle fasce d’età che solitamente lo utilizzavano in maniera abbastanza marginale. E se si conferma il primato del ricorso all’interinale per sostituzione, con il sorpasso sull’utilizzo in caso di picchi di lavoro, il boom delle missioni Manpower lo registra al Sud e nelle isole con una crescita del 20% rispetto al 2002. «Prevediamo una ripresa a fine 2004 – continua Prising – e poi ci aspettiamo un effetto positivo dalla legge Biagi, un’espansione del mercato con l’utilizzo dei nuovi strumenti. Non sarà una rivoluzione ma piuttosto un’evoluzione». In generale cresce l’utilizzo dell’interinale nei servizi rispetto all’industria. «Il settore è in espansione.
      Nel terziario abbiamo avuto uno sviluppo del 50% nei rapporti di lavoro. Tra i settori più vivaci l’alberghiero, l’ospedaliero, l’informatico» spiega Emilio De Pascale amministratore delegato di Obiettivo Lavoro che ha chiuso il 2003 con un giro d’affari di 289 milioni di euro e 58mila i lavoratori avviati. «Soprattutto figure medio basse – continua De Pascale – anche se circa il 40% dei lavoratori avviati hanno un diploma di scuola superiore e il 26% sono laureati». Per il 2004 «puntiamo ad essere attivi a tutto campo – conclude De Pascale – e stiamo completando in questi giorni il perfezionamento della struttura. Il lavoro interinale resta il core-business dell’azienda e la divisione si svilupperà ulteriormente nel corso dell’anno».
      Si prepara ad essere un "soggetto pulifunzionale" anche Generale Industrielle, società italiana di lavoro temporaneo attiva su tutto il territorio italiano con 80 filiali operative, 350 dipendenti. Novanta i milioni di euro fatturati nel 2003, oltre 25mila i lavoratori impiegati perlopiù nel metalmeccanico, nell’industria e nel commercio. «Siamo cresciuti del 42% nel 2003 rispetto al 2002 – spiega il direttore generale Stefano Colli-Lanzi – e abbiamo scommesso sulla qualità del servizio in una situazione di mercato statico e punteremo ancora su questo per crescere ulteriormente». Cautela sulla legge Biagi.
      «Il cambiamento è rilevante, ma tanti spunti vanno ancora regolamentati e puntualizzati – aggiunge Colli-Lanzi – il timore è che si ecceda nella deregulation». «Si apre uno scenario ricco di opportunità interessanti» sottolinea Pier Mario Donadoni, amministratore delegato di Metis, agenzia per il lavoro nata su iniziativa del gruppo Unicredito. Oltre 60 le filiali in Italia e un giro d’affari di 98 milioni e 29mila lavoratori avviati. Nel 2004 l’obiettivo è di 120 milioni di fatturato – annuncia Donadoni -. I servizi offerti andranno dallo staff leasing, alla somministrazione di lavoro a tempo determinato, fino al collocamento, alla ricerca e selezione di personale e all’outplacement».
      Punta a una crescita del 10% Randstad, multinazionale olandese, quarto gruppo a livello mondiale nell’interinale. Apertura di nuove filiali, rafforzamento di quelle esistenti, riforma Biagi: saranno i binari su cui Randstad orienterà lo sviluppo 2004. «È prematuro esprimere valutazioni oggettive sulla Legge Biagi – spiega Fred van der Tang, director operations per l’Italia – complessivamente è stato disegnato un quadro normativo caratterizzato da maggiore flessibilità che però non è sinonimo di deregulation».

      LAURA DI PILLO